Dopo aver trascorso poco più di tre mesi in carcere, è
tornata in libertà Kristina, la donna di 39 anni protagonista del grave
incidente automobilistico avvenuto lo scorso 1° marzo nel Principato di Monaco.
La conducente, che aveva raggiunto i 190 km/h nelle strade cittadine alla guida
di una Ferrari con a bordo la figlia quattordicenne, ha ottenuto la
scarcerazione dietro il pagamento di una maxi-cauzione di 500.000 euro
in vista del processo d'appello.
La dinamica: una corsa ad alta velocità nel cuore del Principato
L'episodio, che ha destato profondo scalpore nell'opinione
pubblica locale, si è verificato nel primo pomeriggio di domenica 1° marzo
2026. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, dopo aver pranzato presso il
rinomato Hôtel de Paris, la donna si è messa alla guida di una Ferrari 296
GTB, accompagnata dalla figlia minore.
La condotta alla guida ha registrato una serie di violazioni
repentine del codice della strada:
- Primo
superamento dei limiti: La vettura ha transitato una prima volta
all'interno del tunnel Louis-II alla velocità di 140 km/h, a fronte di un
limite urbano fissato a 50 km/h.
- Le
manovre pericolose: Dopo un momentaneo rallentamento nei pressi dello
Yacht Club, il veicolo ha subito una violenta accelerazione, schivando
dapprima un monopattino e successivamente uno scooter.
- L'impatto:
La corsa è terminata a 190 km/h nuovamente dentro il tunnel Louis-II, dove
la conducente ha perso il controllo della supercar, impattando
violentemente contro le barriere di sicurezza stradali.
Il percorso giudiziario e l'attesa dell'appello
La risposta della giustizia monegasca era stata immediata.
L'8 marzo, il Tribunale Correzionale di Monaco aveva condannato la donna a una
pena di 24 mesi di reclusione, di cui otto da scontare in regime di
detenzione ferma.
A seguito del ricorso presentato dai legali della difesa, la
trentanovenne ha ottenuto la libertà provvisoria la scorsa settimana, previo
versamento della pesante sanzione pecuniaria di mezzo milione di euro. Kristina
affronterà così il processo di secondo grado da donna libera.