Un normale controllo di viabilità si è trasformato in
un'intensa caccia all'uomo lungo l'autostrada A1. Lo scorso 15 febbraio 2026,
l'intuizione di una pattuglia della Polizia ha portato al recupero di un
bottino di ingente valore e al sequestro di un veicolo rubato. I tre
sospettati, tuttavia, sono riusciti a dileguarsi nelle campagne e sono
attualmente ricercati.
La dinamica dell'inseguimento
L'episodio si è verificato all'altezza del chilometro 186
della carreggiata nord dell'autostrada A1, in territorio bolognese. Gli agenti,
avendo notato una vettura sospetta, hanno intimato l'alt per procedere a un
controllo di routine. La reazione degli occupanti ha immediatamente confermato
i sospetti delle forze dell'ordine: anziché accostare in sicurezza, il
conducente ha arrestato bruscamente la marcia a bordo carreggiata. I tre
individui presenti all'interno dell'abitacolo sono scesi precipitosamente e si
sono dati a una fuga rocambolesca a piedi, facendo perdere le proprie tracce
attraverso i campi limitrofi.
Il ritrovamento: pietre preziose e strumentazione illecita
La successiva perquisizione del veicolo abbandonato ha
chiarito i motivi della fuga. All'interno dell'abitacolo, la Polizia ha
rinvenuto una sacca contenente cinque diamanti, la cui provenienza e il cui
valore esatto sono ora oggetto di perizia tecnica.
Insieme alle pietre preziose, le forze dell'ordine hanno
sequestrato:
- Numerosi
arnesi da scasso, suggerendo che i tre fuggitivi fossero un gruppo
criminale specializzato e preparato.
- Diverse
targhe automobilistiche, presumibilmente utilizzate per eludere i
controlli elettronici (come i varchi autostradali e i sistemi di
videosorveglianza) e depistare le indagini.
I controlli incrociati sul telaio della vettura hanno
inoltre confermato che l'automobile era provento di un furto, denunciato nella
provincia di Bergamo nel gennaio di quest'anno.
Indagini e caccia all'uomo
Le indagini sono in pieno svolgimento. Le autorità hanno
immediatamente diramato le ricerche nell'area metropolitana di Bologna e nei
comuni confinanti. La Polizia ha inoltre intensificato i controlli e i posti di
blocco sul territorio, con un duplice obiettivo: intercettare i tre
responsabili ancora a piede libero e mappare eventuali altri colpi messi a
segno dalla stessa banda utilizzando le targhe contraffatte.
Gli inquirenti sono ora al lavoro sui reperti lasciati
all'interno del mezzo, alla ricerca di tracce biologiche o digitali che possano
dare un'identità ai tre fuggitivi.