Le batterie delle auto elettriche durano più del previsto: lo studio che cambia le carte in tavola

Notizie
di Simone Bocca
24 febbraio 2026, 8.35
Degrado batterie auto elettriche
Per anni la domanda è stata sempre la stessa: “Sì, ma tra 8 o 10 anni la batteria quanto sarà degradata?”
Ora arriva lo studio più ampio mai realizzato nel Regno Unito sulle batterie delle auto elettriche usate, e i numeri raccontano una storia molto diversa da quella che molti temevano.

8.000 auto analizzate, 36 marchi coinvolti

L’analisi è stata condotta da Generational, società specializzata nella valutazione dello stato di salute delle batterie.
Il campione è tutt’altro che marginale:
  • 8.000 veicoli elettrici
  • 36 costruttori
  • Età compresa tra 0 e 12 anni
  • Chilometraggi da 0 a oltre 160.000 miglia
Il dato chiave?
Lo stato medio di salute (State of Health, SoH) è del 95%.
Un valore nettamente superiore al 70% che molti costruttori indicano come soglia per un’eventuale sostituzione in garanzia.

Anche le auto più anziane sorprendono

Le elettriche con 8-12 anni di vita mostrano:
  • SoH mediano dell’85%
  • Il 25% con valori più bassi si attesta comunque all’82%
  • Gli esemplari meglio mantenuti raggiungono ancora il 90% della capacità originale
Numeri che smontano l’idea di un decadimento rapido e drastico.
L’amministratore delegato di Generational, Oliver Phillpott, è stato molto chiaro:
“I dati mostrano che le batterie EV stanno performando oltre le aspettative, al contrario di quello che clienti e stakeholder sono stati portati a credere”.
E ancora:
“Con uno stato medio di salute (SoH) di oltre il 95%, e considerando che anche i modelli più vecchi superano i limiti delle garanzie, le basi tecnologiche risultano estremamente solide”.

Il chilometraggio non è il vero nemico

Uno dei punti più interessanti riguarda il rapporto tra chilometri percorsi e salute della batteria.
Secondo lo studio, modelli con oltre 100.000 miglia registrano frequentemente un SoH compreso tra 88% e 95%.
Questo significa che:
  • Un’auto recente ma molto utilizzata può avere una batteria in ottima forma.
  • Un modello più vecchio ma con pochi chilometri non è automaticamente “migliore”.
Un risultato che mette in discussione i tradizionali modelli di valutazione dell’usato basati solo su età e chilometraggio.

Impatto su assicurazioni e mercato dell’usato

Se le batterie degradano meno del previsto, le conseguenze sono importanti:
  • Le assicurazioni possono stimare meglio il rischio reale.
  • Le flotte aziendali ottengono una visione più precisa del costo totale di possesso.
  • Il mercato dell’usato elettrico diventa più prevedibile.
Secondo Philip Nothard, presidente della Vehicle Remarketing Association:
“I potenziali acquirenti di auto elettriche usate attribuiscono comprensibilmente grande importanza allo stato di salute della batteria. Devono poter avere fiducia che questo componente fondamentale e costoso del veicolo sia in grado di soddisfare le loro esigenze senza spiacevoli sorprese.”

Arrivano i “battery passport”?

Generational propone di standardizzare report ufficiali sullo stato della batteria, veri e propri battery passport, che accompagnerebbero l’auto nel mercato dell’usato.
Un documento certificato che indichi il SoH reale potrebbe diventare per le elettriche ciò che il libretto dei tagliandi è stato per le auto termiche.

La narrativa sta cambiando?

Il degrado della batteria è stato uno dei principali freni psicologici alla diffusione dell’auto elettrica, soprattutto nel mercato secondario.
Questi dati non eliminano completamente il problema — la degradazione esiste — ma suggeriscono che sia molto più graduale e gestibile di quanto si pensasse.
E forse, nei prossimi anni, la domanda non sarà più “quanto dura la batteria?”, ma “quanto abbiamo sottovalutato la sua durata?”.
Fonte: Autoexpress
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