Tesla Roadster, l'attesa sta per finire? Un nuovo brevetto riaccende il sogno della supercar da record

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09 febbraio 2026, 11.40
foto divisa in due sotto logo roadster della tesla brevettato e sopra il render della tesla roadster del futuro di colore bianco
Dopo quasi nove anni di annunci e rinvii, il deposito di un nuovo logo presso l'ufficio brevetti USA suggerisce l'imminente debutto della sportiva di Elon Musk. Indiscrezioni puntano ad aprile per la presentazione definitiva.
Potrebbe essere la volta buona. Dopo quasi un decennio di promesse, rendering e continui posticipi, la Tesla Roadster sembra essere a un passo dalla realtà produttiva. A riaccendere i riflettori sulla supercar elettrica più attesa (e discussa) del decennio è un atto burocratico che ha il sapore della conferma ufficiale: Tesla ha depositato un nuovo logo dedicato alla vettura presso lo United States Patent and Trademark Office (USPTO).
I documenti emersi online non mostrano solo una rinnovata veste grafica per il nome del modello, ma includono anche un profilo stilizzato che richiama inequivocabilmente la silhouette aerodinamica e slanciata della futura sportiva. Secondo diverse fonti vicine all'azienda, questa mossa prelude al debutto della versione definitiva, che potrebbe avvenire già nel mese di aprile.

Un parto lungo nove anni

La storia della seconda generazione della Roadster è un'odissea industriale. Presentata con grande enfasi nel 2017, la vettura doveva rappresentare la punta di diamante tecnologica del marchio. All'epoca, Tesla aprì le prenotazioni richiedendo un deposito di ben 50.000 dollari per assicurarsi un esemplare dal prezzo finale di 200.000 dollari.
Tuttavia, dopo l'entusiasmo iniziale, il progetto è sparito dai radar per lunghi periodi. Le difficoltà nello sviluppo di nuove tecnologie per le batterie e la necessità di dare priorità ai modelli di massa (come Model 3 e Model Y) hanno fatto slittare la produzione anno dopo anno. Nel frattempo, gli ingegneri di Palo Alto hanno lavorato per incrementare le prestazioni, inseguendo obiettivi sempre più ambiziosi.

Le promesse di Musk: "L'ultima auto guidata dall'uomo"

Nel corso degli anni, Elon Musk ha alimentato l'attesa con dichiarazioni spesso al limite della fantascienza. Il CEO ha parlato di un "pacchetto SpaceX" opzionale, dotato di propulsori a gas freddo derivati dai razzi spaziali per migliorare accelerazione e tenuta in curva.
L'obiettivo dichiarato più recente è quello di abbattere il muro del secondo nello scatto da 0 a 60 miglia orarie (0-96 km/h), una performance che, se confermata, non avrebbe eguali tra i veicoli stradali omologati. Nelle ultime settimane, Musk ha rincarato la dose, definendo la nuova Roadster come "l'ultima e la migliore auto guidata dall'uomo", suggerendo un livello di coinvolgimento e prestazioni che potrebbe segnare l'apice dell'era automobilistica tradizionale prima della guida autonoma totale.

L'eredità del marchio

Il nome Roadster non è casuale: rappresenta l'alfa e l'omega della storia di Tesla. Fu proprio con la Roadster del 2008 che l'avventura iniziò. Quella prima biposto, basata sul telaio della Lotus Elise e venduta a circa 90.000 dollari, fu prodotta in sole 2.500 unità, sufficienti però a dimostrare che l'auto elettrica poteva essere emozionante.
Quell'auto è entrata nella cultura pop e nella storia spaziale nel 2018, quando un esemplare personale di Musk, con al volante il manichino "Starman", è stato lanciato nello spazio a bordo del razzo Falcon Heavy di SpaceX. Quella vettura è tuttora in orbita, tracciabile online, simbolo di un'ambizione che ora, con il nuovo modello, cerca di tornare con le ruote per terra.
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