Mentre l’Europa continua a irrigidire le normative sulle
emissioni e punta con decisione verso l’elettrificazione totale del parco auto,
gli Stati Uniti scelgono una strada diametralmente opposta. Sotto la guida di Donald
Trump, Washington ha annunciato una delle più radicali operazioni di
deregolamentazione ambientale degli ultimi decenni.
L’obiettivo dichiarato? Rendere le auto più economiche e
restituire libertà di scelta agli automobilisti americani. Il mezzo scelto per
farlo è altrettanto netto: eliminare le restrizioni federali sui motori a
combustione interna più inquinanti.
La mossa dell’EPA: via la “dichiarazione di rischio” sui gas serra
La svolta arriva direttamente dalla Environmental
Protection Agency, che ha definito il provvedimento come “la più grande
misura di deregolamentazione nella storia degli Stati Uniti”.
Nel concreto, l’agenzia ha rimosso la dichiarazione di
rischio relativa ai gas serra (GHG) dalle normative federali che regolavano i
motori prodotti dal 2012 fino almeno al 2027. Una decisione che di fatto smonta
l’impianto normativo costruito a partire dalla cosiddetta “Hazard Endangerment
Finding” del 2009, utilizzata negli anni per giustificare limiti sempre più
stringenti sulle emissioni.
Secondo l’attuale amministrazione, quella sentenza sarebbe
stata il presupposto per approvare regolamenti giudicati oggi “privi di base
giuridica”. Un ribaltamento totale rispetto alle politiche ambientali delle
precedenti amministrazioni guidate da Barack Obama e Joe Biden.
Addio all’obbligo di elettrificazione forzata
La linea politica è chiara: niente imposizioni sull’auto
elettrica. L’amministrazione Trump ha ribadito di non voler spingere
artificialmente il mercato verso la mobilità a batteria, anche se questo
potrebbe avere ripercussioni indirette su realtà come Tesla, guidata da Elon
Musk.
Secondo la Casa Bianca, le precedenti normative avrebbero
contribuito ad aumentare il prezzo medio dei veicoli, riducendo al tempo stesso
la varietà di modelli disponibili per i consumatori. L’idea è che un mercato
meno vincolato possa favorire prezzi più bassi e maggiore competitività per le
case automobilistiche tradizionali.
Stop anche allo start/stop
La deregolamentazione non riguarda soltanto i limiti alle
emissioni in senso stretto. Tra le misure più discusse c’è anche l’eliminazione
progressiva dell’obbligo di sistemi come lo start/stop, tecnologia pensata per
ridurre consumi ed emissioni nei contesti urbani ma spesso mal tollerata dagli
automobilisti.
Secondo l’EPA, la rimozione di alcuni vincoli tecnici
permetterà ai costruttori di ridurre costi di produzione e complessità
ingegneristica, con un risparmio stimato – secondo i dati ufficiali – fino a
oltre 2.400 dollari per veicolo. Una cifra che includerebbe anche i cosiddetti
“costi evitati” legati all’adozione di componenti e sistemi connessi
all’elettrificazione.
L’amministrazione parla addirittura di oltre 1,3 trilioni di
dollari di risparmi complessivi per l’economia americana nel lungo periodo.
L’Europa resta su una rotta opposta
Il confronto con Bruxelles è inevitabile. Mentre l’Unione
Europea continua a spingere verso l’azzeramento delle emissioni e l’uscita
graduale dal motore termico, Washington sceglie di rimuovere l’intero impianto
regolatorio sui gas serra legati all’automotive.
Secondo l’EPA, non esisterebbe una base giuridica solida per
adottare misure restrittive simili a quelle europee. Una posizione che riapre
il dibattito globale sul futuro dell’industria automobilistica: transizione
forzata o libertà di mercato?