Così la nuova Mazda MX-5 debutterà nel 2028 e no, non sarà elettrica. Cosa sappiamo

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31 luglio 2026, 10.52
mazda mx 5 2025 30
In un panorama automobilistico globale che corre a tappe forzate verso la transizione a zero emissioni, la strategia delineata da Mazda per la sua iconica roadster assume i contorni di una precisa dichiarazione d'intenti. La quinta generazione della MX-5 (identificata dalla sigla di progetto NE), attesa per il 2028, non cederà immediatamente al diktat della propulsione esclusivamente elettrica. Le recenti direttive dell'amministratore delegato Masahiro Moro tracciano infatti un percorso conservativo e fieramente ancorato alla tradizione: la priorità assoluta per il debutto resta il motore a combustione interna.

Il termico resta al centro del progetto

La notizia fondamentale per il mercato è che, al momento del lancio, la sportiva nipponica manterrà intatto il proprio schema meccanico classico. Gli ingegneri hanno confermato che la vettura esordirà esclusivamente con una motorizzazione endotermica, rinviando a data da destinarsi l'introduzione di varianti puramente a batteria.
Sotto il cofano, la Casa è decisa a portare avanti la propria storica filosofia legata all'aspirazione naturale, rifiutando le lusinghe del downsizing e della sovralimentazione via turbo. L'ipotesi industriale più concreta è l'adozione dell'inedito propulsore Skyactiv-Z da 2.5 litri, un'unità di nuova generazione studiata per rientrare nei severi parametri dell'imminente normativa Euro 7. A supportare l'efficienza di questo blocco motore interverrà, con molta probabilità, un sistema mild hybrid: una concessione minima all'elettrificazione che ottimizzerà consumi ed emissioni senza alterare il bilanciamento dei pesi e l'equilibrio dinamico del veicolo.

L'elettrico come salvagente normativo, non come punto di partenza

Se l'esordio sarà nel segno della benzina, la progettazione della nuova piattaforma è stata comunque concepita con pragmatismo. Il telaio della futura serie NE sarà "predisposto" per accogliere i moduli di trazione a batteria, ma si tratta di una soluzione ingegneristica volta esclusivamente a garantire la sopravvivenza del modello qualora le normative internazionali dovessero imporlo in futuro. L'elettrico rappresenta dunque un "Piano B" strategico per mantenere la vettura omologabile nei vari mercati globali per un lungo ciclo di vita, non la configurazione d'elezione pensata per il debutto commerciale.

L'ostacolo della bilancia: il limite dei 1.200 kg

Il motivo principale di questa cautela ingegneristica verso lo zero emissioni totale risiede nel controllo delle masse, da sempre vero e proprio dogma per i progettisti della MX-5. I vertici Mazda hanno imposto una condizione ferrea per lo sviluppo della futura e ipotetica versione elettrica: la vettura finita non dovrà superare la soglia limite di circa 1.200 chilogrammi, pacco batterie incluso.
Si tratta di un parametro critico che, allo stato attuale della tecnologia degli accumulatori, rende quasi impossibile la realizzazione di una spider elettrica con prestazioni e autonomia adeguate. La sfida si fa ancora più complessa considerando che l'azienda ha già categoricamente escluso l'uso di materiali strutturali ultraleggeri ma onerosi, come la fibra di carbonio, per mantenere il prezzo di listino allineato alla filosofia accessibile che caratterizza il progetto. Fino a quando questo rebus tecnico e finanziario non troverà una soluzione, il rombo del motore termico continuerà a essere l'anima indiscussa della roadster giapponese.
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