Alcolock al via: sicurezza a caro prezzo tra auto incompatibili e il "paradosso" delle famiglie

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24 febbraio 2026, 10.50
alcolock dispositivo inquadratura stretta
Da oggi il nuovo Codice della Strada compie un passo decisivo verso la tolleranza zero: debutta ufficialmente l'Alcolock. Il Ministero dei Trasporti ha infatti pubblicato l'elenco dei dispositivi autorizzati, degli installatori e dei modelli compatibili. L'obiettivo è nobile e chiaro: impedire a chi è stato condannato per guida in stato di ebbrezza di mettersi al volante se ha bevuto anche solo un sorso d'alcol.
Tuttavia, tra la teoria e la pratica si interpone un percorso a ostacoli. Federcarrozzieri, l'associazione nazionale delle autocarrozzerie, ha lanciato un duro monito, evidenziando come l'applicazione di questa misura rischi di trasformarsi in un salasso economico e in un groviglio tecnico per molti italiani.
Ecco quali sono le principali criticità emerse.

1. Il muro tecnologico: l'anzianità del parco auto

La regola parla chiaro: chi è stato condannato per un tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l o 1,5 g/l, per riottenere la patente dovrà guidare esclusivamente veicoli dotati di Alcolock, un etilometro collegato all'accensione che blocca il motore se il tasso non è pari a zero. Il problema? L'Italia ha un parco auto tra i più vecchi d'Europa, con un'età media di circa 13 anni. Federcarrozzieri avverte che, dal punto di vista tecnico, su moltissime vetture datate sarà fisicamente impossibile installare la centralina del dispositivo, rendendo di fatto inapplicabile la norma per una vasta fetta di cittadini.

2. Una stangata da 2.000 euro e il rischio "monopolio"

La sicurezza ha un prezzo, e in questo caso è decisamente alto. Il presidente di Federcarrozzieri, Davide Galli, ha snocciolato i numeri di quella che si preannuncia come una vera e propria stangata:
  • Installazione: circa 2.000 euro per singola vettura.
  • Costi accessori: a questa cifra andranno sommate le spese per la taratura periodica (obbligatoria per legge), la manutenzione ordinaria e l'acquisto continuo dei boccagli monouso.
A peggiorare il quadro economico c'è la questione degli installatori. Non tutte le carrozzerie a norma di legge potranno montare l'Alcolock, ma solo quelle indicate dal produttore e inserite nell'elenco del Ministero. Secondo l'associazione, questa restrizione viola le norme sulla libera concorrenza, riducendo le opzioni per gli automobilisti e innescando un probabile, e ingiustificato, rialzo dei prezzi.

3. Il paradosso dell'auto condivisa

C'è infine un aspetto pratico che rischia di complicare la vita quotidiana di molti nuclei familiari: l'auto unica. Se un membro della famiglia viene condannato e ha l'obbligo dell'Alcolock, il dispositivo dovrà essere installato sull'auto di famiglia. Di conseguenza, qualsiasi persona si metta al volante di quella vettura – dal coniuge al figlio neopatentato, pur non avendo alcuna pendenza penale – sarà obbligata a soffiare nel dispositivo e dovrà avere un tasso alcolemico rigorosamente pari a zero per far partire il motore. Una restrizione "di riflesso" che solleva interrogativi sulla gestione pratica della mobilità familiare.
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