Il leggendario badge
GTi è pronto a fare il suo ritorno ufficiale nel listino
Peugeot. A ridare linfa a una delle sigle più amate dagli appassionati di
hot hatch è
Alain Favey, nominato CEO del marchio francese nel febbraio 2025. Una delle sue prime decisioni strategiche è stata proprio quella di dare il via libera al progetto della
208 GTi, con l'obiettivo di rafforzare l'immagine del brand puntando sulle dinamiche di guida e contrastando l'avanzata dei marchi cinesi attraverso il fascino e l'emozionalità della propria eredità storica.
Ai microfoni dei colleghi britannici di Auto Express, Favey ha parlato del futuro della leggendaria sigla, anticipando alcune scelte tra il presente elettrico e un possibile futuro ibrido, ma escludendo a priori una categoria sorprendente: i SUV.
Il presente del marchio GTi: il ritorno con la 208 elettrica da 281 CV
Presentata ufficialmente in occasione della 6 Ore di Imola 2026, la nuova 208 GTi si posiziona al vertice della sua categoria. Il passaggio alla propulsione elettrica, secondo Favey, non ha smorzato le ambizioni prestazionali della vettura, che vanta una scheda tecnica pari a quella delle sorelle realizzate sulla stessa piattaforma. La 208 GTi, infatti, è realizzata sulla piattaforma Perfo-eCMP, la variante ad alte prestazioni della già nota piattaforma multi-energia e-CMP, condivisa, tra le altre, con la nuova Opel Corsa GSe, con la Abarth 600e, con la Lancia Ypsilon HF e con l’Alfa Romeo Junior Veloce Elettrica.
Con queste tre vetture, infatti, condivide il powertrain formato da un motore anteriore da 281 CV, il valore più alto della sua categoria (a pari merito, ovviamente, con le sorelle), per un salto netto rispetto ai 207 CV della precedente 208 GTi. Grazie alla vivacità del powertrain e all’adozione di un differenziale autobloccante meccanico, la hot hatch francese promette prestazioni di tutto rispetto, con un’accelerazione 0-100 km/h coperta in 5,5 secondi. Non mancano, poi, un assetto ribassato e una scatola sterzo più rapida e diretta, con un sistema di raffreddamento della batteria che promette di mantenere più a lungo le massime prestazioni anche durante l’utilizzo più spinto.
Il passaggio all'elettrico e la strategia dell'esclusività
L’arrivo della 208 GTi sul mercato è atteso per l’inizio del 2027, ad un prezzo non ancora ufficializzato per il mercato italiano ma che dovrebbe aggirarsi intorno ai 40.000 euro. La scelta di rendere la nuova GTi esclusivamente elettrica è dettata da rigide motivazioni fiscali e ambientali. In Francia, le severe tasse del "malus écologique", una ecotassa che colpisce pesantemente qualsiasi vettura ibrida o a benzina che superi i 108 g/km di emissioni di CO2, rendendo di fatto insostenibile la commercializzazione di una GTi con motore termico tradizionale.
Tuttavia, Peugeot non punta ai grandi volumi di vendita con questo modello. Favey, forte della sua precedente esperienza in Bentley, sottolinea come la 208 GTi sia concepita come un prodotto esclusivo e di grande desiderio. Si tratta di una "halo car", una vettura immagine il cui compito principale è rendere il marchio più attraente e fare da traino alle vendite di altri modelli più commerciali, come la 2008 o la 3008. Proprio per questo, non si escludono altri modelli ancora più spinti, in grado di mostrare ulteriormente le potenzialità del marchio Peugeot alla clientela.
Il futuro: porte aperte all'ibrido, ma nessun SUV sportivo
Guardando oltre la 208, il futuro della sigla GTi pare rimanere legato a parametri estremamente rigidi. Il CEO ha confermato che la porta per un'eventuale motorizzazione ibrida non è chiusa. “La prossima GTi potrebbe essere ibrida”,ha confermato Favey, “ma non vogliamo prendere in giro nessuno. Le persone sono appassionate di hot hatch, e se vuoi tornare con un marchio storico in un segmento del genere, devi avere un prodotto che possa stupire il mercato, proprio come la nuova 208”. Il pensiero di Favey è chiaro: non ci sarà più nessuna GTi se l’auto non è una vera GTi. Per questo, un po’ a sorpresa, il CEO del marchio ha smentito categoricamente l'ipotesi di estendere il marchio GTi a modelli a ruote alte per incrementare i profitti.
L'azienda mantiene un approccio purista: questa sigla è sinonimo di berlina sportiva compatta e non verrà mai applicata a un SUV.“Per noi, GTi vuol dire Hot Hatch. Non ci sono mai state GTi che non fossero delle compatte sportive, e quindi non c’è spazio per un “Hot SUV”. Magari altre aziende lo fanno già (ad esempio, per non uscire dal Gruppo Stellantis, Alfa Romeo, Opel e Abarth, n.d.r.), ma noi non le seguiremo.”.
