Confortevole, scultorea, ovattata. Ti conquisterà per la
comodità totale con cui affronta il traffico cittadino e per le sue linee
incredibilmente eleganti, ma dovrai scendere a patti con un rombo del motore
decisamente troppo educato.
Quello che devi sapere prima di immergerti in questa prova è
semplice: la
Ferrari Amalfi è una Gran Turismo da 640 CV progettata per
farti convivere con prestazioni brutali in un comfort stradale di altissimo
livello. Nelle prossime righe ti porterò a bordo di questa nuova
berlinetta
V8 a motore centrale-anteriore, nata per raccogliere il testimone della
Roma,
per raccontarti in modo schietto come si comporta nel mondo reale.
Scoprirai le sensazioni che restituisce il volante
ridisegnato mentre ti muovi tra le geometrie architettoniche dell'EUR, e
leggerai con quanta efficacia l'auto scarica a terra tutta la sua rabbia
meccanica quando l'asfalto si apre verso le curve di Tor Vergata. Analizzeremo
le scelte dei tecnici per l'abitacolo 2+, un layout perfetto per garantirti lo
spazio extra necessario per lanciare le sacche da viaggio sui sedili posteriori
e goderti un fine settimana veloce.
Ti parlerò della sua spinta inesorabile, della precisione
chirurgica dell'elettronica di bordo e, senza farti sconti, ti spiegherò per
quale motivo la voce dei suoi scarichi potrebbe lasciarti con un po' di amaro
in bocca.
Scheda Tecnica Ferrari Amalfi
Ecco i numeri crudi e i dati tecnici principali della nuova
Ferrari Amalfi, utili per farti un'idea chiara delle sue potenzialità su
strada.
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Scheda Tecnica: FERRARI AMALFI
- Dimensioni: 4,66 x 1,97 x 1,30 metri
- Posti: 2+
- Bagagliaio: 273 / - litri
- Motore: V8 biturbo
- Potenza motore termico: 471 kW (640 CV) | Coppia: 760 Nm
- Potenza motore elettrico: - kW (- CV) | Coppia: - Nm
- Potenza combinata: 471 kW (640 CV)
- Cambio: F1 a doppia frizione e 8 rapporti
- Trazione: Posteriore
- Batteria: - kWh
- Peso: 1470 kg
- 0-100 km/h: 3,3 secondi
- Velocità max: 320 km/h
- Consumo medio (WLTP): In corso di omologazione
- Autonomia: - km
- Prezzo: A partire da circa 210.000 € / Esemplare in prova circa 255.000 € (Stima)
Come cambia il design della Ferrari Amalfi?
Le proporzioni generali da coupé a motore anteriore restano
invariate rispetto alla Ferrari Roma, ma le forme della carrozzeria sono
ora nettamente più pulite, aerodinamiche e del tutto prive di griglie
esasperate o calandre tradizionali.
Sfruttando gli ampi spazi dell'EUR durante la mia prova per
scattare qualche fotografia, ho potuto notare come il team del Centro Stile
guidato da Flavio Manzoni abbia creato un corpo vettura monolitico e
affusolato. Dal vivo risulta incredibilmente armonica, perdendo
quell'aggressività estrema tipica delle vetture destinate unicamente alla
pista. Il frontale è una vera rottura col passato: è dominato da un'ala
flottante verniciata in tinta carrozzeria che sovrasta una fascia cava scura,
dentro la quale i designer hanno integrato in modo molto discreto i proiettori
e i radar anteriori.
Dietro, la filosofia della pulizia formale e della
sottrazione continua. I gruppi ottici posteriori sono nascosti all'interno
di tagli grafici molto essenziali, mentre il generoso diffusore dichiara
apertamente quanto lavoro sia stato fatto sui flussi dell'aria. Se vuoi un
consiglio estetico, il colore di lancio Verde Costiera – un ottanio
brillante che si ispira all'acqua del mare campano – esalta i volumi in modo
magistrale donando grande freschezza all'insieme.
Ma non farti ingannare da queste linee così pulite:
l'aerodinamica attiva è complessa ed estremamente funzionale. Sotto il muso e
davanti alle ruote ci sono delle scarpette aerodinamiche studiate per ridurre
la resistenza, mentre al posteriore debutta una nuova ala mobile attiva
nascosta nella coda. Questa appendice si muove in totale autonomia su tre
angolazioni, chiamate Low Drag (LD), Medium Downforce (MD) e High Downforce
(HD), a seconda della tua velocità o delle accelerazioni che imprimi alla vettura.
