Nel 2012, con gli ultimi esemplari della California,
Ferrari
diceva ufficialmente addio al cambio manuale per rincorrere la massima
efficacia cronometrica dei sistemi a doppia frizione. Oggi la casa di Maranello
sembra intenzionata a tornare sui suoi passi, ma con una svolta tecnologica che
promette di dividere i puristi: un pedale della frizione completamente digitale
e privo di qualsiasi collegamento meccanico diretto con la trasmissione.
I ricercatori hanno infatti individuato un nuovo brevetto
depositato da Ferrari che introduce il concetto di clutch-by-wire
(frizione assistita elettronicamente). Se i sistemi frenanti, l'acceleratore e
persino lo sterzo sono ormai ampiamente digitalizzati, l'estensione di questa
tecnologia alla frizione rappresenta l'ultimo tentativo di fondere l'era
analogica con quella digitale.
Come funziona il sistema "Clutch-by-Wire" di Maranello
Nei sistemi manuali tradizionali, la pressione del piede
aziona un cavo o un circuito idraulico che scollega fisicamente il motore dal
cambio. Nei simulatori di guida commerciali (come quelli per PC o console), il
terzo pedale è regolato da semplici molle che spesso non restituiscono il
giusto feeling.
Ferrari ha voluto superare questo limite progettando un
meccanismo che replica fedelmente la resistenza dinamica di una vera frizione.
Secondo i documenti del brevetto, il sistema utilizza:
- Un
pistone e una molla integrati, studiati per esercitare una pressione
naturale contro il piede del conducente.
- Un
profilo a camma calibrato, posizionato nel punto di contatto tra il
pedale e il pistone. L'angolazione della camma varia lo sforzo richiesto
durante la corsa, imitando il tipico "punto di stacco" e
garantendo un ritorno preciso della leva quando si solleva il piede.
La soluzione viene descritta nei documenti come
"relativamente semplice ed economica", risolvendo i problemi di
complessità e ingombro dei precedenti prototipi elettronici.
Elettriche, ibride o termiche: dove sarà applicato?
Il dettaglio più enigmatico del brevetto riguarda la sua
destinazione d'uso. Ferrari non specifica la tipologia di motorizzazione,
limitandosi a indicare che l'invenzione è destinata a "veicoli
stradali". Questo lascia aperte diverse e affascinanti interpretazioni
ingegneristiche:
- Sui
motori endotermici tradizionali: Potrebbe gestire una frizione
meccanica classica eliminando i rinvii idraulici.
- In
combinazione con cambi automatici o a doppia frizione: Il pedale
servirebbe a segnalare alla centralina l'intenzione di effettuare una
cambiata, consentendo al software di tagliare temporaneamente la potenza
per simulare perfettamente il comportamento di un cambio manuale.
- Sulle
future supercar elettriche (EV): Seguendo l'esempio di quanto fatto da
Hyundai con la Ioniq 5 N, Ferrari potrebbe utilizzare il terzo pedale per
restituire il coinvolgimento tattile e l'emozione delle marce simulate su
una vettura a zero emissioni.
Una svolta filosofica: dalle prestazioni all'emozione
L'archiviazione del cambio manuale da parte di Ferrari era
stata dettata da una logica puramente prestazionale: i cambi a doppia frizione
sono matematicamente più veloci di qualsiasi guidatore umano. Tuttavia, il
mercato odierno mostra una crescente nostalgia per il coinvolgimento alla
guida, come dimostrato anche da soluzioni simili adottate da case come
Koenigsegg con la sua trasmissione Light Speed.
Resta da capire come reagirà la clientela di fronte a una
frizione artificiale. Per i puristi potrebbe trattarsi di una finzione
tecnologica inaccettabile; per altri, potrebbe rappresentare l'unico modo per
salvare il piacere della guida analogica in un futuro dominato
dall'elettrificazione.