C'è un angolo di Torino che sta diventando, albero dopo
albero, il simbolo di un impegno concreto verso l'ambiente. Mercoledì 11 marzo,
in
Piazza d'Armi,
Suzuki, la
Città di Torino e il
Torino
FC hanno messo a dimora
29 aceri autoctoni, dando seguito a quanto
annunciato lo scorso novembre in occasione della Giornata Nazionale degli
Alberi e del
Suzuki Green Friday.
Non si tratta di un gesto isolato. L'iniziativa si inserisce
in un percorso avviato anni fa, che ha già portato alla nascita del "Bosco
Diffuso Suzuki", un progetto di forestazione urbana che oggi conta 1.445
alberi e contribuisce alla riduzione di 35.325 kg di CO₂ ogni anno.
Come sono nati questi 29 alberi
Il punto di partenza è economico, nel senso più virtuoso del
termine. Durante il Suzuki Green Friday del 28 novembre 2025, lo 0,5%
del fatturato generato dalle tre divisioni Suzuki (Auto, Moto e Marine,
inclusi ricambi e accessori) è stato destinato alla causa ambientale. Il
risultato: 14.504,89 euro raccolti e interamente investiti nella
piantumazione di nuovi alberi in città.
I 29 aceri sono stati posizionati in due aree: 10 in via
Filadelfia, nelle vicinanze dello Stadio Olimpico Grande Torino, e 19
nei pressi di Piazza d'Armi. Una scelta non casuale: si tratta di uno
spazio verde molto frequentato, da anni punto di riferimento per residenti,
tifosi e famiglie.
Non è un dettaglio marginale nemmeno la specie scelta.
Suzuki ha ricordato che "in primavera, le foglie del magnifico acero
giapponese (momiji) assumono un acceso colore rosso-granata, capace di
infuocare i boschi e accendere lo spirito". Un richiamo ai colori
granata del Torino FC che aggiunge un tocco di simbolismo all'iniziativa.
Le voci dei protagonisti
Alla cerimonia hanno partecipato Paolo Ilariuzzi, Direttore
della Divisione Moto e Marine di Suzuki Italia; Francesco Tresso,
Assessore alla Cura della Città, Verde pubblico, Parchi e Fiumi; Chiara
Foglietta, Assessora alle Politiche per l’Ambiente e alla Transizione
ecologica; Alberto Barile, Direttore Operativo del Torino FC; e i giocatori
Giovanni Simeone e Matteo Prati, in rappresentanza di tutta la
squadra.
Paolo Ilariuzzi, Direttore della Divisione Moto e
Marine di Suzuki Italia, ha sottolineato il valore cumulativo del progetto: "Questi
29 alberi rappresentano un nuovo tassello del Bosco Diffuso Suzuki, che oggi
conta circa 1.500 esemplari dall'avvio dell'iniziativa Green Friday. Sono un
gesto concreto dell'impegno di Suzuki per la tutela dell'ambiente e per
garantire alle future generazioni un territorio più sano e vivibile."
Dal lato istituzionale sono poi intervenuti Francesco
Tresso, Assessore alla Cura della Città, Verde pubblico, Parchi e Fiumi, che
nel suo discorso ha affermato come: “Ogni nuovo albero messo a dimora
rappresenta un contributo concreto alla cura quotidiana dei parchi e degli
spazi verdi della nostra città, rafforzando la biodiversità e migliorando la
qualità della vita dei cittadini. Progetti come questo dimostrano come la
collaborazione tra amministrazione pubblica, aziende e realtà sportive possa
generare ricadute positive e tangibili sul territorio, contribuendo a rendere
Torino una città sempre più verde e accogliente”, e Chiara Foglietta,
Assessora alle Politiche per l’Ambiente e alla Transizione ecologica, che ha
poi aggiunto: “La messa a dimora di nuovi alberi è un intervento che
contribuisce al percorso di transizione ecologica della città e alla qualità
degli spazi urbani. Realizzarlo in un luogo molto frequentato e significativo
per i torinesi come il Parco Cavalieri di Vittorio Veneto, l’area verde di
Piazza d'Armi di Torino di fronte allo Stadio Olimpico Grande Torino, ha un
valore particolare: è uno spazio che accompagna la vita sportiva e quotidiana
della città ed è da anni punto di incontro per residenti, tifosi e famiglie”.
Alberto Barile, Direttore Operativo del Torino FC, ha
offerto una cifra che rende bene la scala del progetto: il Bosco Diffuso Suzuki
"corrisponde a quasi 10 campi da calcio e assorbe più di 35 tonnellate
di CO₂ l'anno".
Un modello di collaborazione che funziona
Quello che colpisce di questa iniziativa è la capacità di
mettere insieme soggetti molto diversi: un'azienda privata, un'amministrazione
pubblica e una società sportiva attorno a un obiettivo comune e misurabile. Non
comunicati, non promesse: alberi piantati, numeri verificabili, impatto
tangibile sul territorio.
Il Bosco del Toro, nato dalla collaborazione tra
Suzuki e Torino FC, è già diventato un progetto simbolo. E con ogni nuovo Green
Friday, il bosco cresce un po' di più.