Viscerale, sfacciata, analogica. Il manifesto della
resistenza meccanica modenese in salsa open-air.
Identikit: cos'è e a chi serve?
Cos’è la
Maserati GranCabrio Trofeo? Un proiettile capace di
sfondare il muro dei 316 all'ora.
Questa non è la solita decappottabile da passeggiata per
l'aperitivo in Costa Azzurra. O meglio, lo è se hai il conto in banca adeguato,
ma sotto quel vestito elegante si nasconde un'arma da distruzione di massa per
pneumatici posteriori. È l'erede diretta di una dinastia nata nel 2009, ma oggi
cambia pelle e si incattivisce in modo drastico.
Rispetto al passato, il design abbraccia il concetto di
"Cofango", un'intuizione stilistica che fonde cofano e parafango in
un unico pezzo titanico da oltre 3 metri quadri. Il frontale, con quel muso
da squalo, non chiede mai permesso quando compare negli specchietti
retrovisori di chi ti precede.
Serve a te, nostalgico dei veri motori a combustione, che
vuoi condividere la follia di 590 cavalli con altre tre persone. Sì, perché i quattro
posti qui sono veri, non due strapuntini dove incastrare a malapena la
borsa della spesa.
È la vettura perfetta per chi si rifiuta di accettare che il
piacere di guida debba essere sacrificato sull'altare del politicamente
corretto. Una gran turismo pura che, con un semplice scorrimento di
dito, fa sparire il tetto in tela e ti riconnette con la strada. A patto che tu
sappia domarla.
Com'è viverci dentro
Appena scivoli nell'abitacolo, capisci subito che i tempi in
cui eravamo disposti a perdonare qualche scricchiolio di troppo in nome del
"cuore sportivo" sono finiti per sempre. La qualità percepita qui è
maniacale, quasi teutonica, ma conserva un estro artigianale inarrivabile per
la fredda concorrenza tedesca.
Sulla mia vettura, verniciata in uno spettacolare Green
Jupiter Matte, l'interno ti accoglie con una pelle nera e gialla
folgorante. Ed è pelle vera, certificata per gli standard di sostenibilità,
dominata da una fibra di carbonio tridimensionale lavorata come fosse una
scultura moderna.
Il tunnel centrale è stato letteralmente stravolto. Puoi
dire addio a quei tristi tasti in plastica della vecchia pulsantiera (P, N, R,
D) che stonavano su un'auto di questo calibro. Ora trovi comandi in puro
metallo, capaci di restituire uno scatto meccanico e dotati di un sensore
aptico in grado di leggere esattamente la pressione del tuo dito.
Finalmente un'ergonomia che non offende il prezzo di listino.
La presenza dei display è massiccia, eppure furba.
L'infotainment, affidato a un cervello Android Automotive, poggia su uno schermo
principale da 12,3 pollici e su un pannello inferiore da 8,8 pollici dedicato
alla climatizzazione.
Un piccolo difetto c'è: il monitor superiore è piazzato un
po' troppo in basso per i miei gusti. Per fortuna l'head-up display ti mostra
tutte le informazioni vitali direttamente sul parabrezza, salvandoti dalle
distrazioni. E per chi usa lo smartphone, Apple CarPlay senza fili si
accoppia alla velocità della luce.
L'interfaccia grafica è stata svecchiata in toto,
accompagnando il debutto di un inedito orologio digitale centrale. Ha perso
i connotati circolari per abbracciare un ben più teso profilo ottagonale. E
proprio questo restyling geometrico ha permesso agli ingegneri di nascondere,
in modo del tutto discreto, la telecamera per il monitoraggio della stanchezza
del conducente esattamente sotto il quadrante.
Anche il volante è stato rivisto e cattura lo sguardo:
segue la stessa geometria a otto lati dell'orologio, risultando
"carnoso" e appagante da impugnare. Sull'esemplare in prova,
impreziosito da estesi inserti in Alcantara, la presa è granitica. Ti fa capire
all'istante che qui si deve guidare sul serio, non semplicemente farsi
scarrozzare.
Dietro la corona spuntano due bellissimi paddle in
alluminio ricavati dal pieno. E nascondono un colpo di genio assoluto: in
fase di manovra, sotto i 13 km/h, ti basta premerli per alternare la prima e la
retromarcia senza mai staccare le mani dal volante. Dimentica la mano che
annaspa sulla plancia in cerca del bottone giusto; sfiori la levetta e l'auto
esegue. Pratico, intelligente e fulmineo.
Infine, se fai parte di quelli che tremano all'idea di
abbassare la capote a novembre, rilassati. I tecnici hanno integrato il sistema
"aria sciarpa", un flusso caldo soffiato direttamente sul tuo
collo dai sedili anteriori, regolabile su tre livelli d'intensità. Un trucco
furbo per godersi l'open-air tutto l'anno.
Menzione d'onore al tetto in tela. Bastano 14
secondi netti per farlo sparire, e puoi azionarlo in movimento fino a 50
km/h. Bellissimo effetto sulla mia versione in prova con il tridente impresso
sulla capote in tela. Niente fermate imbarazzanti a bordo strada per non
rompere il meccanismo. Certo, nel bagagliaio a capote abbassata restano
appena 131 litri, roba da due trolley slim. Ma se la tua priorità è
trasportare mobili, hai palesemente sbagliato concessionario.
Come si guida
L'ho messa alla frusta sulle strade tutte curve e
avvallamenti che serpeggiano tra Cormons e Gorizia. Il Collio friulano, con i
suoi saliscendi veloci in mezzo alle vigne, è una vera cartina di tornasole che
non perdona i telai approssimativi.
