“Date a un bambino un foglio di carta, dei colori e chiedetegli di disegnare un'automobile, sicuramente la farà rossa”. Questa è una delle frasi più celebre di Enzo Ferrari, che intendeva celebrare il legame tra il colore rosso, simbolo di passione e velocità, e le automobili sportive, soprattutto le Ferrari.
Il colore rosso, del resto, è uno di quelli più utilizzati nel mondo dell’auto proprio per questa sua doppia anima di simbolo di velocità e di pericolo, ma anche di passione e amore. Sono rosse le zone da non superare del contagiri, così come le spie più spaventose del quadro strumenti. Rosse come i dettagli di tante versioni sportive, con loghi iconici come GTI, S ed RS per Audi o le carrozzerie delle Ferrari e di altre Supercar.
Il rosso, però, è anche il colore dell’amore, della passione, ed è il simbolo di tante cose, tra cui il giorno di San Valentino. Per festeggiare il giorno degli innamorati, abbiamo deciso di scoprire cinque “Rosse” che ci hanno fatto innamorare nella storia dell'auto.
Perché il rosso è legato al mondo delle auto?
Prima di vedere nel dettaglio le cinque auto protagoniste di questa speciale classifica, è doveroso capire perché il rosso è così amato e centrale nel mondo dell’auto. Questa tinta, infatti, ha da sempre un importante significato universale, che va dalla passione alla fratellanza, e arriva al sangue e alla fatica. Non è un caso, infatti, che il rosso sia il colore dell’amore, in quanto prende spunto dal colore del sangue che ci permette di vivere, e quindi di provare emozioni.
Questo colore è poi il simbolo di resistenza, lotta e anche di intere guerre, e non è un caso che sia presente in così tante bandiere nazionali in giro per il mondo. Guardando il nostro Tricolore, ad esempio, il rosso è affiancato a bianco e verde come ricordo del sangue versato dai martiri e dagli eroi nazionali per permettere l’indipendenza e la creazione della patria degli italiani.
Tornando alle auto, ovviamente il legame tra il rosso e le automobili più iconiche al mondo è differente. Oltre al suo valore simbolico, infatti, l’affermazione di questa tinta deriva… da una decisione d’ufficio. Negli anni ’20, l’allora giovane Federazione Internazionale dell’Automobile (la FIA) decise di uniformare le Case produttrici di ogni Stato sovrano sotto un unico colore nazionale per permettere agli spettatori di capire la provenienza delle vetture. Se al Regno Unito fu assegnato il verde e alla Francia il blu, il rosso fu scelto come tinta per l’Italia.
Fu così che aziende come Ferrari, Maserati, FIAT, Alfa Romeo, Lancia e, nelle moto, MV Agusta, Ducati e molte altre scesero in pista con una loro tonalità di rosso, e i successi in campo internazionale di queste vetture resero immortale l’unione tra la carrozzeria rossa, la velocità e le vittorie. Tutto considerato, quindi, è facile capire come mai il rosso sia ancora oggi il colore della velocità, della passione per l’automobile, nonché il colore di base anche di Autoappassionati.
Menzioni d’onore
Abbiamo, così, scelto cinque auto che, appena vengono immaginate nella mente di ogni appassionato, compaiono proprio di questo colore, cinque “Rosse” impresse nell’immaginario collettivo. Per fare ciò, abbiamo dovuto escludere alcune vetture, alcune iconiche e indimenticabili, altre un po’ meno conosciute.
Sarebbe stato troppo facile, ad esempio, inserire una qualsiasi Ferrari di Formula 1, dall’ultima SF-26 alle indimenticabili V10 come la F2004, passando per le storiche Ferrari 312-T o la 156 F1, prima Ferrari a laurearsi Campione del Mondo Costruttori in Formula 1 nel 1961. Tra le menzioni d’onore, poi, non possiamo dimenticare altre italiane celebri come le Maserati che hanno corso nei Gran Premi tra gli anni ’30 e ’40 e poi in Formula 1 fino agli anni ’60, così come la Lancia D50, F1 del 1955 tanto veloce quanto “ceduta” a Ferrari dopo la morte di Alberto Ascari, allora pilota Lancia.
Tra le F1 rosse non italiane, poi, spiccano le McLaren con livrea bianco-rossa Marlboro, mentre tra le auto stradali che hanno colpito con la verniciatura scarlatta non possiamo dimenticare la prima Volkswagen Golf GTI, caratterizzata anche dai dettagli in color rosso, così come la Dodge Viper, cattivissima Supercar analogica anni ’90 e ’00, o l'americanissima Dodge Challenger Hellcat. Tra le sportive, poi, non possiamo dimenticare la prima BMW M3, la E30, che in color Henna Rot colpiva gli sguardi negli anni ’80, e la Mitsubishi Lancer Evo, celeberrima in rosso (colore simbolo di Mitsubishi) e contrapposta, negli anni di dominio nipponico nel WRC, al WR Blue Pearl delle Subaru Impreza.
