Cento anni di velocità, ingegneria e successi racchiusi in
un unico, inconfondibile simbolo. Il 2026 segna un traguardo storico per
Maserati: il centenario del suo iconico logo, il Tridente, e della sua
prima, leggendaria affermazione sportiva. Un emblema che oggi rappresenta
l'eccellenza del Made in Italy nel mondo, ma che affonda le sue radici
nella polvere delle corse automobilistiche degli anni Venti.
Dalle strade dissestate della Sicilia fino ai moderni saloni
internazionali, la storia del Tridente è un viaggio attraverso l'evoluzione
dell'automobile europea. L'azienda modenese (che quest'anno festeggia anche i
112 anni dalla fondazione) celebra questo secolo di storia con una serie di
iniziative globali che ripercorrono l'eredità del marchio più longevo della
Motor Valley.
Le origini: da una statua di Bologna alla Targa Florio del 1926
L'esordio ufficiale del simbolo
Maserati in una competizione
sportiva è datato
25 aprile 1926. Fu in quell'occasione che Alfieri
Maserati, al volante della
Tipo 26, conquistò la vittoria di classe (e
l'ottavo posto assoluto) alla celebre Targa Florio.
Tuttavia, la genesi del logo risale all'anno precedente.
Curiosamente, a disegnarlo non fu un ingegnere, bensì l'unico componente della
famiglia non direttamente coinvolto nella meccanica: Mario Maserati, di
professione artista. Il suo bozzetto originale (ancora conservato negli archivi
di Modena) prese ispirazione dalla maestosa Fontana del Nettuno di Bologna,
situata a pochi passi dalla primissima officina dell'azienda. Il Tridente del
dio del mare divenne così il simbolo di una stirpe di costruttori votati alle
prestazioni.
L'evoluzione stilistica: come cambia un'icona
Nel corso di un secolo, il Tridente ha subito diverse
trasformazioni, pur mantenendo intatta la sua riconoscibilità, passando dalle
carrozzerie delle auto da corsa ai modelli stradali di lusso:
- Gli
anni Venti: Il primo emblema applicato sulla Tipo 26 era un badge
rettangolare, con il tridente scuro su fondo chiaro. Un design funzionale
che durò pochissimo.
- Gli
anni Trenta: Viene introdotta l'iconica forma ovale, arricchita dai
colori rosso e blu della città di Bologna. Questo layout rimarrà pressoché
invariato per oltre quarant'anni.
- Gli
anni Ottanta e Novanta: Nel 1980 appare una variante con fondo dorato,
seguita nel 1997 da un restyling delle proporzioni in concomitanza con una
fase di forte rilancio aziendale.
- La
Nuova Era (2020 - oggi): Con il lancio della supercar MC20, il logo
subisce la modifica più radicale degli ultimi anni. Il rosso scompare per
lasciare spazio a un design più pulito e contemporaneo, giocato
esclusivamente sul contrasto tra il bianco e il "Blu Maserati"
laccato. Le proporzioni delle tre punte vengono affinate per restituire
maggiore dinamismo.
Il DNA Racing: una vocazione alla competizione
"Il Tridente incarna l'anima più autentica di
Maserati", ha sottolineato Santo Ficili, COO del marchio.
"Nato in pista nel 1926, porta con sé l'eredità di un'azienda che ha
imparato a costruire automobili inseguendo i decimi di secondo".
E l'albo d'oro conferma questa vocazione. Dopo la Targa
Florio, il logo ha tagliato il traguardo per primo in due edizioni consecutive
della 500 Miglia di Indianapolis (1939-1940) e ha dominato il Campionato del
Mondo di Formula 1 nel 1957 con Juan Manuel Fangio. Un legame con il motorsport
mai reciso, culminato in epoca moderna con i sei titoli FIA GT vinti dalla MC12
(2005-2010) e il recente ritorno alle corse a ruote coperte con la Maserati
GT2, omologata oggi per oltre venti campionati globali.
Le celebrazioni del 2026: tra Intelligenza Artificiale e filatelia
Per consacrare questo anniversario, Maserati ha lanciato la
campagna globale “100 YEARS OF THE TRIDENT”. Il claim gioca
sapientemente con la parola inglese RIDE (evidenziata in grassetto), a
sottolineare l'esperienza di guida che caratterizza il marchio.
Il fulcro della comunicazione è un suggestivo cortometraggio
che unisce riprese reali, animazione 3D e intelligenza artificiale. Il video
mostra tre vetture storiche (Tipo 26, Ghibli, MC12) partire dai box storici
della Targa Florio per incrociare i modelli contemporanei (GranTurismo Trofeo,
Grecale Trofeo e MCXtrema) su un maestoso deserto di sale, disegnando dall'alto
un gigantesco Tridente con le tracce degli pneumatici. L'impiego dell'AI ha
permesso un "miracolo" acustico: la voce narrante dello spot è quella
ricreata di Maria Teresa De Filippis, la prima donna a qualificarsi e
correre in un Gran Premio di F1 (nel 1958, proprio su una Maserati 250F).
A sancire l'importanza istituzionale del traguardo è
intervenuto anche il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che ha
dedicato al centenario del Tridente un francobollo ordinario
(appartenente alla serie "le Eccellenze del sistema produttivo ed
economico"). Stampato dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, il
francobollo unisce graficamente il Tridente contemporaneo alle trame del 1926,
chiudendo idealmente un cerchio lungo cento anni e proiettando il simbolo del
Nettuno nel futuro dell'automobilismo.