Il noto meccanico e divulgatore Ángel Gaitán denuncia una
manipolazione invisibile e sofisticata: niente più dispositivi fisici nel
cruscotto, ora i truffatori riprogrammano la logica di conteggio della vettura.
Ecco come funziona e come difendersi.
Il fenomeno dello "schilometraggio" – la pratica
illegale di ridurre i chilometri segnati da un'auto per aumentarne il valore di
rivendita – si evolve e diventa sempre più difficile da smascherare. A lanciare
l'allarme è ancora una volta Ángel Gaitán, meccanico e influencer
spagnolo divenuto un punto di riferimento sui social per le sue denunce contro
le truffe nel settore automotive.
In un recente video che ha fatto rapidamente il giro del
web, Gaitán ha mostrato un caso emblematico avvenuto nella sua officina, che ha
visto protagonista una Renault acquistata sul mercato dell'usato. Il
caso evidenzia un salto di qualità tecnologico da parte dei truffatori, che
abbandonano i metodi tradizionali per abbracciare manipolazioni software quasi
invisibili.
Caccia al "congelatore": un buco nell'acqua
La diagnosi è partita dal sospetto che la vettura non avesse
i chilometri dichiarati sul quadro strumenti. La procedura standard in questi
casi prevede la ricerca fisica di manomissioni hardware. Il team di Gaitán ha
proceduto allo smontaggio di gran parte del cruscotto (salpicadero) alla
ricerca del cosiddetto "congelatore": un piccolo dispositivo
elettronico che viene solitamente interposto nei cablaggi per impedire al
contachilometri di ricevere il segnale di avanzamento.
Contrariamente alle aspettative, però, l'ispezione fisica
non ha portato a nessun risultato. Nessun cavo tagliato, nessun dispositivo
estraneo installato dietro la strumentazione. L'auto sembrava
"pulita".
La scoperta: la truffa è nel codice
La verità è emersa solo attraverso un'analisi approfondita
dell'elettronica. La manipolazione non era hardware, bensì software. I
truffatori erano riusciti a riprogrammare la logica interna del veicolo
alterando il rapporto di conteggio della strada percorsa.
"Se guidi per 10 chilometri, all'auto ne risultano
solo 4,5", spiega Gaitán nel video, svelando un meccanismo tanto
semplice quanto insidioso. Non si tratta di bloccare i chilometri o di
riportarli indietro una tantum, ma di rallentare il tempo dell'auto: la
vettura continua a segnare strada, ma a meno della metà della velocità reale.
In questo modo, un'auto con 200.000 km reali ne mostrerà sul cruscotto meno di
100.000, mantenendo una parvenza di coerenza ma nascondendo un'usura meccanica
doppia rispetto a quella dichiarata.
Un pericolo per il mercato dell'usato
"Bisogna fare molta attenzione, lo fanno via
software", avverte il meccanico. Questo metodo rappresenta un pericolo
maggiore per i consumatori perché non lascia tracce fisiche evidenti come viti
manomesse o centraline aggiuntive nascoste. L'auto, a un controllo
superficiale, appare perfettamente originale.
Questa denuncia riaccende i riflettori sulla necessità di non
fermarsi all'apparenza quando si acquista un'auto usata. Il chilometraggio
indicato sul cruscotto è sempre più spesso un dato inaffidabile se non
incrociato con altre verifiche.
Come difendersi
Il caso della Renault analizzata da Gaitán suggerisce che
l'unico modo per tutelarsi è affidarsi a controlli professionali prima della
firma. Gli esperti consigliano di:
- Richiedere
una diagnosi elettronica approfondita: Strumenti professionali possono
spesso leggere i chilometri registrati in altre centraline (come quella
del cambio o dell'ABS) che i truffatori a volte dimenticano di allineare.
- Verificare
lo storico delle revisioni: In Italia, il Portale dell'Automobilista
permette di verificare i km registrati alle ultime revisioni ministeriali.
- Diffidare
delle occasioni troppo ghiotte: Un'auto con pochi chilometri e un
prezzo sotto la media di mercato deve sempre far scattare un campanello
d'allarme.
La tecnologia avanza, e con essa l'ingegno di chi cerca di
frodare il mercato: la prudenza e il supporto di professionisti restano le armi
migliori per non comprare "gatto per lepre".