Renault è pronta a lanciare un nuovo SUV di segmento C con un nome suggestivo, dopo Austral:
Boreal. Ma dietro al battesimo mitologico e all’immagine da crossover premium si nasconde una verità come riporta CarScoops:
potrebbe essere un rebadge della Dacia Bigster, un SUV pronto a conquistare i mercati extra-europei sotto una veste più raffinata.
Un SUV globale, ma non europeo
Il
Renault Boreal debutterà ufficialmente nei prossimi mesi, partendo dal Brasile per poi raggiungere oltre
70 mercati al di fuori dell’Europa. Il SUV rappresenta il secondo tassello dell’ambizioso piano “International Game Plan 2027” del marchio francese, dopo il lancio del
Renault Kardian nel 2023, che altro non era che un
Sandero mascherato da crossover urbano.
Un nome che promette status e tecnologia
Renault punta molto sul nome “Boreal”, che richiama il vento del nord (dal greco “Boreas”) e l’aurora boreale. Secondo la manager del naming Sylvia dos Santos, si tratta di un nome che trasmette forza e un “design che eleva lo status”. Ma dietro queste dichiarazioni di marketing, si fa sempre più insistente l’ipotesi che il Boreal sia in realtà
una versione ribrandizzata della Dacia Bigster.
Cosa aspettarsi sotto la carrozzeria
Se le indiscrezioni verranno confermate, il
Renault Boreal offrirà
motorizzazioni simili al Bigster, tra cui un
1.2 mild hybrid da 130 CV e una
versione full hybrid da 153 CV. Gli interni, pur rimanendo semplici, saranno arricchiti da
un infotainment da 10,1 pollici e
una strumentazione digitale da 7 o 10 pollici, in linea con i gusti dei mercati emergenti.
Il design potrebbe guadagnare qualche dettaglio più raffinato, ma la base resterà quella della Bigster:
linee robuste, abitacolo spazioso, e prezzi contenuti, mascherati da un badge
Renault per accrescerne il prestigio.
Una strategia già vista
Non è la prima volta che
Renault applica questa strategia: modelli Dacia leggermente rivisitati e venduti con il logo della Losanga nei mercati internazionali. L’obiettivo è semplice:
contenere i costi, sfruttare piattaforme collaudate, e aumentare il margine operativo nei Paesi dove il marchio Dacia non ha una forte identità commerciale.
In definitiva, il
Renault Boreal rappresenta
più un’operazione di branding che ingegneristica.