La targa sui monopattini obbligatoria dal 16 maggio: ecco le multe per chi non si adegua

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11 maggio 2026, 10.44
monopattino elettrico
Il 16 maggio scade il termine per dotarsi del contrassegno identificativo. Tra ritardi della Motorizzazione e incertezze normative, Assoutenti lancia l'allarme: "Serve chiarezza per chi è ancora in attesa del documento".
Si avvicina una data spartiacque per la micromobilità urbana in Italia. Entro il prossimo 16 maggio, tutti i proprietari di monopattini elettrici dovranno aver regolarizzato la propria posizione dotando il mezzo di una targa obbligatoria. Per i ritardatari o per chi deciderà di ignorare la nuova normativa, il rischio è una sanzione amministrativa che può oscillare tra i 100 e i 400 euro.
L’allarme è stato lanciato da Assoutenti, che sottolinea come il percorso verso la legalità dei piccoli mezzi elettrici sia tutt’altro che privo di ostacoli. Se da un lato l'obiettivo è aumentare la sicurezza e la rintracciabilità dei conducenti, dall'altro i cittadini si scontrano con costi vivi e lungaggini burocratiche.

I costi della regolarizzazione

Mettersi in regola ha un prezzo che varia a seconda della modalità scelta. Per chi decide di gestire la pratica autonomamente attraverso il Portale dell’automobilista, la spesa si aggira intorno ai 35 euro, comprensivi di bolli e diritti di motorizzazione. Per chi preferisce affidarsi a un’agenzia di pratiche auto, semplificando l’iter ma aumentando l'esborso, il costo sale a circa 80 euro.
Una volta ottenuto, il contrassegno deve essere applicato in modo permanente e ben visibile sul parafango posteriore o sul piantone dello sterzo, rispettando precisi criteri di leggibilità e orientamento.

Il nodo burocratico: appuntamenti oltre il limite

Il vero punto critico sollevato dall’associazione dei consumatori riguarda l’efficienza degli uffici provinciali. A causa dell’elevato numero di richieste, molti utenti hanno ottenuto appuntamenti per il ritiro della targa in date successive alla scadenza del 16 maggio.
Nonostante la Motorizzazione stia monitorando la situazione e ampliando l’offerta di slot disponibili, il rischio di trovarsi "scoperti" è reale. "Il Mit deve chiarire con urgenza se chi ha già presentato domanda possa circolare senza incorrere in sanzioni in attesa della consegna fisica del contrassegno", ha dichiarato Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti.

Assicurazione: c’è tempo fino a luglio

Se per la targa il tempo stringe, per l’assicurazione obbligatoria è stata concessa una breve boccata d'ossigeno. Su pressione dell’Ania, l’obbligo della polizza è slittato al 16 luglio. Tuttavia, non sarà possibile ricorrere alla classica "RC capofamiglia": la nuova normativa prevede infatti una polizza specifica che deve riportare obbligatoriamente il codice del contrassegno del mezzo.

Niente indennizzo diretto per i primi due anni

Un’ulteriore novità riguarda la gestione dei sinistri. Per i primi 24 mesi non sarà attivo il sistema dell’indennizzo diretto. In caso di incidente, il danneggiato non potrà rivolgersi alla propria compagnia, ma dovrà richiedere il risarcimento all’assicurazione del responsabile, secondo la procedura ordinaria. Questo periodo di "stand-by" servirà al Ministero delle imprese e del made in Italy (Mimit) e all’Ivass per monitorare i costi dei risarcimenti e stabilire, in futuro, tariffe forfettarie su base nazionale.
Mentre il conto alla rovescia prosegue, resta l'incognita su come le forze dell'ordine gestiranno i primi giorni di controlli, specialmente nei confronti di chi, pur volendo rispettare la legge, resta impigliato nelle maglie della burocrazia.
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