Una
disputa giudiziaria internazionale tra
due uomini che ne rivendicano la
proprietà sarà risolta da un
tribunale americano. L'oggetto del "desiderio" è una
Ferrari F50, splendida supercar del 1996 che ancora oggi, come capirete a breve, fa parlare di sè.
Uno dei modelli del
Cavallino Rampante, assieme alla
Ferrari F40, forse tra i più iconici e desiderati al giorno d’oggi, la
F50 ha da sempre fatto impazzire i numerosi
appassionati del Marchio di
Maranello e, anche ora che non è più in produzione, non smette di far battere i cuori dei molti
collezionisti, pronti a fare carte false pur di riuscire ad accaparrarsi anche solo uno dei
349 esemplari realizzati.
Questo forte desiderio di possederne una può però portare a volte a qualche piccola problematica o disguido come quello avvenuto su una
Ferrari F50 del 1996 che, stando alle prime indiscrezioni trapelate in rete, sembrerebbe di proprietà non di uno ma di ben
due distinti uomini che naturalmente ne rivendicano l’
esclusiva proprietà.
Una storia alquanto strana
L’esemplare in questione, la cui valutazione è vicina ai due milioni di dollari, era stata rubata nel 2003 presso l’Hotel Donatello di Imola mentre era in possesso di un italiano che l’aveva acquistata soltanto un mese prima al prezzo di 309.500 dollari (260.000 euro). Purtroppo dell’ambito esemplare si persero subito tutte le tracce finché nel 2019 non arrivò una segnalazione da parte degli agenti della US Customs and Border Protection.
I poliziotti americani, nel corso di un’ispezione presso il porto di ingresso del
Peace Bridge a Buffalo, si erano insospettiti per la presenza di una
Ferrari F50, spedita dal
Canada dopo che un collezionista della
Florida l’aveva acquistata dal proprietario in
Quebec, che riportava la
targhetta VIN (Vehicle Identification Number) ricoperta con una strana sostanza simile al
catrame.
Chi avrà ragione?
Avviate immediatamente le
indagini inerenti a quella particolare
Ferrari, gli agenti federali arrivarono a scoprire che si trattava della
F50 rubata in Italia quasi 15 anni prima e posero immediatamente a
sequestro la vettura che stava transitando dagli
Stati Uniti per raggiungere il
Canada. Da questo momento ha preso avvia la disputa o diatriba tra i due fantomatici proprietari, quello storico a cui è stata rubata nel 2003 e quello attuale che non è assolutamente disposto a privarsene. Il facoltoso appassionato, che l’ha comprata per
1,435 milioni di dollari nel settembre del 2019, ha subito fatto il possibile per dimostrare l’avvenuto e regolare acquisto da parte della
holding proprietaria della sua
collezione privata, la
Ikonick Collections Lt.
Il mistero si infittisce
Ora tocca alla giustizia americana stabilire chi sia realmente l’attuale proprietario tra i due uomini al centro della disputa giudiziaria. Quello per ora che è certo è che la supercar italiana ha viaggiato per diverse mete e località prima di raggiungere gli Stati Uniti e il Canada. La vettura del Cavallino sarebbe stata, infatti, anche in Giappone, gettando un’ulteriore velo di mistero sul destino di questa auto. L’ambito esemplare tornerà su suolo italiano dal quale è stato rubato o rimarrà nelle mani del facoltoso collezionista americano?
Fonte foto: U.S. Attorney’s Office