Dopo anni di resistenza alla tecnologia "full
hybrid", Volkswagen colma una lacune storica. Prima della transizione
totale all'elettrico con la futura ID.Golf, l'attuale ottava generazione
abbraccerà la motorizzazione ibrida completa per competere ad armi pari nel
segmento delle compatte. Fino ad oggi, la storia della
Volkswagen Golf con
l'elettrificazione è stata polarizzata: o tutto o (quasi) niente. La casa di
Wolfsburg ha storicamente evitato la tecnologia ibrida semplice (HEV),
preferendo puntare direttamente sul 100% elettrico con la e-Golf, prima
dell'arrivo della ID.3, o sull'ibrido ricaricabile (PHEV) con la sportiva Golf
GTE.
Recentemente, il restyling della Golf 8 ha introdotto
le indispensabili versioni mild-hybrid a 48 Volt per abbassare le emissioni, ma
mancava ancora un tassello fondamentale per sfidare le regine del segmento.
Quel tassello arriverà nell'ottobre 2026, quando la regina delle berline
compatte europee compirà finalmente il grande passo verso il "full
hybrid", anche se dovrà lasciare l'onore del debutto alla nuova T-Roc.
Ecco il ritratto della futura
Volkswagen Golf Hybrid.
Un cambio di rotta strategico necessario
Mentre Toyota utilizzava la tecnologia ibrida già dal 1997,
il Gruppo
Volkswagen si è mostrato per lungo tempo scettico a riguardo.
L'attenzione era concentrata su una vasta gamma termica, Diesel e benzina, e
sulla spinta verso l'elettrico puro, soprattutto nella fase post-Dieselgate,
nel tentativo di voltare pagina rapidamente.
Tuttavia, nessuna proposta ibrida semplice ("full
hybrid") ha mai figurato nel listino della Golf 7 lanciata nel 2012.
Questa lacuna verrà colmata ben 14 anni dopo, con l'aggiornamento della Golf
8 previsto entro la fine del prossimo anno.
Questa mossa strategica nasce da una presa di coscienza: la
domanda di auto a combustione rimane forte in Europa e la transizione completa
verso l'elettrico richiederà almeno un altro decennio per maturare. Per
sostenere le vendite e rispettare le normative sulle emissioni in attesa della
futura Golf 9 (che dovrebbe chiamarsi
Volkswagen ID.Golf e non arriverà
prima del 2029), è necessario rendere i motori termici più puliti ed efficienti
ora. L'ibrido full si posizionerà quindi come complemento ideale tra
l'economico mild-hybrid 48V e il più costoso plug-in.
Prima la T-Roc, poi la Golf: le potenze in gioco
Un tempo locomotiva indiscussa della gamma, la Golf si trova
nuovamente a dover cedere il passo, almeno temporalmente, alla
Volkswagen
T-Roc. Sarà infatti la seconda generazione di quest'ultimo a portare al
debutto le nuove motorizzazioni ibride benzina-elettrico.
Il sistema sarà disponibile in due livelli di potenza: 136
CV e 170 CV. Una dualità indispensabile per intercettare una clientela più
ampia, posizionandosi direttamente nel mirino delle rivali storiche come la
Toyota Corolla ibrida.
Come funziona il nuovo sistema ibrido Volkswagen
L'architettura tecnica della nuova
Volkswagen Golf 8 Hybrid,
ripresa dalla T-Roc, si basa su un motore a quattro cilindri
1.5
turbocompresso a benzina, associato a un cambio a doppia frizione
DSG a
7 rapporti.
Il sistema è di tipo serie-parallelo. Questo permetterà alla
vettura di muoversi in modalità esclusivamente elettrica, solo a benzina,
oppure combinando entrambe le fonti energetiche quando è richiesta maggiore
potenza.
Il motore elettrico è alimentato da una batteria agli ioni
di litio ad alta tensione (la cui capacità specifica non è ancora stata
rivelata). Un dettaglio ingegneristico fondamentale riguarda il posizionamento
dell'accumulatore: sarà installato sotto il sedile posteriore. Questa
scelta strategica permetterà di non sottrarre spazio prezioso al volume di
carico del bagagliaio e, contemporaneamente, di ottimizzare la distribuzione
dei pesi della vettura.