Truffa dei chilometri, ecco come funziona davvero: "Ogni 10 km ne segna solo 4". Il caso scoperto su una Renault

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02 febbraio 2026, 11.48
Frame preso da un video youtube in cui si vede il cruscotto di una Renault che ha un software che permette di schilometrare l'auto
Il noto meccanico e divulgatore Ángel Gaitán denuncia una manipolazione invisibile e sofisticata: niente più dispositivi fisici nel cruscotto, ora i truffatori riprogrammano la logica di conteggio della vettura. Ecco come funziona e come difendersi.
Il fenomeno dello "schilometraggio" – la pratica illegale di ridurre i chilometri segnati da un'auto per aumentarne il valore di rivendita – si evolve e diventa sempre più difficile da smascherare. A lanciare l'allarme è ancora una volta Ángel Gaitán, meccanico e influencer spagnolo divenuto un punto di riferimento sui social per le sue denunce contro le truffe nel settore automotive.
In un recente video che ha fatto rapidamente il giro del web, Gaitán ha mostrato un caso emblematico avvenuto nella sua officina, che ha visto protagonista una Renault acquistata sul mercato dell'usato. Il caso evidenzia un salto di qualità tecnologico da parte dei truffatori, che abbandonano i metodi tradizionali per abbracciare manipolazioni software quasi invisibili.

Caccia al "congelatore": un buco nell'acqua

La diagnosi è partita dal sospetto che la vettura non avesse i chilometri dichiarati sul quadro strumenti. La procedura standard in questi casi prevede la ricerca fisica di manomissioni hardware. Il team di Gaitán ha proceduto allo smontaggio di gran parte del cruscotto (salpicadero) alla ricerca del cosiddetto "congelatore": un piccolo dispositivo elettronico che viene solitamente interposto nei cablaggi per impedire al contachilometri di ricevere il segnale di avanzamento.
Contrariamente alle aspettative, però, l'ispezione fisica non ha portato a nessun risultato. Nessun cavo tagliato, nessun dispositivo estraneo installato dietro la strumentazione. L'auto sembrava "pulita".

La scoperta: la truffa è nel codice

La verità è emersa solo attraverso un'analisi approfondita dell'elettronica. La manipolazione non era hardware, bensì software. I truffatori erano riusciti a riprogrammare la logica interna del veicolo alterando il rapporto di conteggio della strada percorsa.
"Se guidi per 10 chilometri, all'auto ne risultano solo 4,5", spiega Gaitán nel video, svelando un meccanismo tanto semplice quanto insidioso. Non si tratta di bloccare i chilometri o di riportarli indietro una tantum, ma di rallentare il tempo dell'auto: la vettura continua a segnare strada, ma a meno della metà della velocità reale. In questo modo, un'auto con 200.000 km reali ne mostrerà sul cruscotto meno di 100.000, mantenendo una parvenza di coerenza ma nascondendo un'usura meccanica doppia rispetto a quella dichiarata.

Un pericolo per il mercato dell'usato

"Bisogna fare molta attenzione, lo fanno via software", avverte il meccanico. Questo metodo rappresenta un pericolo maggiore per i consumatori perché non lascia tracce fisiche evidenti come viti manomesse o centraline aggiuntive nascoste. L'auto, a un controllo superficiale, appare perfettamente originale.
Questa denuncia riaccende i riflettori sulla necessità di non fermarsi all'apparenza quando si acquista un'auto usata. Il chilometraggio indicato sul cruscotto è sempre più spesso un dato inaffidabile se non incrociato con altre verifiche.

Come difendersi

Il caso della Renault analizzata da Gaitán suggerisce che l'unico modo per tutelarsi è affidarsi a controlli professionali prima della firma. Gli esperti consigliano di:
  1. Richiedere una diagnosi elettronica approfondita: Strumenti professionali possono spesso leggere i chilometri registrati in altre centraline (come quella del cambio o dell'ABS) che i truffatori a volte dimenticano di allineare.
  2. Verificare lo storico delle revisioni: In Italia, il Portale dell'Automobilista permette di verificare i km registrati alle ultime revisioni ministeriali.
  3. Diffidare delle occasioni troppo ghiotte: Un'auto con pochi chilometri e un prezzo sotto la media di mercato deve sempre far scattare un campanello d'allarme.
La tecnologia avanza, e con essa l'ingegno di chi cerca di frodare il mercato: la prudenza e il supporto di professionisti restano le armi migliori per non comprare "gatto per lepre".
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