Il marchio di Milwaukee cede alle richieste del mercato e
annuncia per il 2027 il ritorno dell'iconico bicilindrico. Un'inversione di
rotta per arginare il crollo delle vendite e riconquistare la clientela
storica.
A volte, per poter guardare al futuro, un'azienda è
costretta a fare un passo indietro. È questa la filosofia pragmatica alla base
dell'inaspettato annuncio di Harley-Davidson, che ha ufficializzato il
ritorno in produzione della storica Sportster 883 raffreddata ad aria a
partire dal 2027. Una mossa che segna una netta correzione di rotta
rispetto alle recenti strategie del marchio, offrendo al contempo un listino
d'attacco particolarmente aggressivo, fissato intorno ai 10.000 dollari.
La decisione è stata comunicata dal nuovo CEO, Artie
Starrs, durante la presentazione dei risultati trimestrali e del nuovo
piano industriale, significativamente denominato "Back to the
Bricks". Un riferimento non solo ai mattoni della storica sede di
Juneau Avenue, ma soprattutto alla volontà di tornare alle origini per ricucire
lo strappo con una vasta fetta di motociclisti, progressivamente allontanati da
listini sempre più elitari e da innovazioni tecniche non sempre digerite dallo
zoccolo duro degli appassionati.
Un salvagente per i bilanci aziendali
La riproposizione della 883 non è un mero esercizio di
nostalgia, ma una necessaria risposta alle complesse dinamiche di mercato. Dal
2019 a oggi, il colosso americano ha registrato un crollo delle vendite del
40%. La recente Sportster dotata del moderno motore Revolution Max
raffreddato a liquido, proposta a cifre intorno ai 16.000 euro, non è riuscita
a fare breccia nel cuore dei puristi. Al contrario, la reintroduzione del
modello ad aria si è rivelata la richiesta principale da parte delle reti di
concessionari a livello globale, da Francoforte a Shanghai.
Per quanto riguarda la logistica, la produzione destinata al
mercato statunitense tornerà negli storici stabilimenti di York, in
Pennsylvania. I modelli destinati ai mercati internazionali, invece, saranno
assemblati in Thailandia. Questa scelta industriale punta a contenere i
costi di produzione per mantenere competitivo il prezzo finale, sebbene resti
da valutare la reazione dell'ala più tradizionalista della clientela. Il prezzo
per il mercato europeo non è ancora stato definito, ma i 10.000 dollari
annunciati per gli USA rappresentano un posizionamento strategico notevole:
l'ultimo modello uscito di produzione nel 2022 (la Iron 883) partiva da oltre
10.700 dollari, cifra antecedente alla recente ondata inflazionistica.
Il ritorno del V-Twin da 45°
Dal punto di vista ingegneristico, l'annuncio rappresenta
una parziale smentita delle posizioni assunte dall'azienda pochi anni fa. Il
classico V-Twin da 45 gradi era stato infatti pensionato nel 2022, con
la motivazione ufficiale dell'impossibilità di fargli superare le stringenti
normative antinquinamento europee. Oggi, i vertici confermano che il cuore
meccanico della nuova 883 sarà proprio quell'iconico propulsore, che verrà
sottoposto ai necessari aggiornamenti tecnici per rientrare nei parametri
omologativi odierni, pur mantenendo elementi estetici imprescindibili come il
caratteristico airbox tondo.
In attesa di conferme ufficiali sulle specifiche finali, gli
addetti ai lavori ipotizzano prestazioni in linea con il passato: circa 54
CV di potenza a 6.000 giri e 73 Nm di coppia a 3.750 giri, per un
peso in ordine di marcia vicino ai 247 kg. L'impostazione di guida dovrebbe
ricalcare le geometrie storiche, con manubrio basso e pedane centrali,
accoppiate a una sella biposto ribassata e a una strumentazione più voluminosa,
presumibile segnale dell'introduzione di un display digitale.
Una nuova gamma d'accesso
Il piano "Back to the Bricks" non si esaurisce con
la sola 883. Ad affiancare il ritorno della Sportster ci sarà anche la Sprint,
una inedita monocilindrica da 440 cm³ che riprende una denominazione del
passato di Milwaukee. Con queste due mosse, Harley-Davidson ricostruisce di
fatto la propria gamma d'accesso, puntando a intercettare nuovi motociclisti e,
contemporaneamente, a rimettere in sesto i bilanci di uno dei marchi più
celebri della storia delle due ruote.