Una slide ufficiale dell'Investor Day conferma il nome
del nuovo modello: un'operazione nostalgia che unisce la stirpe Wrangler alla
praticità dello storico cassone, configurandosi come una vera e propria
"Baby Wrangler".
La conferma definitiva è arrivata direttamente dai vertici
di Stellantis durante l'ultimo Investor Day: il misterioso modello destinato a
rispolverare una delle denominazioni più iconiche del marchio si chiamerà
ufficialmente
Jeep Wrangler Scrambler. Una slide ufficiale mostra la
silhouette della vettura ancora celata da un telo verde, ma il nome stampato a
chiare lettere elimina ogni ambiguità, sancendo il legame indissolubile con la
piattaforma e il DNA della Wrangler.
Le radici del mito e la scelta del nome
La Jeep CJ-8 Scrambler originale degli anni '80 è da sempre
considerata una pietra miliare per gli appassionati: un veicolo capace di unire
la libertà di una Jeep convertibile alla praticità di un pick-up da lavoro. Nel
2019, quando il marchio decise di lanciare un pick-up moderno basato sulla
Wrangler, la scelta commerciale ricadde sul nome Gladiator — una denominazione
che storicamente apparteneva a una linea di veicoli da lavoro ben distinta.
Con il battesimo ufficiale di "Wrangler
Scrambler", Stellantis corregge idealmente il tiro, riallacciando i fili
con la tradizione e promettendo una vera e propria declinazione specialistica a
passo corto.
La scheda tecnica: i segreti della "Baby Wrangler"
Secondo le indiscrezioni tecniche trapelate a margine della
presentazione, la Wrangler Scrambler non sarà un semplice rebranding, bensì un
veicolo unico nel suo genere, configurato come un pick-up compatto a due
sole portiere, ma capace di ospitare quattro passeggeri.
Il progetto si preannuncia di forte rottura grazie a
soluzioni strutturali inedite:
- Abitabilità
e accessibilità: Nonostante la carrozzeria a due porte, l'accesso alla
seconda fila sarà facilitato da portiere leggermente allungate e da una
pedana laterale integrata nel design.
- Modularità
totale del tetto: In linea con la tradizione dei grandi fuoristrada
del passato (come il Chevrolet K5 Blazer), la porzione posteriore
dell'hardtop sarà completamente rimovibile. Per la parte anteriore
verranno invece mantenuti i classici "Freedom Panels" della Wrangler,
smontabili agendo su pochi fermi a scatto.
- Sedili
posteriori reversibili: La vera sorpresa risiede nella modularità
interna. La seconda fila di sedili potrà essere ruotata contromarcia
(configurazione jump seat). Con il tetto rimosso, i passeggeri
posteriori potranno viaggiare rivolti all'indietro, trasformando il
veicolo in una perfetta macchina da tempo libero.
Design "Shark Nose" e la svolta delle sospensioni
Dal punto di vista estetico, le prime descrizioni parlano di
un frontale aggressivo caratterizzato da un design shark nose (a muso di
squalo), con il profilo superiore del cofano proteso in avanti e gruppi ottici
dal taglio squadrato.
La scelta tecnica destinata a far discutere maggiormente i
puristi del marchio riguarda tuttavia il comparto dinamico: la Wrangler
Scrambler abbandonerà i tradizionali assali rigidi in favore di sospensioni
a quattro ruote indipendenti. Sebbene i puristi del fuoristrada duro e puro
possano storcere il naso di fronte a questa soluzione, la scelta mira a
garantire un comportamento stradale e un comfort nettamente superiori,
strizzando l'occhio alle leggendarie configurazioni dei truck da rally del
passato.
Strategie industriali e motorizzazioni elettrificate
La scelta di mantenere la Wrangler Scrambler ancorata alla
piattaforma Wrangler smentisce l'ipotesi di un semplice veicolo derivato dai
pick-up stradali del gruppo (come i progetti Ram Dakota o Rampage), mantenendo
alta l'esclusività del brand Jeep.
Tuttavia, lo sguardo è fortemente rivolto al futuro della
propulsione. Il mercato richiede oggi soluzioni ibride più mature ed efficienti
rispetto ai primi sistemi 4xe. Per questo motivo, gli esperti di settore non
escludono che la Wrangler Scrambler possa adottare in futuro una motorizzazione
di tipo EREV (Extended Range Electric Vehicle). Questa tecnologia —
mutuata dalla piattaforma Ramcharger — prevede la trazione puramente elettrica
abbinata a un motore a benzina con funzioni di generatore di bordo, una
soluzione capace di offrire potenze elevate (fino a 600 cavalli) e di superare
i limiti di autonomia nei lunghi tragitti fuoristrada.
Con il progetto Wrangler Scrambler, Jeep ridefinisce i
confini del proprio line-up, proponendo un veicolo che unisce l'effetto
nostalgia alla modularità estrema richiesta dalle nuove generazioni di
automobilisti.