La mossa a sorpresa di Alfa Romeo: le nuove Giulia e Stelvio avranno un "cuore" Maserati?

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14 aprile 2026, 15.39
Alfa Romeo Giulia render della prossima generazione creato con IA di Gemini, ma rispettando quelli che sono i canoni della vettura che arriverà sul mercato
In vista del prossimo piano industriale, si infittisce il mistero sulle motorizzazioni delle future generazioni del Biscione. Spuntano indiscrezioni su un inedito sistema full hybrid ad alte prestazioni e su un inaspettato passo indietro sulla piattaforma.
Cresce l'attesa attorno alle nuove generazioni di Alfa Romeo Giulia e Stelvio, due modelli chiamati a definire il futuro prossimo della casa del Biscione in un mercato in rapida evoluzione. Sebbene i dettagli ufficiali siano ancora coperti dal massimo riserbo, una data chiave è ormai alle porte: il prossimo 21 maggio, il manager Antonio Filosa illustrerà i futuri programmi del gruppo Stellantis, offrendo finalmente chiarezza sulla direzione tecnica e industriale dei nuovi progetti Alfa Romeo.
Al centro del dibattito, e delle indiscrezioni più insistenti, c'è il delicato equilibrio che il marchio sta cercando di raggiungere tra la conservazione della propria tradizione sportiva, le esigenze di innovazione e i vincoli della sostenibilità ambientale.

Il rebus dell'ibrido: niente "spina" ma tanta potenza

Mentre appare sempre più probabile la conferma di una variante termica ad altissime prestazioni marchiata Quadrifoglio, il vero nodo strategico riguarda le motorizzazioni centrali della gamma.
Secondo le ultime indiscrezioni, Alfa Romeo potrebbe scartare l'opzione ibrida plug-in a favore di un più leggero e dinamico sistema full hybrid (HEV). Si tratterebbe di una scelta tecnica di rilievo per Stellantis: attualmente il gruppo ha debuttato nel mercato HEV con un motore 1.6 da 213 CV destinato unicamente al mercato nordamericano. Per i futuri modelli di punta del Biscione, tuttavia, sarà necessario un propulsore di caratura nettamente superiore.
Il limite prestazionale minimo, infatti, è già tracciato dall'attuale gamma: le versioni 2.0 turbo di Giulia e Stelvio erogano 280 CV. Un passo indietro non sarebbe commercialmente accettabile. L'obiettivo, dunque, è puntare a un'ibridizzazione capace di superare la soglia dei 300 cavalli.
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L'ombra del Tridente: la parentela con Maserati

È in questo scenario di ricerca prestazionale che si fa strada l'ipotesi più affascinante: un travaso tecnologico dal marchio Maserati. Il futuro propulsore ibrido da 2.0 litri delle nuove Alfa Romeo potrebbe attingere al patrimonio ingegneristico sviluppato per il celebre V6 Nettuno, opportunamente reinterpretato e accoppiato a un modulo elettrico.
Questa indiscrezione trova parziale fondamento nelle dichiarazioni passate dell'ex CEO di Alfa Romeo, Jean-Philippe Imparato, il quale aveva apertamente menzionato la necessità di finanziare e deliberare in tempi brevi un progetto per un V6 ibrido. Se questa strada dovesse concretizzarsi, è plausibile immaginare per le nuove Giulia e Stelvio potenze nell'ordine dei 333 CV, ricalcando i valori già espressi dall'attuale propulsore 2.0 mild-hybrid che equipaggia la Maserati Grecale.

Il colpo di scena sulla piattaforma

Le sorprese, tuttavia, potrebbero non limitarsi allo spazio sotto il cofano. Sul fronte telaistico sta emergendo una clamorosa indiscrezione: contrariamente ai piani originari che prevedevano la transizione verso la nuova architettura STLA Large del gruppo Stellantis, le future generazioni di Giulia e Stelvio potrebbero continuare a nascere sulla base della piattaforma Giorgio.
Si tratta di un'architettura universalmente elogiata per le sue eccezionali doti dinamiche e di guidabilità, ma che richiederà importanti aggiornamenti per supportare le nuove reti elettroniche e i sistemi ibridi di ultima generazione. Su quest'ultimo punto, così come sui motori, l'ultima parola spetterà ai vertici aziendali nelle prossime settimane, quando il futuro di Alfa Romeo prenderà definitivamente forma.
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