Arriva la baby Wrangler a due porte: si chiama Scrambler ed è uno storico ritorno che infiamma gli americani

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22 maggio 2026, 10.48
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Una slide ufficiale dell'Investor Day conferma il nome del nuovo modello: un'operazione nostalgia che unisce la stirpe Wrangler alla praticità dello storico cassone, configurandosi come una vera e propria "Baby Wrangler".
La conferma definitiva è arrivata direttamente dai vertici di Stellantis durante l'ultimo Investor Day: il misterioso modello destinato a rispolverare una delle denominazioni più iconiche del marchio si chiamerà ufficialmente Jeep Wrangler Scrambler. Una slide ufficiale mostra la silhouette della vettura ancora celata da un telo verde, ma il nome stampato a chiare lettere elimina ogni ambiguità, sancendo il legame indissolubile con la piattaforma e il DNA della Wrangler.

Le radici del mito e la scelta del nome

La Jeep CJ-8 Scrambler originale degli anni '80 è da sempre considerata una pietra miliare per gli appassionati: un veicolo capace di unire la libertà di una Jeep convertibile alla praticità di un pick-up da lavoro. Nel 2019, quando il marchio decise di lanciare un pick-up moderno basato sulla Wrangler, la scelta commerciale ricadde sul nome Gladiator — una denominazione che storicamente apparteneva a una linea di veicoli da lavoro ben distinta.
Con il battesimo ufficiale di "Wrangler Scrambler", Stellantis corregge idealmente il tiro, riallacciando i fili con la tradizione e promettendo una vera e propria declinazione specialistica a passo corto.

La scheda tecnica: i segreti della "Baby Wrangler"

Secondo le indiscrezioni tecniche trapelate a margine della presentazione, la Wrangler Scrambler non sarà un semplice rebranding, bensì un veicolo unico nel suo genere, configurato come un pick-up compatto a due sole portiere, ma capace di ospitare quattro passeggeri.
Il progetto si preannuncia di forte rottura grazie a soluzioni strutturali inedite:
  • Abitabilità e accessibilità: Nonostante la carrozzeria a due porte, l'accesso alla seconda fila sarà facilitato da portiere leggermente allungate e da una pedana laterale integrata nel design.
  • Modularità totale del tetto: In linea con la tradizione dei grandi fuoristrada del passato (come il Chevrolet K5 Blazer), la porzione posteriore dell'hardtop sarà completamente rimovibile. Per la parte anteriore verranno invece mantenuti i classici "Freedom Panels" della Wrangler, smontabili agendo su pochi fermi a scatto.
  • Sedili posteriori reversibili: La vera sorpresa risiede nella modularità interna. La seconda fila di sedili potrà essere ruotata contromarcia (configurazione jump seat). Con il tetto rimosso, i passeggeri posteriori potranno viaggiare rivolti all'indietro, trasformando il veicolo in una perfetta macchina da tempo libero.

Design "Shark Nose" e la svolta delle sospensioni

Dal punto di vista estetico, le prime descrizioni parlano di un frontale aggressivo caratterizzato da un design shark nose (a muso di squalo), con il profilo superiore del cofano proteso in avanti e gruppi ottici dal taglio squadrato.
La scelta tecnica destinata a far discutere maggiormente i puristi del marchio riguarda tuttavia il comparto dinamico: la Wrangler Scrambler abbandonerà i tradizionali assali rigidi in favore di sospensioni a quattro ruote indipendenti. Sebbene i puristi del fuoristrada duro e puro possano storcere il naso di fronte a questa soluzione, la scelta mira a garantire un comportamento stradale e un comfort nettamente superiori, strizzando l'occhio alle leggendarie configurazioni dei truck da rally del passato.

Strategie industriali e motorizzazioni elettrificate

La scelta di mantenere la Wrangler Scrambler ancorata alla piattaforma Wrangler smentisce l'ipotesi di un semplice veicolo derivato dai pick-up stradali del gruppo (come i progetti Ram Dakota o Rampage), mantenendo alta l'esclusività del brand Jeep.
Tuttavia, lo sguardo è fortemente rivolto al futuro della propulsione. Il mercato richiede oggi soluzioni ibride più mature ed efficienti rispetto ai primi sistemi 4xe. Per questo motivo, gli esperti di settore non escludono che la Wrangler Scrambler possa adottare in futuro una motorizzazione di tipo EREV (Extended Range Electric Vehicle). Questa tecnologia — mutuata dalla piattaforma Ramcharger — prevede la trazione puramente elettrica abbinata a un motore a benzina con funzioni di generatore di bordo, una soluzione capace di offrire potenze elevate (fino a 600 cavalli) e di superare i limiti di autonomia nei lunghi tragitti fuoristrada.
Con il progetto Wrangler Scrambler, Jeep ridefinisce i confini del proprio line-up, proponendo un veicolo che unisce l'effetto nostalgia alla modularità estrema richiesta dalle nuove generazioni di automobilisti.
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