Attualmente, però, sembra che non si sia ancora trovato uno spazio per un’altra GTi. Sebbene l’ottima 308, già declinata in versione GTi negli anni ’10, potrebbe essere una contendente per raddoppiare la presenza del marchio sul mercato, Peugeot non ha in cantiere un’altra compatta “pepata”. A confermarlo è lo stesso Favey, che chiarisce come all’interno dei sette nuovi modelli in arrivo nei prossimi 5 anni non ci sono nuove GTi. “Vorrei potervi confermare la presenza di altre GTi, ma al momento in cui ci troviamo oggi, non sono previste. Non abbiamo ancora trovato una soluzione [per riportarle sul mercato], ma continueremo a provarci”.
La storia della sigla GTi: dalla prima 205 al ritorno elettrico
La sigla GTi, Gran Turismo Iniezione, non è utilizzata solamente da Peugeot: tra le Case che l’hanno sfoggiata con fierezza c’è ovviamente Volkswagen, ma anche Nissan, SEAT e molti altri come Suzuki. Nell’immaginario collettivo degli appassionati, però, sono VW e Peugeot che detengono “storicamente” i diritti di questa sigla che profuma di competizioni, di passione e di divertimento alla guida.
Peugeot ha portato al debutto la sigla GTI nel 1984 con il lancio di quella che, da molti, è considerata la migliore Peugeot GTI di sempre: la 205. Presentata con un 1.6 da 115 CV, la 205 GTI è stata prodotta fino al 1994, affiancando nel 1987 alla 1.6 la mitica 1.9 GTI, con motore più grande e potente da 130 CV, diventando una delle migliori Hot Hatch di sempre. Agile, divertente, un po’ pericolosa con il posteriore molto ballerino, ancora oggi è una leggenda dell’automobilismo europeo.
Al suo fianco, nel 1987, si è aggiunta una particolare berlina a tre volumi, la 309 GTI: dotata dello stesso 1.9 da 130 CV della 205, e addirittura dotata di una versione più potente a 16 valvole da 160 CV, la 309 era una berlina con la coda derivata dalla 205, che grazie al passo più lungo e alla migliore aerodinamica stupì per una dinamica di guida meno “agitata”, ma più efficace.
La sigla GTI è poi tornata nel 1996 sulla piccola 106: celebre per la sua versione Rallye, alla variante spartana si è affiancata la GTi, più ricercata e meno ridotta all’osso a livello di equipaggiamenti, dotata nella versione finale del 1.6 16v da 118 CV.
Nel 1999, poi, è arrivata sul mercato la 206 GTI: l’attesissima erede della 205, però, nonostante fosse disponibile anche in versione SW e CC, la Coupé-Cabriolet, non riuscì a far innamorare il pubblico nonostante il motore portato a 2.0 litri e 136 CV. Meno agile ed emozionante della 205, diventò davvero divertente solo con il motore 2.0 portato a 177 CV, ma per l’Europa cambiò nome, diventando RC.
Con l’addio della 206 RC, nel 2007 arriva sul mercato la Peugeot 207 GTI, la prima Gran Turismo Iniezione con il motore turbo. Sotto il cofano, infatti, trova posto il 1.6 THP, il motore Prince sviluppato con BMW da 175 CV, potente e piuttosto efficiente ma altrettanto poco affidabile. Lo stesso motore ha trovato poi posto sulla 308 GTI di prima generazione nel 2010, con 200 CV e la stessa scarsa affidabilità. Se questa generazione a cavallo tra gli anni ’00 e ’10 non ha conquistato il pubblico, hanno fatto meglio le loro eredi nel 2013 e 2015.
La prima ad essere presentata è stata la 208 GTI, dotata sempre del 1.6 THP da 200 CV, lo stesso della 308, ma con una maggiore affidabilità. È diventato effettivamente robusto nel 2016, con il debutto della versione da 207 CV, con le versioni top di gamma come la 30th Anniversary o la by Peugeot Sport che possono contare su un differenziale autobloccante che migliora notevolmente le prestazioni. Lo stesso vale per la nuova 308 GTI, che sfrutta il nuovo pianale EMP2, più leggero e gustoso da guidare, con un 1.6 THP portato a 250 CV sulle versioni “base” e a 270 CV per le varianti più spinte, con differenziale autobloccante di serie.
Dopo l’addio nel 2021 alla 308 GTI, per oltre 5 anni non c’è stata una Peugeot dichiaratamente sportiva fino al debutto della 208 GTi elettrica, che con i suoi 281 CV è la Peugeot stradale con questa sigla più potente di sempre. Sarà in grado di riprendere in mano la tradizione GTi dalle migliori della famiglia? Dobbiamo attendere ancora qualche mese per scoprirlo, provandola su strada.