The Grand Tour riparte dagli influencer: svelati i tre eredi di Clarkson (e a Jeremy potrebbero piacere)

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05 febbraio 2026, 11.30
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Dopo due anni di attesa, Amazon rompe gli indugi: il celebre show automobilistico torna con un cast interamente proveniente dal mondo del web. Una scommessa rischiosa che però sembra seguire alla lettera l'ultimo consiglio del vecchio conduttore.
L'attesa è finita e il segreto è stato svelato. Dopo l'addio definitivo nel 2024 del trio storico composto da Jeremy Clarkson, Richard Hammond e James May, The Grand Tour è pronto a riaccendere i motori su Prime Video. Ma dimenticate i volti noti della televisione generalista: la produzione ha deciso di affidare le chiavi del programma a tre star nate e cresciute sui social media.
I nuovi conduttori ufficiali sono Francis Bourgeois, divenuto un fenomeno globale per la sua passione contagiosa per i treni, e la coppia formata da James Engelsman e Thomas Holland, creatori del celebre canale YouTube Throttle House.

Una scelta audace ma "tecnica"

La notizia ha diviso immediatamente i fan, tra chi grida al boicottaggio per la mancanza dei "tre tenori" dell'automobilismo e chi vede nel ricambio generazionale una mossa necessaria. Tuttavia, analizzando a fondo i profili scelti, la decisione di Amazon sembra meno casuale di quanto appaia.
Bourgeois, Engelsman e Holland non sono conduttori "generalisti" prestati ai motori, ma creatori di contenuti verticali. Francis Bourgeois ha ammesso la difficoltà della sfida con una metafora sportiva: "Si parla di raccogliere un'eredità pesante. In questo caso è come vedere Mo Farah correre indossando stivali di gomma taglia 48: sarà un po' imbarazzante all'inizio, forse verranno le vesciche, ma nel complesso sarà interessante da guardare".
Più ironico l'approccio di Thomas Holland, che insieme al collega Engelsman recensisce auto da quasi un decennio: "Quando ho sentito che stavano riavviando The Grand Tour e sostituendo Clarkson, Hammond e May, ho detto: 'Solo un idiota accetterebbe quel lavoro'. Ed eccoci qui".

Perché Clarkson approverebbe

Nonostante i timori dei puristi, questa formazione potrebbe paradossalmente ricevere la "benedizione" proprio di Jeremy Clarkson. Prima di lasciare lo show due anni fa, il conduttore britannico era stato categorico nel dare consigli ad Amazon sul futuro del franchise, scottato dall'esperienza post-Clarkson di Top Gear sulla BBC (che aveva arruolato attori come Matt LeBlanc).
"Il mio consiglio ad Amazon è: per l'amor del cielo, non prendete personaggi famosi a cui 'piacciono' le auto", aveva tuonato Clarkson nel 2024. "Se fai questo programma, deve essere la tua vita. Non puoi inaugurare supermercati o apparire in altri show. Deve essere totalizzante. Prendete tre sconosciuti completi, tre veri petrolhead. Dovete potergli mostrare un quarto di specchietto di qualsiasi auto mai prodotta e loro devono sapere cos'è".
Scegliendo i ragazzi di Throttle House (giornalisti automotive di fatto, seppur su YouTube) e un appassionato di meccanica eccentrico come Bourgeois, Amazon sembra aver evitato la trappola delle celebrità televisive, puntando su competenza e ossessione.
La chimica tra un trainspotter e due youtuber di auto sarà sufficiente a non far rimpiangere vent'anni di storia televisiva? La risposta arriverà con la messa in onda, ma una cosa è certa: The Grand Tour ha deciso di non morire, evolvendosi per la generazione digitale.
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