Il gruppo automobilistico annuncia una svolta tecnologica
per il mercato del Vecchio Continente: in arrivo una motorizzazione ibrida
"piena" sviluppata interamente in casa, destinata a equipaggiare i
modelli di fascia medio-piccola senza ricorrere a partnership esterne.
In una fase di profonda transizione per l'industria
automobilistica,
Stellantis definisce i contorni della sua futura
offerta motoristica per l'Europa, puntando con decisione sulla sovranità
tecnologica. Nel corso di un recente incontro con la stampa a Torino, in cui
sono stati illustrati gli aggiornamenti del piano industriale, il responsabile
di Stellantis in Europa, Emanuele Cappellano, ha ufficializzato una mossa
strategica di grande rilievo: l'introduzione di una nuova generazione di
propulsori
Full Hybrid progettati e realizzati interamente all'interno
del Gruppo.
Un progetto 100% "In-House"
La dichiarazione di Cappellano traccia una linea di
demarcazione netta rispetto alle logiche di condivisione tecnologica che spesso
caratterizzano il settore: "È un full hybrid fatto da Stellantis,
sviluppato internamente da noi e non realizzato in collaborazione con dei
partner".
Questa precisazione allontana definitivamente le
speculazioni su possibili sinergie esterne per colmare il divario nel segmento
delle ibride "piene", ribadendo la volontà del gruppo italo-francese
di mantenere il controllo totale sulla proprietà intellettuale, sullo sviluppo
e sulla produzione di questa architettura.
Le differenze con le tecnologie oltreoceano
Per comprendere la portata dell'annuncio, è fondamentale
analizzare ciò che questo nuovo sistema non sarà. L'architettura
destinata all'Europa non consisterà in un semplice "trapianto" delle
tecnologie attualmente impiegate da Stellantis su altri mercati globali.
Nello specifico, i vertici hanno categoricamente escluso
l'utilizzo del sistema attualmente adottato negli Stati Uniti sulla Jeep
Cherokee. Quella specifica soluzione d'oltreoceano abbina un motore termico 1.6
turbo a una complessa trasmissione a rotismo epicicloidale, basata su principi
ingegneristici concettualmente affini a quelli resi celebri dal sistema ibrido
di Toyota. Al contrario, il progetto europeo seguirà una strada ingegneristica
inedita e sartoriale, concepita su misura per le esigenze del mercato
continentale.
Il mercato di riferimento: dalle utilitarie ai crossover
Dal punto di vista commerciale, il nuovo Full Hybrid
Stellantis non sarà una tecnologia di nicchia o riservata alle ammiraglie, ma
rappresenterà un pilastro per i veicoli di grande diffusione.
L'azienda ha confermato che la nuova motorizzazione sarà il
cuore pulsante dei futuri modelli appartenenti ai segmenti più competitivi in
Europa:
- Utilitarie
e berline compatte: per garantire consumi ridotti nei contesti urbani.
- Crossover
di taglia media e piccola: il segmento di mercato attualmente più
redditizio e richiesto dai consumatori europei.
La scelta di dotare la fascia medio-piccola del listino di
un sistema Full Hybrid proprietario indica la chiara intenzione di Stellantis
di competere direttamente con i costruttori asiatici ed europei che da anni
dominano questo specifico settore tecnologico, offrendo un'alternativa concreta
all'elettrico puro per la mobilità di massa dei prossimi anni.