La principale menzione d'onore, però, va a quella che, secondo molti, è l'auto più bella mai creata: l'Alfa Romeo 8C Competizione. Questa speciale Alfa realizzata sulla base della già splendida Maserati GranTurismo prende vita proprio se verniciata nel classico Rosso Alfa, tanto che l'abbiamo scelta come copertina di questo speciale. Per una volta, però, lasciamo spazio ad altre cinque auto che, seppur non raggiungano le vette della 8C, meritano di essere amate, anche in rosso.
Mazda MX-5 ND - Soul Red Crystal
Non serve spendere una fortuna per avere una “rossa” come si deve. Tra le auto celebri per essere rosse non può mancare la Mazda MX-5. Se, infatti, già la prima generazione della Miata, la NA, è stata molto apprezzata con un classico rosso pastello (riproposto, con meno fortuna in Europa, anche sulle successive NB ed NC), è l’attuale generazione della MX-5, la ND, ad aver ottenuto grande successo in tinte purpuree.
Il merito non è solo della piccola spider giapponese, piccola (è lunga solo 3,92 metri), simpatica e iper-divertente da guidare, ma anche della verniciatura in sé. Nel 2013, infatti, Mazda ha lanciato un colore diventato celebre tra gli appassionati, il Soul Red Crystal. È un colore molto saturo, che si sposa bene con le auto pulite e sinuose, come tutte le ultime Mazda che seguono il linguaggio stilistico del Kodo Design.
Verniciato in tre fasi e in tre strati, con scaglie di alluminio nel primo strato, è un colore che cambia sotto la luce diretta del sole, riesce a dare profondità alle auto su cui è steso e a darle vita.
Sulla piccola MX-5, il Soul Red funziona alla grande, e la rende ancora più riconoscibile per strada. Capace di essere più scuro e aggressivo con un meteo più cupo e nuvoloso, con la luce la tonalità si accende, e rende ancora più bella e simpatica la piccola roadster della Casa nipponica. Il Soul Red Crystal, poi, funziona bene su tutte le ultime Mazda, dalla
Mazda 3 (provata da noi proprio con il Soul Red) all'enorme CX-60.
Ferrari F40 – Rosso Corsa
Una Ferrari non può di certo mancare in questa speciale classifica, e abbiamo scelto, forse, la più “rossa” tra le Ferrari stradali: la F40. La leggendaria Supercar del Cavallino è una delle automobili più iconiche della storia. L’ultima auto stradale ad essere approvata da Enzo Ferrari, nata per festeggiare i 40 anni di vita del Cavallino, è stata anche il punto massimo dell’evoluzione dei motori turbo per vetture di serie di Maranello.
Grazie al suo 2.9 V8 biturbo da 478 CV, la F40 è in grado di arrivare a 324 km/h, una velocità che, nel luglio del 1987, la rese l’auto più veloce del mondo. Le sue linee, disegnate da Aldo Brovarone, Nicola Materazzi e Pietro Camardella, sono semplici e pensate per la massima efficienza, e il peso di soli 1.100 kg. La F40 è una “bestia” diversa da tutte le altre Ferrari venute prima e dopo di lei, in quanto è spartana e rude, con soluzioni tecniche all’avanguardia come la carrozzeria in carbonio e kevlar.
A farla entrare in questa classifica, però, è la verniciatura Rosso Corsa, l’unica disponibile per la F40. Esatto: la F40 si poteva comprare solamente rossa. Punto. Tutte le varianti che si sono viste, dagli esemplari gialli a quelli bianchi, passando per le F40 nere, sono tutte vetture modificate, in quanto tutte le 1.311 vetture prodotte sono uscite dalla fabbrica di Maranello verniciate dell’iconico rosso. Per risparmiare quanto più peso possibile, lo strato di vernice originale è così sottile da permettere di vedere, sotto la luce del sole, la trama della fibra composita dei pannelli della carrozzeria: semplicemente iconica. Rossa era anche la F40 che, nel 2025, ha vinto il premio di Best of Show al "nostro" Concorso d'Eleganza Festivalcar.
Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio – Rosso Etna
Un’Alfa Romeo è d'obbligo in questa speciale classifica di “rosse” da sogno. Il Rosso Alfa è, come il Rosso Corsa di Ferrari, uno dei colori più riconoscibili del mondo dell’automobile. Inizialmente più scuro, questo colore ha accompagnato tutti i modelli più importanti della storia del Biscione, dai successi nelle competizioni tra Le Mans, Gran Premi e Formula 1 fino alle stradali più amate come la Giulia GT, la Giulietta Sprint o, in tempi più recenti, la splendida 8C Competizione. Dal 2016, poi, Alfa Romeo è tornata a proporre una vera sportiva a trazione posteriore con un motore degno di una Supercar, la Giulia Quadrifoglio.
