Svolta shock negli Stati Uniti: Trump cancella i limiti sulle emissioni CO₂, addio forzature sull’auto elettrica

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di Simone Bocca
16 febbraio 2026, 10.35
nell'immagine si vedono delle auto ferme in coda e una cortina di fumo generata dai gas di scarico delle macchine
Mentre l’Europa continua a irrigidire le normative sulle emissioni e punta con decisione verso l’elettrificazione totale del parco auto, gli Stati Uniti scelgono una strada diametralmente opposta. Sotto la guida di Donald Trump, Washington ha annunciato una delle più radicali operazioni di deregolamentazione ambientale degli ultimi decenni.
L’obiettivo dichiarato? Rendere le auto più economiche e restituire libertà di scelta agli automobilisti americani. Il mezzo scelto per farlo è altrettanto netto: eliminare le restrizioni federali sui motori a combustione interna più inquinanti.

La mossa dell’EPA: via la “dichiarazione di rischio” sui gas serra

La svolta arriva direttamente dalla Environmental Protection Agency, che ha definito il provvedimento come “la più grande misura di deregolamentazione nella storia degli Stati Uniti”.
Nel concreto, l’agenzia ha rimosso la dichiarazione di rischio relativa ai gas serra (GHG) dalle normative federali che regolavano i motori prodotti dal 2012 fino almeno al 2027. Una decisione che di fatto smonta l’impianto normativo costruito a partire dalla cosiddetta “Hazard Endangerment Finding” del 2009, utilizzata negli anni per giustificare limiti sempre più stringenti sulle emissioni.
Secondo l’attuale amministrazione, quella sentenza sarebbe stata il presupposto per approvare regolamenti giudicati oggi “privi di base giuridica”. Un ribaltamento totale rispetto alle politiche ambientali delle precedenti amministrazioni guidate da Barack Obama e Joe Biden.

Addio all’obbligo di elettrificazione forzata

La linea politica è chiara: niente imposizioni sull’auto elettrica. L’amministrazione Trump ha ribadito di non voler spingere artificialmente il mercato verso la mobilità a batteria, anche se questo potrebbe avere ripercussioni indirette su realtà come Tesla, guidata da Elon Musk.
Secondo la Casa Bianca, le precedenti normative avrebbero contribuito ad aumentare il prezzo medio dei veicoli, riducendo al tempo stesso la varietà di modelli disponibili per i consumatori. L’idea è che un mercato meno vincolato possa favorire prezzi più bassi e maggiore competitività per le case automobilistiche tradizionali.

Stop anche allo start/stop

La deregolamentazione non riguarda soltanto i limiti alle emissioni in senso stretto. Tra le misure più discusse c’è anche l’eliminazione progressiva dell’obbligo di sistemi come lo start/stop, tecnologia pensata per ridurre consumi ed emissioni nei contesti urbani ma spesso mal tollerata dagli automobilisti.
Secondo l’EPA, la rimozione di alcuni vincoli tecnici permetterà ai costruttori di ridurre costi di produzione e complessità ingegneristica, con un risparmio stimato – secondo i dati ufficiali – fino a oltre 2.400 dollari per veicolo. Una cifra che includerebbe anche i cosiddetti “costi evitati” legati all’adozione di componenti e sistemi connessi all’elettrificazione.
L’amministrazione parla addirittura di oltre 1,3 trilioni di dollari di risparmi complessivi per l’economia americana nel lungo periodo.

L’Europa resta su una rotta opposta

Il confronto con Bruxelles è inevitabile. Mentre l’Unione Europea continua a spingere verso l’azzeramento delle emissioni e l’uscita graduale dal motore termico, Washington sceglie di rimuovere l’intero impianto regolatorio sui gas serra legati all’automotive.
Secondo l’EPA, non esisterebbe una base giuridica solida per adottare misure restrittive simili a quelle europee. Una posizione che riapre il dibattito globale sul futuro dell’industria automobilistica: transizione forzata o libertà di mercato?
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