Scavano per costruire un'autostrada e trovano una città celtica sepolta da 2.000 anni: quando dei semplici lavori riscrivono la storia

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di Simone Bocca
30 marzo 2026, 14.45
Vista dall'alto di un sito archeologico in Repubblica Ceca
L'impressionante estensione dell'area ripresa dall'alto. © muzeumhk.cz
Capita raramente che un cantiere stradale si trasformi in una delle scoperte archeologiche più importanti di una regione. Eppure, è esattamente quello che è successo in Repubblica Ceca, dove i lavori preliminari per la costruzione della nuova autostrada D35 hanno portato alla luce un sito celtico dell'età del ferro vecchio di oltre 2.000 anni, esteso su circa 25 ettari e pieno di reperti che stanno riscrivendo la comprensione del commercio nell'Europa antica.

Una città, non un villaggio

La prima cosa che ha sorpreso gli archeologi del Museo della Boemia Orientale, che hanno condotto le ricerche in collaborazione con l'Università di Hradec Králové, non è stata tanto la presenza del sito, quanto la sua natura. Non si tratta di un accampamento o di un piccolo insediamento rurale, ma di una vera e propria città commerciale, con resti di abitazioni, probabili santuari e aree produttive. Un centro organizzato, con una funzione precisa: fare da nodo di scambio tra le grandi rotte commerciali dell'epoca.
Il sito è stato datato tra il III e il I secolo a.C., un periodo in cui i Celti dominavano gran parte dell'Europa centrale e settentrionale, ben prima che Roma estendesse la sua influenza su queste terre.

22.000 oggetti e centinaia di monete

Moneta celtica ritrovata dentro un sito archeologico in Repubblica Ceca
© muzeumhk.cz
I numeri del ritrovamento sono difficili da ignorare. Gli archeologi hanno recuperato oltre 22.000 oggetti archeologici, tra cui centinaia di monete celtiche d'oro e d'argento, stampi per la loro coniazione, gioielli di ogni tipo: spille, bracciali, perle di vetro, elementi decorativi in metallo e una grande varietà di utensili legati alla produzione artigianale.
Particolarmente significativa è la presenza di ambra e ceramiche di lusso, materiali che non si trovavano in questa zona e che quindi dovevano arrivare da lontano. La loro presenza è la prova concreta che il sito si trovava lungo la Via dell'Ambra, l'antica rotta commerciale che collegava le coste del Mar Baltico al Mediterraneo, attraversando buona parte del continente europeo.

Perché questa scoperta è così importante

Nell'immagine si vedono due archeologi che stanno scavando attentamente all'interno di un sito archeologico in Repubblica Ceca
© muzeumhk.cz
Come ha spiegato l'archeologo Tomáš Mangel a Live Science, "questo sito ci permette di capire meglio come erano organizzati questi insediamenti tra il III e il I secolo a.C." Il fatto che il sito non fosse fortificato è un dettaglio rilevante: suggerisce che si trattasse di un luogo aperto, pensato per accogliere commercianti e merci, non per difendersi dai nemici. Una scelta che conferma la sua vocazione commerciale più che militare.
C'è poi un elemento che rende questa scoperta ancora più preziosa dal punto di vista scientifico: il sito è rimasto intatto per duemila anni. Nessuna aratura profonda, nessun saccheggio, nessuna costruzione moderna aveva disturbato gli strati di suolo che lo nascondevano. Una rarità assoluta in Europa, dove la maggior parte dei siti antichi ha subito nel tempo alterazioni più o meno gravi.

Il commercio europeo prima di Roma

Quello che emerge da questa scoperta è un'immagine dell'Europa pre-romana molto più organizzata e interconnessa di quanto si potesse immaginare. I Celti non erano semplici guerrieri: erano artigiani, commercianti e costruttori di reti di scambio capaci di far circolare materie prime, oggetti lavorati e conoscenze tecniche attraverso migliaia di chilometri, senza strade asfaltate né sistemi logistici moderni.
Il sito della D35 è la prova materiale di tutto questo, uno spaccato preciso e ben conservato di come funzionava il commercio in un'epoca che spesso tendiamo a immaginare come caotica o primitiva.
E la cosa più curiosa? Lo hanno trovato proprio mentre stavano costruendo un'autostrada. Nello stesso posto dove, duemila anni fa, i Celti avevano già capito che passare di lì era una buona idea.
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