Germania, crollo di fiducia per Tesla: tre automobilisti su quattro escludono l'acquisto

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09 febbraio 2026, 10.35
Nuova Tesla - Model Y Standard Long Range Rear-Wheel Drive
Un sondaggio dell'Istituto Economico Tedesco svela il paradosso: nonostante la presenza della Gigafactory a Berlino, l'immagine controversa di Elon Musk e le sue posizioni politiche stanno allontanando i compratori tedeschi, favorendo la rimonta dei marchi nazionali.
La Tesla può anche aver stabilito una testa di ponte industriale nel cuore dell'Europa con la sua Gigafactory di Berlino, garantendo migliaia di posti di lavoro, ma gli automobilisti tedeschi non sembrano intenzionati a ricambiare il favore. Secondo un nuovo sondaggio condotto dall'Istituto Economico Tedesco, il marchio statunitense sta affrontando una crisi d'immagine senza precedenti nel Paese, con tre potenziali acquirenti su quattro che dichiarano di non voler prendere in considerazione l'acquisto di una Tesla.

I numeri della disaffezione

I dati emersi dalla ricerca dipingono un quadro preoccupante per il costruttore americano. Il 75% degli intervistati ha espresso un giudizio negativo sulla possibilità di acquistare una vettura del brand: nello specifico, circa il 60% ha definito l'acquisto "completamente fuori discussione", mentre un ulteriore 16% ha dichiarato che "probabilmente" non ne comprerebbe una.
Non si tratta di una semplice flessione, ma di un vero e proprio crollo della percezione del marchio, che trova riscontro nei dati di vendita: lo scorso anno, Tesla ha registrato un calo del 27% nelle immatricolazioni in Europa.
È fondamentale notare che questo rifiuto non è rivolto alla mobilità elettrica in sé. Secondo la Deutsche Welle (DW), lo stesso sondaggio evidenzia come i tedeschi siano aperti alla transizione energetica: circa un'auto nuova su cinque venduta in Germania è completamente elettrica e il 40% degli intervistati si dichiara propenso ad acquistare un veicolo a batteria, purché sia di un marchio tedesco.

Il "fattore Musk" e la polarizzazione politica

Gli analisti attribuiscono gran parte di questa disaffezione alla figura del CEO, Elon Musk. Le sue posizioni politiche sempre più esplicite hanno trasformato l'acquisto di una Tesla da una scelta tecnologica o ecologica a una dichiarazione di appartenenza "tribale".
In Germania, il supporto vocale di Musk al partito di estrema destra AfD, la sua vicinanza all'ex Presidente USA Donald Trump e le questioni legate ai dazi e alla sicurezza europea non sono passati inosservati. Il risultato è che Tesla ha perso il sostegno della sua base storica senza guadagnarne di nuova.
Il sondaggio mostra che tra i sostenitori dei Verdi tedeschi — tradizionalmente il bacino d'utenza più entusiasta per la mobilità elettrica — solo uno su dieci prenderebbe in considerazione una Tesla. Dall'altra parte dello spettro politico, i sostenitori dell'AfD mostrano generalmente scarso interesse per i veicoli elettrici a prescindere dal marchio, lasciando Tesla in una terra di nessuno.

La rivincita dei marchi tedeschi

Mentre Tesla perde terreno nella "corte dell'opinione pubblica", i costruttori storici tedeschi ne approfittano. BMW e Mercedes stanno guadagnando quote di mercato, offrendo alternative elettriche che non portano con sé il peso delle controversie legate alla Silicon Valley. Modelli come la nuova BMW iX3 stanno capitalizzando su questa apatia verso Tesla, registrando ordini quasi esauriti per l'anno in corso.
Nell'era dell'elettrico, software e autonomia restano cruciali, ma questo studio conferma che il "badge" sul cofano e i valori che esso rappresenta mantengono un peso determinante.

Il futuro di Tesla: oltre l'auto?

Tuttavia, Elon Musk potrebbe avere già lo sguardo rivolto altrove. Dopo aver rivoluzionato il mercato dell'auto, il CEO sembra intenzionato a puntare tutto sulla robotica e sui robotaxi, settori con un potenziale di profitto ancora maggiore. Secondo quanto riportato, Musk ha recentemente confermato che la produzione dei modelli storici, Model S e Model X, verrà interrotta questa primavera per fare spazio alla produzione del robot umanoide Optimus, segnando forse l'inizio di una nuova era per l'azienda, sempre più lontana dall'essere un semplice costruttore di automobili.
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