A volte, troppo spesso, ci si dimentica che l'unico contatto che abbiamo tra le nostre tanto amate auto e l'asfalto sono loro, gli pneumatici. C'è chi si dimentica di gonfiarli, alterando le loro prestazioni, e chi di cambiarli, girando per mesi se non anni ben sotto il limite legale del battistrada. Per provare quanto fa la differenza una corretta manutenzione della gomme e sfatare alcuni miti,
Assogomma tramite la il suo programma
Pneumatici Sotto Controllo ci ha invitato a una giornata in pista, a Varano de' Melegari, la sede della Scuderia De Adamich.
Con i suoi istruttori abbiamo completato diverse prove per mettere in luce, e appunto sfatare, quanto sia determinante lo pneumatico non solo ai fini della sicurezza, quanto nel risparmio concreto che salvaguardia il portafoglio del consumatore e, non ultimo, quanto incide sui consumi la corretta pressione degli pneumatici specie ora che il costo dei carburanti è schizzato alle stelle. C'è poi da sfatare un mito, quello che pneumatici nuovi di zecca garantiscano prestazioni migliori di pneumatici che hanno già qualche anno sulle spalle e aspettano di essere venduti. Leggendo questo articolo, capirai che non vi è alcuna correlazione tra la sicurezza stradale e la data di produzione, la quale rappresenta esclusivamente un dato necessario ai costruttori per la tracciabilità e per eventuali azioni legali di richiamo. Le gomme non possiedono una data di scadenza e, se conservate correttamente secondo le specifiche linee guida ETRTO, un prodotto stoccato per oltre tre anni offre le medesime prestazioni di uno appena uscito dalla fabbrica.
Ora, però, veniamo alla pratica. 5 test per capire come si può risparmiare con semplici controlli della pressione e dello stato di usura dei tuoi pneumatici.
Prova n.1: sulle Giulia Quadrifoglio per testare le differenze di performance a seconda della pressione
Si inizia così la nostra giornata, in compagna di un professionista del calibro di Renato Travaglia, plurivincitore di campionati italiani ed europei rally. In sua compagnia, si scende su un tratto della pista parmense per valutare, ovviamente senza influenze esterne, quale sia tra le due Giulia Quadrifoglio, quella che ha la pressione degli pneumatici corretta. Personalmente, salgo sulla n.1 e mi rendo subito conto alla prima frenata, che l'auto non è stabile e soprattutto in percorrenza di curva e in uscita, tende ad essere poco precisa nel mantenere la traiettoria. Prima ancora di svelare l'arcano, i tecnici Assogomma ci spiegano che volutamente è stata abbassata la pressione di circa 0,4 bar senza, però, arrivare a far "scattare" la spia della pressione, che ovviamente avrebbe svelato il mistero prima ancora di cominciare il test. Provata la Giulia Quadrifoglio n.2, più stabile in frenata e con una migliore direzionalità in uscita, il mio verdetto è già scritto: è lei quella con la pressione degli pneumatici corretta, seguendo le indicazioni del costruttore (2,3 bar all'anteriore e 2,5 bar al posteriore).
Questo test si è così concentrato sull'importanza della manutenzione. Viaggiare con una pressione non idonea influisce negativamente non solo sulla precisione di guida, che su una vettura come la Giulia Quadrifoglio è esaltata, sul comfort e sull'usura della gomma, sebbene i conducenti meno esperti fatichino ad accorgersene senza l'ausilio dei sensori TPMS. Proprio per questo motivo, è stato ribadito che la spia elettronica è un supporto utile ma non può sostituire il controllo manuale e periodico della pressione.
Prova n.2: se hai solo due gomme nuove, dove le monti?
Tolto il piacere, strettamente personale, ti tornare a bordo su una Giulietta Diesel dotata di cambio manuale, ormai sparita dai listini, questa prova è servita per indagare a fondo la sicurezza sul bagnato, con due test di ingresso in curva bagnata artificialmente a una velocità media compresa tra i 70 e gli 80 km/h. Chiarito che le vetture erano ovviamente a trazione anteriore e che sarebbe sempre corretto cambiare tutti e 4 gli pneumatici nello stesso momento, l'obiettivo è stato quello di confrontare il comportamento di un veicolo con pneumatici nuovi all'anteriore e usurati al posteriore, e viceversa. I risultati sono stati molto chiari: mentre l'auto con le gomme migliori sull'asse posteriore ha superato brillantemente il test, mantenendo la traiettoria una volta alzato il piede dal pedale del gas, quella con il battistrada usurato al retrotreno ha subito gravi perdite di aderenza e problemi di sovrasterzo, volontariamente non controllato. Questo dimostra che, per evitare pericolosi incidenti soprattutto in caso di pioggia, le gomme in condizioni migliori vanno tassativamente montate al retrotreno, ancora di più se guidi una trazione posteriore
Prova n.3: la data di fabbricazione non incide sulla sicurezza, il test sul bagnato
Con una procedura di misurazione altrettanto rigorosa (limitatore per l'ingresso in frenata e punto fisso per l'azionamento del pedale), è stata valutata la frenata sul bagnato a 50 e 70 km/h su due esemplari di Giulia Veloce con il limitatore di velocità impostato dagli istruttori a bordo. Anche in questo contesto, le leggerissime differenze misurate, nell'ordine di pochi centimetri, sono risultate del tutto fisiologiche per la normale variabilità dei test, confermando nuovamente la totale ininfluenza dell'anno di produzione.
