Dopo quasi nove anni di annunci e rinvii, il deposito di
un nuovo logo presso l'ufficio brevetti USA suggerisce l'imminente debutto
della sportiva di Elon Musk. Indiscrezioni puntano ad aprile per la
presentazione definitiva.
Potrebbe essere la volta buona. Dopo quasi un decennio di
promesse, rendering e continui posticipi, la
Tesla Roadster sembra
essere a un passo dalla realtà produttiva. A riaccendere i riflettori sulla
supercar elettrica più attesa (e discussa) del decennio è un atto burocratico
che ha il sapore della conferma ufficiale: Tesla ha depositato un nuovo logo
dedicato alla vettura presso lo
United States Patent and Trademark Office
(USPTO).
I documenti emersi online non mostrano solo una rinnovata
veste grafica per il nome del modello, ma includono anche un profilo stilizzato
che richiama inequivocabilmente la silhouette aerodinamica e slanciata della
futura sportiva. Secondo diverse fonti vicine all'azienda, questa mossa prelude
al debutto della versione definitiva, che potrebbe avvenire già nel mese di aprile.
Un parto lungo nove anni
La storia della seconda generazione della Roadster è
un'odissea industriale. Presentata con grande enfasi nel
2017, la
vettura doveva rappresentare la punta di diamante tecnologica del marchio.
All'epoca,
Tesla aprì le prenotazioni richiedendo un deposito di ben
50.000
dollari per assicurarsi un esemplare dal prezzo finale di
200.000
dollari.
Tuttavia, dopo l'entusiasmo iniziale, il progetto è sparito
dai radar per lunghi periodi. Le difficoltà nello sviluppo di nuove tecnologie
per le batterie e la necessità di dare priorità ai modelli di massa (come Model
3 e Model Y) hanno fatto slittare la produzione anno dopo anno. Nel frattempo,
gli ingegneri di Palo Alto hanno lavorato per incrementare le prestazioni,
inseguendo obiettivi sempre più ambiziosi.
Le promesse di Musk: "L'ultima auto guidata dall'uomo"
Nel corso degli anni, Elon Musk ha alimentato
l'attesa con dichiarazioni spesso al limite della fantascienza. Il CEO ha
parlato di un "pacchetto SpaceX" opzionale, dotato di propulsori a
gas freddo derivati dai razzi spaziali per migliorare accelerazione e tenuta in
curva.
L'obiettivo dichiarato più recente è quello di abbattere il
muro del secondo nello scatto da 0 a 60 miglia orarie (0-96 km/h), una
performance che, se confermata, non avrebbe eguali tra i veicoli stradali
omologati. Nelle ultime settimane, Musk ha rincarato la dose, definendo la
nuova Roadster come "l'ultima e la migliore auto guidata
dall'uomo", suggerendo un livello di coinvolgimento e prestazioni che
potrebbe segnare l'apice dell'era automobilistica tradizionale prima della
guida autonoma totale.
L'eredità del marchio
Il nome Roadster non è casuale: rappresenta l'alfa e l'omega
della storia di
Tesla. Fu proprio con la
Roadster del 2008 che
l'avventura iniziò. Quella prima biposto, basata sul telaio della Lotus Elise e
venduta a circa 90.000 dollari, fu prodotta in sole 2.500 unità, sufficienti
però a dimostrare che l'auto elettrica poteva essere emozionante.
Quell'auto è entrata nella cultura pop e nella storia
spaziale nel 2018, quando un esemplare personale di Musk, con al volante
il manichino "Starman", è stato lanciato nello spazio a bordo del
razzo Falcon Heavy di SpaceX. Quella vettura è tuttora in orbita, tracciabile
online, simbolo di un'ambizione che ora, con il nuovo modello, cerca di tornare
con le ruote per terra.