La berlina della Casa del Biscione è un’automobile da veri appassionati anche nelle sue versioni più tranquille, grazie all’eccellente pianale Giorgio, alla sua dinamica di guida gustosa e goduriosa, apprezzabile anche dal punto di vista stilistico grazie a linee semplici, pulite ma sportive, in pieno stile Alfa Romeo. Al top della gamma, però, c’è la Quadrifoglio, spinto dal 2.9 V6 biturbo 690T, un sei cilindri da 510 CV (520 dal 2023) e che, unito al telaio e alla sola trazione posteriore, regala grandi emozioni.
Questa berlina sportiva italiana “lavora bene” anche con altre tinte come il Blu Montecarlo, il Bianco Trofeo o, in tempi più recenti, in Verde Montreal o Ocra GT Junior, da il suo meglio in
rosso. Nel corso della carriera della Giulia Quadrifoglio, la superberlina del Biscione ne ha vestito
diverse tonalità, dal classico Rosso Alfa al
Rosso Competizione, passando per l’ultimo Rosso Villa d’Este, un tristrato verniciato direttamente dalla divisione Fuoriserie di Maserati. Il mio preferito, però, è il
Rosso Etna, una tonalità più scura e misteriosa che ha “vestito” la
Giulia Quadrifoglio Super Sport che ho avuto la fortuna di provare.Audi Sport quattro – Tornado Rot
Sebbene avremmo potuto scegliere altre vetture da rally iconiche, come la Lancia Delta S4 Stradale disponibile anche in Rosso Metallizzato Micalizzato, tra le derivate dal Gruppo B c’è un’altra sportiva che viene immediatamente in mente pensando al rosso: l’Audi Sport quattro (nome da scrivere rigorosamente minuscolo). Prodotta tra il 1983 e il 1984 in soli 224 esemplari stradali, la Sport quattro è una vera Homologation Special, ovvero un’auto stradale progettata e costruita con l’unico scopo di omologare la variante da competizione, che avrebbe vinto il Campionato del Mondo Rally nel 1984.
La sua natura di “Frankenstein” pensato per le corse è visibile immediatamente: quando la si guarda, infatti, si notano il passo cortissimo e gli sbalzi davvero ampi, i passaruota bombati e le tantissime prese d’aria tra cofano, paraurti anteriore e posteriore. L’obiettivo di chi l’ha progettata, infatti, non era quello di creare un’auto stradale, quanto di realizzare la vettura da rally a trazione integrale perfetta. Il passo, per esempio, è accorciato di ben 32 cm rispetto alla Coupé da cui deriva per migliorare l’agilità nei percorsi tortuosi.
Il motore è anteriore longitudinale a sbalzo, ovvero davanti all’asse delle ruote, mentre la trazione integrale ha tre differenziali (il centrale e il posteriore bloccabili) e il motore è il leggendario 2.1 cinque cilindri turbobenzina di casa Audi, che sulla versione stradale ha ben 306 CV e 370 Nm, numeri da capogiro per l’epoca. Disponibile in diversi colori, tra le possibilità Audi lasciò un ben poco teutonico rosso acceso, il Tornado Rot, un colore oggi rarissimo e molto ricercato dai collezionisti, ma che rende ancora più riconoscibile e leggendaria questa sportiva bella solo per gli occhi dei veri appassionati.
Austin Mini Cooper S “33 EJB” – Tartan Red
Non posso che concludere con un’auto che ha sempre significato tanto per me, nonché per il mondo dell’automobile: la leggendaria 33 EJB, la Austin Mini Cooper S che, nel 1964, vinse contro ogni pronostico il Rally di MonteCarlo per poi ripetersi anche nel 1965 e nel 1967. Sono sicuro che ti starai domandando: perché una Mini, un’auto inglese, era verniciata di rosso?
Le vetture da corsa della British Motor Corporation come le Austin-Healey, le MG e, appunto, le Mini, erano tradizionalmente rosse per contrapporsi alle “altre” auto da corsa inglesi verniciate nel classico British Racing Green, ma il nome scelto per questa tonalità è 100% British: Tartan Red, come il celeberrimo tessuto scozzese. Le Mini Cooper S, poi, erano dotate di un tetto a contrasto bianco, che le rendeva più visibili in velocità con questa tonalità bicolore. Il nome con cui è nota, 33 EJB, è la targa dell’esemplare che Paddy Hopkirk guidò a Monte Carlo nel 1964: le auto da corsa inglesi d'epoca si identificano sempre dal numero di targa.
Guidata dall’Irlandese Volante, la piccola Mini poteva contare su un piccolo motore Austin A-Series quattro cilindri da 1.071 cm3 elaborato dalla Cooper, storica scuderia di successo anche in Formula 1 (vinse nel 1959 e nel 1960 con Jack Brabham il Mondiale, primo team non-Casa automobilistica a riuscirci). Con soli 70 CV, la piccola inglese non pareva avere possibilità. La celebre numero 37, però, grazie ad un peso di soli 635 kg, alla trazione anteriore e alla sua proverbiale agilità, riuscì a battere tutte le rivali, ben più potenti e cattive, entrando nella storia come una delle auto rosse più iconiche e amate di sempre.