Spunta il brevetto del motore elettrico travestito da V8. Ecco come Maranello convincerà i puristi

Notizie
01 luglio 2026, 13.44
ferrari-motore-v (2)
Un recente deposito di brevetto svela lo studio di un’inedita architettura a "V" composta da moduli elettrici e pacchi batteria, concepita per replicare l'impatto visivo e la gestione termica dei tradizionali propulsori endotermici.
La transizione verso la mobilità a zero emissioni sta spingendo i costruttori di supercar a esplorare soluzioni ingegneristiche insolite per preservare il legame emotivo con la clientela più tradizionale. In questo contesto, un recente brevetto depositato da Ferrari e individuato dalla testata specializzata CarBuzz propone una radicale innovazione: un powertrain elettrico configurato e strutturato per replicare l'estetica e il layout di un classico motore V8 termico.
L'innovazione si colloca in un momento di profonda evoluzione per la casa automobilistica modenese. Il lancio della Ferrari Luce, la prima vettura interamente elettrica della storia del Cavallino Rampante, ha registrato un'accoglienza tiepida da parte degli amanti del classico sound dei motori a combustione interna. Di conseguenza, i tecnici di Maranello hanno iniziato a valutare nuove tecnologie e soluzioni estreme per attirare e soddisfare le esigenze di una clientela dal palato fine, inclusa la "vecchia guardia" dei collezionisti che giudica poco attraenti le moderne architetture elettriche.

Il concetto: un motore elettrico con architettura a "V"

L'idea sviluppata dagli ingegneri Ferrari si basa sull'assunto che sovrapporre i motori elettrici secondo una disposizione geometrica a V sia una soluzione percorribile per colmare il divario visivo con il passato. Sebbene l'industria riconosca ai propulsori elettrici un netto vantaggio prestazionale rispetto alle unità a benzina, l'esperienza di guida e il fattore estetico rimangono elementi centrali per il posizionamento del marchio, specialmente in un mercato in cui potenze nell'ordine dei 1.000 CV sono ormai assimilate come uno standard diffuso.
Per risolvere il problema dell'attrattività visiva, il progetto prevede la realizzazione di un vero e proprio blocco motore — o quantomeno di una struttura metallica di ampie dimensioni e robusta — che riproduca l'aspetto di un propulsore termico. La scomposizione interna della struttura segue logiche precise:
  • Alloggiamento delle batterie: Lo spazio cilindrico che in un motore endotermico ospiterebbe normalmente la camera di scoppio, il pistone e la biella viene riutilizzato per l'installazione di un pacco batteria dedicato, offrendo un'inedita immagine green.
  • Layout dei motori: Otto motori elettrici indipendenti sono predisposti congiuntamente all'interno della struttura metallica.

La cinematica e il trasferimento della coppia

Sotto il profilo meccanico, gli otto motori sono configurati per inviare la propria coppia motrice verso il punto inferiore della struttura, replicando la posizione in cui tradizionalmente si troverebbe l’albero motore. Quest’ultimo è a sua volta collegato a un grande ingranaggio centrale.
Ogni singolo "cilindro elettrico" dispone di un proprio meccanismo di trasmissione, e tutti i moduli risultano interconnessi tra loro. All’estremità dell'asse è prevista la presenza di un pignone e di una corona dentata. Secondo quanto depositato da Ferrari, questa architettura lineare evita il ricorso alla complessità degli ingranaggi satelliti o planetari (ovvero le ruote dentate che ruotano attorno a un ingranaggio centrale all’interno di un anello esterno), semplificando la catena cinematica complessiva.

Soluzione estetica o funzionale? La gestione termica

L'obiettivo primario dichiarato dal brevetto è la riproduzione di un gruppo propulsore che, osservato dall'esterno, appaia a tutti gli effetti come un V8 endotermico. A tal fine, il design prevede la sostituzione dei tradizionali cavi delle candele con cavi ad alta tensione, mentre il distributore d'accensione cede il posto a un inverter o a un altro modulo di controllo elettronico.
Accanto alla finalità prettamente visiva, la soluzione tecnica offre anche un'applicazione pratica legata alla fluidodinamica e alla gestione delle temperature. Ferrari prevede infatti di far circolare il liquido di raffreddamento direttamente attraverso le intercapedini del blocco metallico, replicando il principio di funzionamento dei motori a benzina per consentire ai moduli elettrici e alle batterie di raggiungere la corretta temperatura d'esercizio.

Il dibattito industriale sulle innovazioni di transizione

La proposta di una simile architettura si inserisce in un filone di soluzioni d'avanguardia studiate a Maranello, che includono anche elaborazioni per l'introduzione di cambi e frizioni fittizie, pensati per incrementare l'interazione fisica del conducente con la vettura nell'era dell'Automotive 2.0.
La complessità di questo progetto solleva tuttavia interrogativi all'interno del settore automobilistico sull'opportunità di sviluppare sistemi così articolati (come pedali della frizione fittizi, cambi complessi e sound artificiali) al solo scopo estetico e nostalgico. Sebbene soluzioni orientate al puro artificio meccanico avrebbero potuto incontrare lo scetticismo di figure storiche e passati presidenti del marchio — come Enzo Ferrari o Luca Cordero di Montezemolo —, l'attuale scenario di transizione impone l'esplorazione di ogni via tecnologica per traghettare l'identità del Cavallino Rampante nel futuro.
loading

Le Più Lette

Loading