Premi il tasto di accensione e il V6 "Nettuno" da
3.0 litri si sveglia ringhiando. Se azzecchi un rettilineo sgombro, questa
scultura su ruote ti scaraventa a 100 all'ora in soli 3.6 secondi.
Numeri importanti, brutali. Ma ciò che colpisce davvero è
la facilità irrisoria con cui vengono messi a terra. Ti aspetteresti un
comportamento scorbutico, una reazione nervosa e instabile a ogni pestone sul
gas. E invece no. La GranCabrio sorprende per una docilità disarmante persino
quando i controlli elettronici vengono ridotti ai minimi termini. Rimane sempre
dannatamente prevedibile e sicura.
Gran parte di questa confidenza affonda le radici in
soluzioni tecniche avanzatissime, a partire proprio da quel motore. La
precamera di combustione, derivata in linea retta dalla Formula 1, non è un
vezzo da brochure. Permette di migliorare l'efficienza termica e abbattere le
emissioni senza che tu debba rinunciare a un singolo grammo di quelle
prestazioni furibonde.
Insomma, hai per le mani un'auto che va forte da far
paura, ma che allo stesso tempo è facilissima da portare al limite.
In inserimento di curva, nonostante la massa importante e
l'assenza del tetto, il telaio è un blocco di granito. Niente torsioni
imbarazzanti. Le carreggiate allargate di 10 millimetri e la logica del
differenziale posteriore la piantano sull'asfalto, permettendoti di mettere il
muso esattamente dove stai puntando lo sguardo.
La gestione elettronica è affidata alla centralina VDCM,
sviluppata interamente a Modena, che orchestra motore, sospensioni e sterzo
prevenendo la perdita di aderenza prima ancora che tu te ne accorga.
E poi, ovviamente, c'è il capitolo acustica. Se viaggi in
modalità GT ti godi la pulizia dell'impianto Sonus faber. Ma se sposti il
manettino su Sport o Corsa, le valvole dello scarico si aprono. Il sound è
super coinvolgente e appagante: urla agli alti regimi e scoppietta a ogni
scalata, rimbalzando tra i muretti a secco con una prepotenza squisitamente
analogica.
Il computer di bordo ha registrato una media di 14.8
l/100km, un dato indicativo che verificheremo nella prova completa. Ma fidati,
su un'auto del genere, sono litri immolati sull'altare del divertimento puro.
Prezzi Maserati Grancabrio M27
Per entrare nel club e farti accarezzare dal vento servono
almeno 174.100 euro per la versione d'ingresso da 490 cavalli. E qui, i
maghi del marketing hanno preparato la classica caramella: un prezzo in promo a
169.100 euro, a patto di aderire all'offerta finanziaria.
Ti offrono un leasing (con TAN al 5,99% e TAEG al 6,37%) che
prevede di sborsare un corposo anticipo di 48.450 euro, seguito da 47 rate
mensili da 1.250 euro. E se alla scadenza dei quattro anni non riesci più a
separartene, ti aspetta una maxi-rata finale da oltre 90.000 euro per
riscattarla.
Maserati ha confezionato un'offerta anche per la variante elettrica
Folgore: listino a 171.600 euro (che diventano 172.600 con il kit ricarica),
anticipo di oltre 46.000 euro e 47 rate da 1.500 euro al mese.
Ma la vettura che ho appena parcheggiato, la brutale
Trofeo da 590 cavalli nuda e cruda, non si abbassa a certi giochetti.
Nessuna promozione sbandierata, nessuna ratina strillata sui portali ufficiali.
Il suo prezzo di partenza è fissato alla cifra di 213.800 euro. Prendere
o lasciare.
Ed è quasi un atto di onestà intellettuale. Quando decidi di
spendere il controvalore di un bilocale in provincia per un V6 termico che fa i
316 all'ora, non stai certamente guardando le virgole del TAEG. Stai comprando
un vizio puro e sfacciato. E i vizi veri, da che mondo è mondo, non si pagano
in comode rate mensili.
Pro e contro
Cosa mi piace:
- Motore
V6 "Nettuno": i 590 cavalli spingono con una brutalità infinita
e il sound a tetto abbassato è roba da farti venire i brividi.
- Facilità
di guida: scarica a terra numeri spaventosi ma rimane sempre sincera,
prevedibile e sorprendentemente docile anche togliendo l'elettronica.
- Finiture
dell'abitacolo: il mix tra pelle premium e la ruvida fibra di carbonio
tridimensionale tocca vette di eccellenza assolute.
Cosa non mi piace:
- Bagagliaio
risicato: con la capote abbassata il bagagliaio scende alla miseria di 131
litri, sufficienti a stento per gli acquisti di una giornata.
- Interfaccia
touch: delegare lo schermo inferiore a tutte le funzioni di bordo, dal
clima ai sedili, ti costringe a togliere gli occhi dalla strada troppo
spesso.
Scheda Tecnica: MASERATI GRANCABRIO TROFE
- Dimensioni: 4.97 x 2.11 x 1.38 metri
- Posti: 4
- Bagagliaio: 131 / 172 litri
- Motore: V6 Biturbo a 90°
- Potenza sistema: 434 kW (590 CV)
- Coppia massima: 650 Nm
- Cambio: Automatico a 8 rapporti
- Trazione: AWD
- Batteria (se presente): N.D. kWh
- 0-100 km/h: 3.6 secondi
- Velocità massima: 316 km/h
- Autonomia (WLTP): N.D. km