Immagina che a 250 km/h, quest'ala genera una spinta verso il basso di ben 110
kg a fronte di un aumento della resistenza all'avanzamento inferiore al 4%,
schiacciandoti letteralmente all'asfalto per garantirti una stabilità
granitica.
Come sono gli interni e l'infotainment?
L'abitacolo abbandona del tutto l'impostazione classica per
abbracciare un'interfaccia completamente nuova, isolandoti in un "doppio
cockpit" che divide nettamente la tua area da quella del tuo passeggero,
collegandole visivamente tramite il tunnel centrale e la plancia.
L'approccio formale ha semplificato gli interni, spostando
l'interazione all'interno di tre grandi schermi. Dietro al volante hai a
disposizione un quadro strumenti digitale da 15,6 pollici, completamente
configurabile e ricchissimo di informazioni. Al centro, incastonato tra
guidatore e passeggero, spicca un display touch capacitivo da 10,25 pollici. È
da qui che comandi praticamente tutto: la climatizzazione, i flussi d'aria, le
impostazioni dei sedili e il comparto multimediale, potendo sfruttare Apple CarPlay
e Android Auto di serie per collegare il tuo smartphone e ricaricarlo tramite
la piastra wireless nel tunnel. Anche chi viaggia con te non si sentirà un
semplice ospite: il display passeggero opzionale da 8,8 pollici lo trasforma in
un co-pilota, mostrandogli parametri di guida dinamica come i giri del motore o
le forze G.
Una nota di enorme merito va al volante. Dopo anni di
comandi a sfioramento, gli ingegneri sono tornati sui loro passi introducendo
pulsanti fisici, per garantirti un'ergonomia perfetta e una riconoscibilità
al tatto assoluta mentre guidi. Sulla sinistra è finalmente tornato anche
l'iconico tasto di accensione in alluminio, perfetto per instaurare un legame
immediato con la meccanica.
Se viaggi spesso in auto, apprezzerai alla follia i sedili
comfort su misura: nascondono dieci sacche d'aria interne e ti offrono cinque
programmi di massaggio con tre livelli di intensità, uniti a riscaldamento e
ventilazione per seduta e schienale. Ti consiglio anche di investire nel
sistema audio Premium Burmester: con 14 altoparlanti, tweeter a tecnologia ring
radiator e 1200 W di potenza, ti regala una qualità sonora cristallina e
immersiva.
Quanto spinge il motore V8 biturbo della Ferrari Amalfi?
Spinge con una forza fluida, continua e brutale, spazzando
via in un istante qualsiasi ricordo legato al ritardo di risposta dei vecchi
motori sovralimentati. Sotto il lungo cofano anteriore batte l'ultima
evoluzione della pluripremiata famiglia F154: un V8 biturbo da 3.855 centimetri
cubi ottimizzato per raggiungere 640 CV e ben 760 Nm di coppia.
Lungo i vialoni verso Tor Vergata ho avuto modo di chiedere
tutto al propulsore. La risposta all'acceleratore è semplicemente fulminea
in ogni condizione. Gli ingegneri hanno introdotto una gestione della
sovralimentazione che innalza il regime di rotazione delle turbine fino
all'incredibile soglia di 171.000 giri al minuto. Hanno persino ridotto le
masse all'interno del monoblocco limando un chilogrammo di alluminio dal
basamento e adottando nuovi assi a camme alleggeriti. In più, per la prima
volta su un motore Ferrari, viene utilizzato un olio a bassissima viscosità che
abbassa del 30% la resistenza degli attriti a freddo.
Se decidi di affondare il piede destro, l'allungo è
clamoroso e ti incolla al sedile fino all'intervento del limitatore, spostato
ora in alto a 7.600 giri. I dati prestazionali parlano da soli: l'auto pesa
a secco 1470 kg, vanta un rapporto peso/potenza di 2,29 kg/cv, scatta da 0 a
100 km/h in 3,3 secondi e tritura lo 0-200 km/h in 9 secondi netti. Un
contributo vitale in questi frangenti lo fornisce il cambio a doppia frizione
in bagno d'olio a 8 rapporti: vanta ora una centralina molto più potente che,
grazie all'integrazione con il software del motore, ti regala cambiate rapide e
fluidissime, addolcendo enormemente la marcia anche nelle classiche e noiose fasi
di Start&Stop cittadino.
