Quanto costavano benzina e Diesel in 10 anni? Il dossier sulla vera mazzata per gli automobilisti italiani

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28 maggio 2026, 15.13
benzina nel diesel cosa fare
Un confronto impietoso tra i listini di maggio 2016 e maggio 2026 rivela la portata dei rincari alla pompa in Italia. Al netto degli sconti temporanei sulle accise, il prezzo del gasolio è balzato del +75,5%, traducendosi in una spesa extra fino a 48 euro per un singolo pieno.
Per capire l'entità dello shock economico che ha colpito il settore della mobilità e i bilanci delle famiglie italiane nell'ultimo decennio, è necessario affidarsi ai freddi numeri dei dati storici. Un'analisi comparativa condotta dal Codacons sulla base degli ultimi report ufficiali della Commissione Europea ha messo a confronto i prezzi dei carburanti di metà maggio 2016 con quelli rilevati nella settimana del 18 maggio 2026.
Il risultato fotografa una progressione dei costi alla pompa eccezionale, parzialmente mascherata solo dai provvedimenti fiscali d'emergenza varati dall'esecutivo per contenere le ripercussioni delle crisi in Medio Oriente.

Il focus sul gasolio: da 1,26 euro alla soglia dei 2 euro al litro

Il comparto dei motori Diesel è quello che ha registrato l'impennata più severa a lungo termine. A metà maggio del 2016, il prezzo medio del gasolio in Italia si attestava a 1,268 euro al litro. Dieci anni dopo, la rilevazione del 18 maggio 2026 fissa il costo medio a 1,982 euro al litro.
In termini percentuali si tratta di un aumento del +56,3%, un dato che colloca l'Italia apparentemente al penultimo posto in Europa per rincari, al di sotto della media UE stabilita al +69,2%. Tuttavia, l'associazione dei consumatori evidenzia come questa posizione sia il frutto di un'autentica "illusione ottica" determinata dal taglio temporaneo delle accise di 24,4 centesimi di euro introdotto dal Governo.
"Senza il taglio delle accise temporaneo, il gasolio risulterebbe nel nostro Paese più caro del +75,5% in dieci anni, un dato ampiamente superiore alla media UE", spiega il Codacons. Sul piano pratico, per un pieno di gasolio gli automobilisti italiani spendono oggi 35,7 euro in più rispetto al 2016, un conto che senza lo sconto fiscale salirebbe a ben 48 euro extra a pieno.

Benzina: un incremento del 38% al netto dei paracadute fiscali

La dinamica della benzina verde segue una traiettoria simile, seppur leggermente più contenuta rispetto al diesel. Rispetto al 2016, la maggiore spesa per un pieno di verde si attesta oggi a +24,5 euro (+27,6 euro qualora non venisse applicato lo sconto fiscale).
L'incremento ufficiale dei listini alla pompa si ferma al +34%, posizionando l'Italia al terzultimo posto della classifica europea nel decennio. Questa performance è determinata da due fattori congiunturali:
  1. Il riordino complessivo delle accise scattato lo scorso gennaio, che ha alleggerito il prezzo strutturale della verde;
  2. Lo sconto fiscale straordinario da 6,1 centesimi di euro disposto per calmierare l'emergenza mediorientale.
Senza questo pacchetto di interventi, l'aumento reale della benzina in Italia rispetto a dieci anni fa toccherebbe il +38%, a fronte di una media dell'Unione Europea che nello stesso arco temporale ha fatto segnare un incremento del +43,6%.

Il contesto internazionale: lo shock energetico e il confronto europeo

A livello europeo, la mappa dei rincari dell'ultimo decennio vede Lituania e Lettonia come i Paesi più penalizzati in assoluto, con i prezzi del Diesel più che raddoppiati (+106%) seguiti da Paesi Bassi (+103%) e Lussemburgo (+102%). All'estremo opposto si colloca Malta, dove il regime di prezzi amministrati dallo Stato ha bloccato la crescita del gasolio a un marginale +4,3% dal 2016 a oggi.
Un quadro parzialmente differente emerge dall'analisi del Centro Studi di Unimpresa, focalizzata sulla capacità di tenuta del sistema-Paese durante le fasi di crisi energetica più acuta. I dati dimostrano che, in termini di valori assoluti, l'Italia è riuscita a mantenere prezzi alla pompa inferiori a quelli di Francia e Germania per l'intero arco delle ultime turbolenze di mercato.

Confronto dei prezzi assoluti nei mesi di massimo picco

Carburante / Paese Italia Francia Germania
Benzina (Rilevazione 6 aprile) 1,761 €/l 2,031 €/l 2,241 €/l
Gasolio (Rilevazione 6 aprile) 2,092 €/l 2,233 €/l 2,434 €/l
Nel periodo di massima volatilità dei mercati petroliferi (compreso tra il 23 febbraio e il 20 aprile), la benzina è aumentata del 7% in Italia, contro il 18% registrato in Francia, il 15% in Germania e il 12% della media europea. Per quanto riguarda il gasolio — un prodotto storicamente penalizzato dalla struttura fiscale italiana — l'incremento nazionale si è fermato al 24%, al di sotto del 28% francese e del 29% tedesco, confermando l'efficacia temporanea delle misure di mitigazione fiscale adottate a livello nazionale.
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