Prova n.4: ora si prova sull'asciutto
Sempre a bordo delle Giulia Veloce, le vetture hanno testato pneumatici della medesima misura ma con date di produzione differenti, effettuando frenate a velocità di 70 e 90 km/h percorrendo il rettilineo di Varano al contrario, in condizioni di asciutto. Anche in quesot caso, calcolando la media su diversi tentativi tramite i sistemi di acquisizione a bordo, è emerso che le distanze di arresto restano sostanzialmente analoghe, confermando che l'età del prodotto non incide se lo stoccaggio è avvenuto correttamente.
Prova n.5: l'impatto della pressione sui consumi di carburante
Infine, il circuito si è trasformato in un banco di prova per l'efficienza energetica. Uno Stelvio Diesel della Scuderia De Adamich ha percorso 10 giri omogenei sia con pressioni corrette sia con un sotto-gonfiaggio di 0,5 bar, misurando con estrema precisione il carburante consumato. I dati hanno rivelato che una pressione inferiore di soli 0,5 bar fa lievitare i consumi di carburante tra il 12% e il 15%. Mantenere le gomme alla giusta pressione non solo garantisce maggiore sicurezza stradale, ma evita anche un inutile incremento dei costi di esercizio e delle emissioni inquinanti a danno dell'ambiente.
Insomma, queste sono le regole base che devi ricordarti riferite ai tuoi pneumatici:
- La sicurezza su strada è fortemente determinata dallo stato della gomma e dal suo montaggio corretto.
- Per evitare perdite di controllo, specialmente in curva e sul bagnato, i pneumatici con il battistrada in condizioni migliori devono essere montati al posteriore.
- Mantenere la giusta pressione di gonfiaggio è essenziale per ottimizzare i consumi di carburante e contenere l'usura del pneumatico.
- Se un pneumatico viene conservato in modo adeguato, la sua data di produzione non ne altera in alcun modo le prestazioni nel tempo.
I test nello specifico: tutti i dati e la strumentazione usata
Prova di frenata su fondo asciutto con date di fabbricazione differenti
Verificare e documentare che la distanza di frenata/arresto risulta sostanzialmente identica tra due equipaggiamenti con date di costruzione diverse.
Veicoli e configurazione pneumatici:
- Vettura 1: pneumatici di produzione recente (2025).
- Anteriore: 225/40 R19 89W
- Posteriore: 255/35 R19 92W
- Vettura 2: pneumatici di produzione meno recente (2023).
- Anteriore: 225/40 R19 89W
- Posteriore: 255/35 R19 92W
Parametri e strumentazione:
- Pneumatici identici di produzione Michelin
- Velocità di ingresso in frenata: 70 e 90 km/h.
- Rilievo dati: sistema DriftBox a bordo di entrambe le vetture.
- Metodologia di misura: distanza calcolata sul tratto di decelerazione compreso tra 90 (o 70) km/h e 5 km/h.
Svolgimento:
- 2 frenate a 70 km/h e 2 a 90 km/h con ciascun equipaggiamento, in rapida successione su fondo asciutto per ogni partecipante.
- Elaborazione: differenze di più o meno 10cm con spazi di frenata compresi tra 16,66 mt (70km/h - 5 km/h) e 28,05 mt (90km/h - 5km/h).
Prova di frenata su fondo bagnato con date di fabbricazione differenti
Verificare e documentare che la distanza di frenata/arresto su asfalto bagnato resta sostanzialmente identica tra due equipaggiamenti con date di costruzione diverse.
Veicoli e configurazione pneumatici:
- Vettura 1: pneumatici di produzione recente.
- Anteriore/Posteriore: 225/40 R19 89W
- Vettura 2: pneumatici di produzione meno recente.