Purtroppo no, l'impianto di scarico risulta fin troppo
civile ed educato, costringendoti a viaggiare in un abitacolo che a livello
di silenziosità ricorda quasi quello di una lussuosa ammiraglia tedesca. È
l'unica vera nota stonata che ho registrato in questo test.
Le normative sulle emissioni sonore e inquinanti non
perdonano, e i tecnici hanno dovuto progettare un nuovo layout per il
silenziatore. Per ridurre al minimo le particelle inquinanti è stato inserito
un catalizzatore con matrice ceramica impregnata di metalli pregiati come
rodio, platino e palladio.
Le cose migliorano leggermente se fai salire i giri o sposti
le regolazioni dinamiche: il controllo del sound sfrutta una nuova valvola di
bypass a gestione proporzionale che si apre per darti un po' più di timbro.
L'albero piatto e i collettori a fuso singolo di lunghezza uguale aiutano a
mantenere la sequenza di scoppio inconfondibile, ma se cerchi una colonna
sonora da farti rizzare i peli sulle braccia, questa vettura non urlerà mai a
pieni polmoni.
Assorbe le imperfezioni stradali in modo superbo regalando
un comfort inaspettato sulle buche.
Guidare tra le strade di Roma, con il suo asfalto distrutto
e i sanpietrini, è la prova del nove per le sospensioni di una supercar. Qui
l'Amalfi fa veri miracoli. Sfruttando la modalità per le strade sconnesse (il
tasto Bumpy Road), l'idraulica digerisce tutto con una compostezza esemplare.
Un grande aiuto arriva anche dalla sapiente scelta degli pneumatici da 20
pollici: è stato mantenuto uno spessore della spalla molto generoso, perfetto
per garantirti una risposta progressiva e assorbire le asperità senza
distruggere i cerchi.
Quando il ritmo sale e il misto si fa stretto, emerge il
carattere dell'avantreno. L'inserimento è superlativo, anche grazie a uno sterzo rapido.
Il cervello centrale che coordina il tutto è il Side Slip
Control (SSC) 6.1. Dialoga con un nuovo sistema di stima dell'aderenza basato
sul servosterzo elettrico (EPS), capace di "leggere" il grip a terra
il 10% più velocemente rispetto alla 296 GTB, persino quando l'asfalto è
viscido e non stai guidando al limite. In modalità Race l'elettronica ti lascia
libero di esibirti in sbandate controllate sentendoti sempre al sicuro.
Da riferimento assoluto il nuovo impianto frenante
brake-by-wire, ovvero privo di connessione meccanica diretta tra pedale e
pinze. Sull'Amalfi il pedale ha una corsa corta ed è solidissimo. Sfrutta il
controller ABS Evo che, leggendo i dati del sensore a 6 direzioni,
ripartisce perfettamente la forza frenante garantendoti decelerazioni
violentissime e costanti, fermando la vettura da 100 km/h in appena 30,8 metri.
Tiriamo le somme: la compreresti?
Il prezzo della Ferrari Amalfi parte da 240.000 euro e
firmerei il contratto oggi stesso se il mio obiettivo fosse avere in garage una
GT instancabile, progettata per viaggiare comodo, veloce e circondato
dall'eleganza assoluta, mettendo in conto fin da subito il suo carattere
acustico volutamente ovattato.
La Ferrari Amalfi ha saputo unire due mondi apparentemente
inconciliabili. Ti permette di trotterellare nel traffico cullato dai sedili
massaggianti in totale relax, per poi liberare sull'asfalto 640 CV con
un'efficacia dinamica chirurgica, supportata dalla migliore elettronica oggi
sul mercato. È un'auto pensata per l'utilizzo trasversale e senza compromessi.
Se decidi di acquistarla solo per fare confusione e sgasare nei tunnel, stai
puntando sul modello sbagliato della gamma. Ma se cerchi la compagna di viaggio
totale, capace di appagare gli occhi all'esterno e coccolarti all'interno, hai
appena trovato il tuo nuovo riferimento tra le Gran Turismo.