Palestrina: scoperto maxi-deposito di auto rubate pronte per il mercato nero

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09 febbraio 2026, 10.12
Carabinieri durante un'operazione di sequestro di una discarica abusiva piena di rifiuti speciali, tra cui carcasse di auto e pezzi di ricambi
Foto di La Repubblica
Blitz dei Carabinieri nelle campagne di Palestrina: individuata una centrale di smontaggio dove le vetture venivano cannibalizzate per alimentare il commercio illegale di ricambi. Denunciate due persone anche per reati ambientali.
Quello che sembrava il furto di una singola vettura ai danni di un giovane automobilista romano ha portato le forze dell'ordine a scoperchiare un vero e proprio centro logistico del crimine. I Carabinieri hanno individuato e sequestrato una centrale di stoccaggio e smontaggio di auto rubate situata nelle campagne di Palestrina, a sud-est della Capitale.
L'operazione è scattata in seguito alla denuncia di un ventottenne romano, vittima del furto della propria auto nel centro di Roma. Le indagini, condotte dai militari delle stazioni di San Cesareo e Palestrina, hanno permesso di tracciare il veicolo fino a un terreno isolato in via di San Pietro.

Il ritrovamento: scocche "cannibalizzate" e mercato nero

Una volta giunti sul posto, gli inquirenti si sono trovati di fronte a uno scenario inequivocabile: un'area adibita sistematicamente allo smantellamento di veicoli. Nel sito erano presenti diverse scocche già completamente "spogliate" delle carrozzerie e delle parti meccaniche nobili. Secondo le ricostruzioni degli investigatori, la finalità dell'attività illecita era alimentare il mercato nero dei pezzi di ricambio, un business parallelo sempre più fiorente.
Grazie ai controlli incrociati sui numeri di telaio e sulle targhe rinvenute, i Carabinieri sono riusciti a identificare otto automobili, tutte risultate rubate in un arco temporale recente, a partire dal novembre 2025.

Danni ambientali e denunce

L'operazione ha visto il supporto specialistico dei Carabinieri Forestali, il cui intervento si è reso necessario per valutare il grave impatto ecologico dell'attività. Le carcasse delle auto, infatti, giacevano abbandonate direttamente sul terreno nudo, che risultava ormai impregnato di oli esausti e liquidi motore sversati durante le operazioni di smontaggio.
Al termine del blitz, due uomini sono stati denunciati a piede libero. Le accuse a loro carico sono pesanti: oltre al reato di ricettazione, dovranno rispondere anche di reati legati all'inquinamento ambientale, data la contaminazione del suolo agricolo.
Le indagini dei militari di Palestrina non si fermano qui. L'obiettivo ora è risalire l'intera filiera criminale per identificare gli altri componenti dell'organizzazione e comprendere l'estensione della rete di vendita dei ricambi illeciti.
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