- Anteriore/Posteriore: 225/40 R19 89W
Parametri e strumentazione:
- Pneumatici identici di produzione Pirelli.
- Velocità di ingresso in frenata: 50 e 70 km/h.
- Rilievo dati: sistema DriftBox su entrambe le vetture.
- Metodologia di misura: frenata a fondo fino all’arresto completo; distanza calcolata tra 70 (o 50) km/h e 5 km/h.
Svolgimento:
- 2 frenate a 50 km/h e 2 a 70 km/h per ogni equipaggiamento, in rapida successione su fondo bagnato per ogni partecipante.
- Elaborazione: differenze di più o meno 10cm con spazi di frenata compresi tra 9,95 mt (50km/h - 5km/h) e 19,62 mt (70km/h - 5km/h).
Curva su fondo bagnato a media velocità – pneumatici anteriori nuovi vs posteriori usurati e viceversa
Evidenziare la differenza di comportamento dinamico con due configurazioni opposte per dimostrare che i pneumatici con battistrada nuovo o meno usurato devono essere montati sull’asse posteriore per ridurre il rischio di sovrasterzo, più difficile da gestire del sottosterzo.
Veicoli e configurazione pneumatici:
- Vettura 1:
- Anteriore: 225/40 R18 92W, battistrada usurato a 2,5 mm
- Posteriore: 225/40 R18 92W, battistrada nuovo
- Vettura 2:
- Anteriore: 225/40 R18 92W, battistrada nuovo
- Posteriore: 225/40 R18 92W, battistrada usurato a 2,5 mm
Parametri e strumentazione:
- Pneumatici identici di produzione Goodyear
- Velocità indicativa di percorrenza curva: circa 70–80 km/h
Svolgimento:
- 2/3 passaggi con Vettura 1 e 2/3 passaggi con Vettura 2, in rapida successione per ogni partecipante.
- Elaborazione: sovrasterzo con pneumatici posteriori usurati; maggiore stabilità con pneumatici posteriori nuovi.
Prova di handling – pneumatici correttamente gonfiati vs pneumatici sgonfi
Obiettivo:
- Sottolineare l’importanza del controllo periodico della pressione di gonfiaggio, correlata a sicurezza di marcia, consumi/emissioni e usura. Evidenziare differenze dinamiche percepibili anche senza attivazione dei sistemi di monitoraggio in caso di sotto-gonfiaggio.
Veicoli e configurazione pneumatici:
- Vettura 1 (pressioni corrette):
- Anteriore: 245/35 R19 a 2,4 bar
- Posteriore: 285/30 R19 a 2,2 bar
- Vettura 2 (sotto-gonfiaggio circa −10/15%, circa −0,3 bar):
- Anteriore: 245/35 R19 a circa 2,1 bar.
- Posteriore: 285/30 R19 a 1,9 bar
- Pneumatici identici di produzione Bridgestone
Svolgimento:
- 2/3 passaggi con equipaggiamento correttamente gonfiato e 2/3 passaggi con equipaggiamento sotto-gonfiato, in rapida successione per ogni partecipante.
- Elaborazione: si vuole enfatizzare all’utente la necessità di effettuare la periodica normale manutenzione anche in presenza dei moderni sistemi elettronici di controllo della funzionalità della vettura ed in particolare della pressione di gonfiaggio (vedi TPMS – tyre pressure monitoring system) per ridurre i consumi di carburante e dei pneumatici stessi a tutto vantaggio dell’ambiente.
Test di consumo carburante in funzione della pressione di gonfiaggio – pneumatici nuovi correttamente gonfiati vs pneumatici nuovi sgonfi
Quantificare la differenza di consumo tra pressioni conformi al manuale e sotto-gonfiaggio di 0,5 bar, a parità di veicolo, distanza, pilota e stile di guida. Evidenziare che il corretto gonfiaggio ottimizza il consumo e riduce l’impatto ambientale.
Configurazione pneumatici:
- Pneumatici: 255/45 R20 105V XL (anteriori/posteriori).
- Pressioni di riferimento: anteriore 2,3 bar, posteriore 2,5 bar.
- Configurazioni provate:
- Config. A: pressioni corrette (2,3/2,5 bar).
- Config. B: sotto-gonfiaggio −0,5 bar su entrambi gli assi.
Parametri e strumentazione:
- Pneumatici identici di produzione Continental.
- Misura consumi: rabbocco puntuale con recipiente graduato al termine di ciascuna serie.
Svolgimento:
- Sequenza dimostrativa: prima i 10 giri in Config. A, poi 10 giri in Config. B.
Elaborazione: differenze di consumo dal 12% al 15% a favore della configurazione correttamente gonfiata, a parità di condizioni operative.