L'errore che fa impennare i consumi: con le gomme sgonfie si spreca fino al 10% di carburante

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10 giugno 2026, 15.33
mazda cx 30 skyactiv x gomme
Con l'avvicinarsi della stagione estiva e il conseguente aumento degli spostamenti verso le località di villeggiatura, milioni di italiani si preparano a mettersi in viaggio. Tuttavia, una percentuale allarmante di automobilisti trascura uno dei controlli di manutenzione più basilari ed essenziali: la pressione degli pneumatici.
Secondo i dati diffusi da Bridgestone, leader globale nel settore delle coperture e della mobilità, quasi tre auto su quattro in Italia circolano con pneumatici non gonfiati correttamente. Una disattenzione che non solo compromette drasticamente la sicurezza stradale, ma che si traduce in un vero e proprio salasso economico al momento del rifornimento.

L'impatto sul portafoglio: i dati sui consumi

Gli pneumatici rappresentano l'unico punto di contatto tra il veicolo e l'asfalto; il loro stato influisce direttamente sulla dinamica di marcia. Un battistrada sgonfio aumenta la superficie di attrito e, conseguentemente, la resistenza al rotolamento. Il motore è costretto a erogare più energia per mantenere la velocità, bruciando più benzina o gasolio.
Le rilevazioni europee di Bridgestone, supportate anche dagli studi decennali dell'Oak Ridge National Laboratory (ORNL) — il principale centro di ricerca del Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti — quantificano con precisione questo spreco.
Livello di Pressione (rispetto al valore corretto) Aumento Stimato dei Consumi
Sgonfio del 20% + 3% di carburante
Sgonfio del 30% + 4% - 5% di carburante
Sgonfio del 55% Fino al 10% in più
Considerando gli attuali prezzi dei carburanti, viaggiare costantemente con coperture sottogonfiate significa vanificare qualsiasi sforzo di guida ecologica, trasformando un semplice viaggio in autostrada in una spesa evitabile.

I 5 rischi di viaggiare con le gomme sgonfie

Il risparmio economico, per quanto rilevante, passa in secondo piano rispetto alle implicazioni per la sicurezza. Gli esperti tecnici di Bridgestone hanno sintetizzato le cinque principali conseguenze legate alla mancata manutenzione degli pneumatici:
  1. Maggiore resistenza al rotolamento e consumi record: Come evidenziato dai dati, l'eccessiva deformazione della spalla del pneumatico richiede uno sforzo supplementare al motore, portando a un aggravio alla pompa fino al 10%.
  2. Spazi di frenata allungati: Una pressione scorretta altera l'impronta a terra del veicolo. In condizioni di frenata d'emergenza, i metri in più necessari per arrestare l'auto possono fare la differenza tra un semplice spavento e una collisione.
  3. Usura irregolare e sostituzione anticipata: Viaggiare con coperture troppo sgonfie consuma rapidamente i bordi esterni del battistrada (mentre una pressione eccessiva ne logora il centro). Questo costringe l'automobilista a sostituire il treno di gomme molto prima del suo naturale ciclo di vita, raddoppiando di fatto i costi di manutenzione.
  4. Pericolo aquaplaning: Se lo pneumatico non è teso correttamente, le scanalature del battistrada perdono efficacia nel drenare l'acqua in caso di pioggia. Il risultato è una drastica perdita di aderenza (il cosiddetto effetto galleggiamento), che compromette gravemente la stabilità in curva e la direzionalità.
  5. Sanzioni e responsabilità legali: Circolare con pneumatici la cui profondità del battistrada è inferiore ai limiti di legge (1,6 mm per gli autoveicoli), o usurati in modo anomalo a causa della pressione errata, espone a pesanti sanzioni amministrative in caso di controlli. Inoltre, in caso di sinistro, le compagnie assicurative possono rivalersi per mancata manutenzione del mezzo.

La prevenzione richiede due minuti

In vista degli esodi estivi e delle brevi fughe nei weekend, la raccomandazione è quella di non affidarsi esclusivamente ai sistemi elettronici di monitoraggio della pressione (TPMS), che spesso segnalano l'anomalia solo quando il calo è già importante.
Un'ispezione visiva per individuare eventuali tagli o rigonfiamenti sui fianchi e un controllo strumentale della pressione (eseguito a gomme fredde presso il proprio gommista di fiducia o una stazione di servizio) richiedono al massimo due minuti. Un'operazione banale, ma fondamentale per tutelare la propria sicurezza, quella degli altri utenti della strada e, non da ultimo, il proprio bilancio familiare.
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