Con l'avvicinarsi della stagione estiva e il conseguente
aumento degli spostamenti verso le località di villeggiatura, milioni di
italiani si preparano a mettersi in viaggio. Tuttavia, una percentuale
allarmante di automobilisti trascura uno dei controlli di manutenzione più
basilari ed essenziali: la pressione degli pneumatici.
Secondo i dati diffusi da Bridgestone, leader globale
nel settore delle coperture e della mobilità, quasi tre auto su quattro in
Italia circolano con pneumatici non gonfiati correttamente. Una
disattenzione che non solo compromette drasticamente la sicurezza stradale, ma
che si traduce in un vero e proprio salasso economico al momento del
rifornimento.
L'impatto sul portafoglio: i dati sui consumi
Gli pneumatici rappresentano l'unico punto di contatto tra
il veicolo e l'asfalto; il loro stato influisce direttamente sulla dinamica di
marcia. Un battistrada sgonfio aumenta la superficie di attrito e,
conseguentemente, la resistenza al rotolamento. Il motore è costretto a erogare
più energia per mantenere la velocità, bruciando più benzina o gasolio.
Le rilevazioni europee di Bridgestone, supportate anche
dagli studi decennali dell'Oak Ridge National Laboratory (ORNL) — il
principale centro di ricerca del Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti —
quantificano con precisione questo spreco.
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Livello di Pressione (rispetto al valore corretto)
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Aumento Stimato dei Consumi
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Sgonfio del 20%
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+ 3% di carburante
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Sgonfio del 30%
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+ 4% - 5% di carburante
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Sgonfio del 55%
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Fino al 10% in più
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Considerando gli attuali prezzi dei carburanti, viaggiare
costantemente con coperture sottogonfiate significa vanificare qualsiasi sforzo
di guida ecologica, trasformando un semplice viaggio in autostrada in una spesa
evitabile.
I 5 rischi di viaggiare con le gomme sgonfie
Il risparmio economico, per quanto rilevante, passa in
secondo piano rispetto alle implicazioni per la sicurezza. Gli esperti tecnici
di Bridgestone hanno sintetizzato le cinque principali conseguenze legate alla
mancata manutenzione degli pneumatici:
- Maggiore
resistenza al rotolamento e consumi record: Come evidenziato dai dati,
l'eccessiva deformazione della spalla del pneumatico richiede uno sforzo
supplementare al motore, portando a un aggravio alla pompa fino al 10%.
- Spazi
di frenata allungati: Una pressione scorretta altera l'impronta a
terra del veicolo. In condizioni di frenata d'emergenza, i metri in più
necessari per arrestare l'auto possono fare la differenza tra un semplice
spavento e una collisione.
- Usura
irregolare e sostituzione anticipata: Viaggiare con coperture troppo
sgonfie consuma rapidamente i bordi esterni del battistrada (mentre una
pressione eccessiva ne logora il centro). Questo costringe l'automobilista
a sostituire il treno di gomme molto prima del suo naturale ciclo di vita,
raddoppiando di fatto i costi di manutenzione.
- Pericolo
aquaplaning: Se lo pneumatico non è teso correttamente, le scanalature
del battistrada perdono efficacia nel drenare l'acqua in caso di pioggia.
Il risultato è una drastica perdita di aderenza (il cosiddetto effetto
galleggiamento), che compromette gravemente la stabilità in curva e la
direzionalità.
- Sanzioni
e responsabilità legali: Circolare con pneumatici la cui profondità
del battistrada è inferiore ai limiti di legge (1,6 mm per gli
autoveicoli), o usurati in modo anomalo a causa della pressione errata,
espone a pesanti sanzioni amministrative in caso di controlli. Inoltre, in
caso di sinistro, le compagnie assicurative possono rivalersi per mancata
manutenzione del mezzo.
La prevenzione richiede due minuti
In vista degli esodi estivi e delle brevi fughe nei weekend,
la raccomandazione è quella di non affidarsi esclusivamente ai sistemi
elettronici di monitoraggio della pressione (TPMS), che spesso segnalano
l'anomalia solo quando il calo è già importante.
Un'ispezione visiva per individuare eventuali tagli o
rigonfiamenti sui fianchi e un controllo strumentale della pressione (eseguito
a gomme fredde presso il proprio gommista di fiducia o una stazione di
servizio) richiedono al massimo due minuti. Un'operazione banale, ma
fondamentale per tutelare la propria sicurezza, quella degli altri utenti della
strada e, non da ultimo, il proprio bilancio familiare.