Era una serata su invito, riservata a una platea selezionata
di ospiti, giornalisti e partner. Eppure l'inaugurazione del primo showroom
italiano di Denza, realizzata in collaborazione con il Gruppo Barchetti,
aveva tutto il ritmo e la cura di uno spettacolo pensato per stupire. E in
buona parte ci è riuscita.
Uno spettacolo prima delle auto
Prima ancora di vedere le vetture, ho ha assistito
a qualcosa di insolito per una concessionaria: uno spettacolo dal vivo. Una
direttrice guidava quattro ballerine, affiancate da due violiniste e una violoncellista, e non è un
dettaglio marginale sapere che gli strumenti erano alimentati dall'energia
delle macchine stesse, a sottolineare fin dall'inizio il fil rouge della
serata: la sostenibilità come valore, non come slogan.
Sulle note dello spettacolo, i teli che coprivano le vetture
sono stati rimossi in sequenza: prima da sinistra, poi da destra, infine al
centro. Un unveiling teatrale, costruito per creare attesa. E quando sembrava
finita, una porta si è aperta verso una stanza interamente vetrata su tre lati.
Visibile, eppure ignorata fino a quel momento, dove attendeva la Denza D9,
il nuovo minivan del marchio, che non era stato annunciato tra le vetture in
esposizione. Il colpo di scena finale di una serata che aveva già superato le
aspettative.
Sul palco: Barchetti, Grosso, Altavilla
Concluso lo spettacolo, si sono susseguiti sul palco i tre
protagonisti della serata. Andreas Barchetti, CEO del gruppo Barchetti, ha
aperto parlando dei valori del marchio e dell'impegno concreto verso la
sostenibilità: entro l'anno, il tetto dell'edificio sarà dotato di un impianto
fotovoltaico da 350 kWh, a conferma che la scelta di aprire il primo
showroom Denza in Italia non è stata solo commerciale, ma anche valoriale. Una
scelta coerente con la storia del Gruppo, realtà attiva da oltre 100 anni
nel settore automotive, oggi presente con 16 brand e oltre 30 sedi
sul territorio nazionale.
Alessandro Grosso, Country Manager di BYD e Denza
Italia, ha delineato con chiarezza la visione del marchio sul mercato italiano.
Bologna non è una scelta casuale: è uno snodo strategico tra Nord e Sud,
una città sensibile al cambiamento e sede, tra l'altro, della prima stazione
Flash Charging Denza in Italia, attualmente in fase di finalizzazione. Grosso
ha descritto il cliente Denza con parole precise: qualcuno che cerca eleganza,
design, tecnologia e cura dei dettagli. Qualcuno che vuole qualcosa di
diverso. E a margine dell'evento ha chiarito che la promozione non passerà
dalla pubblicità tradizionale, ma dal "cliente porta cliente"
e dalla presenza negli ambienti dell'élite: golf, vela, eventi esclusivi. Un
posizionamento che dice molto su dove Denza vuole stare nel mercato italiano.
I numeri che ha condiviso sono ambiziosi ma precisi: questo
è il primo di 12 showroom che apriranno entro fine anno in Italia, con
l'obiettivo dichiarato di superare l’attuale 3% di quota di mercato e 50.000
vetture vendute (il tutto realizzato in soli due anni).
Alfredo Altavilla, Special Advisor per l'Europa di
BYD, ha chiuso con la visione più ampia. Denza è il manifesto tecnologico
del gruppo BYD: un laboratorio avanzato dove si sviluppano soluzioni che
poi scendono sull'intera gamma. Le tecnologie ibride plug-in che superano i
1.000 cavalli, l'architettura ad alta tensione, la ricarica ultraveloce.
Altavilla sa che portare un brand premium cinese in Europa è una scommessa, ma
la affronta con la sicurezza di chi ha già visto i numeri: "BYD ama
l'Italia, BYD ama l'Europa", ha ribadito, ricordando che la produzione
locale in Ungheria è già avviata e che la filiera di componentistica europea è
parte integrante della strategia.
Le vetture: Z9 GT e D9
Chi non conosce Denza si trova di fronte a un marchio con
una storia più lunga di quanto si potrebbe pensare: fondato nel 2010 come
joint venture tra BYD e Daimler, ha lanciato il suo primo veicolo nel 2014
e si è poi completamente rinnovato quando Mercedes-Benz ha ceduto la propria
quota, lasciando BYD libera di trasformarlo in qualcosa di più ambizioso.
Le protagoniste ufficiali della serata erano due, e dal vivo fanno la loro figura. La Denza
Z9 GT è una shooting brake lunga 5,18 metri, bassa, muscolosa, firmata dal
designer Wolfgang Egger (ex Audi, Lamborghini e Alfa Romeo) che già da
solo è una garanzia di credibilità sul fronte stilistico. Disponibile sia in
versione completamente elettrica che ibrida plug-in DM-i, la Z9
GT si propone come una soluzione premium per chi non vuole scegliere tra
autonomia, prestazioni e flessibilità. La versione elettrica tocca i 270
km/h e scatta da 0 a 100 in 2,7 secondi; quella ibrida spinge la
potenza complessiva fino a 775 CV. Non è un'auto che passa inosservata,
e non è pensata per farlo.
La Denza D9 cambia completamente registro. È un minivan
di lusso a 7 posti, lungo 5,25 metri, con un'anima da prima classe: sedili
posteriori "zero gravity" progettati per il massimo comfort
nei lunghi viaggi, sistema audio Devialet (presenti anche nella Z9 GT) di
alto livello e finiture interne di grande pregio. Il motore ibrido plug-in
garantisce fino a 210 km di autonomia elettrica e oltre 950 km di
percorrenza totale con batteria carica e pieno di carburante. È la risposta
di Denza a chi cerca un minivan executive su sette posti, un segmento in cui
l'offerta in Italia è quasi inesistente.
Di persona posso assolutamente confermare quella sensazione di "premium" che Denza voleva trasmettere. Gli interni di entrambe le vetture escono completamente dai canoni finora visti da BYD, trasportando il guidatore e i passeggeri in una nuova dimensione di comfort e lusso. Quello che resta, dopo averle viste dal vivo, è una curiosità difficile da tenere a bada: come si comportano su strada? La Z9 GT con quei 775 CV e una silhouette così bassa e tesa promette un carattere che si intuisce già stando fermi, mentre la D9 invita a immaginarla in autostrada, seduti nei suoi zero gravity con il Devialet che suona. Un test drive è decisamente d'obbligo, e noi non vediamo l'ora.