Il "segreto" dietro al logo Maserati: la storia del Tridente che da 100 anni racconta passione

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27 aprile 2026, 12.02
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Cento anni di velocità, ingegneria e successi racchiusi in un unico, inconfondibile simbolo. Il 2026 segna un traguardo storico per Maserati: il centenario del suo iconico logo, il Tridente, e della sua prima, leggendaria affermazione sportiva. Un emblema che oggi rappresenta l'eccellenza del Made in Italy nel mondo, ma che affonda le sue radici nella polvere delle corse automobilistiche degli anni Venti.
Dalle strade dissestate della Sicilia fino ai moderni saloni internazionali, la storia del Tridente è un viaggio attraverso l'evoluzione dell'automobile europea. L'azienda modenese (che quest'anno festeggia anche i 112 anni dalla fondazione) celebra questo secolo di storia con una serie di iniziative globali che ripercorrono l'eredità del marchio più longevo della Motor Valley.

Le origini: da una statua di Bologna alla Targa Florio del 1926

L'esordio ufficiale del simbolo Maserati in una competizione sportiva è datato 25 aprile 1926. Fu in quell'occasione che Alfieri Maserati, al volante della Tipo 26, conquistò la vittoria di classe (e l'ottavo posto assoluto) alla celebre Targa Florio.
Tuttavia, la genesi del logo risale all'anno precedente. Curiosamente, a disegnarlo non fu un ingegnere, bensì l'unico componente della famiglia non direttamente coinvolto nella meccanica: Mario Maserati, di professione artista. Il suo bozzetto originale (ancora conservato negli archivi di Modena) prese ispirazione dalla maestosa Fontana del Nettuno di Bologna, situata a pochi passi dalla primissima officina dell'azienda. Il Tridente del dio del mare divenne così il simbolo di una stirpe di costruttori votati alle prestazioni.

L'evoluzione stilistica: come cambia un'icona

Nel corso di un secolo, il Tridente ha subito diverse trasformazioni, pur mantenendo intatta la sua riconoscibilità, passando dalle carrozzerie delle auto da corsa ai modelli stradali di lusso:
  • Gli anni Venti: Il primo emblema applicato sulla Tipo 26 era un badge rettangolare, con il tridente scuro su fondo chiaro. Un design funzionale che durò pochissimo.
  • Gli anni Trenta: Viene introdotta l'iconica forma ovale, arricchita dai colori rosso e blu della città di Bologna. Questo layout rimarrà pressoché invariato per oltre quarant'anni.
  • Gli anni Ottanta e Novanta: Nel 1980 appare una variante con fondo dorato, seguita nel 1997 da un restyling delle proporzioni in concomitanza con una fase di forte rilancio aziendale.
  • La Nuova Era (2020 - oggi): Con il lancio della supercar MC20, il logo subisce la modifica più radicale degli ultimi anni. Il rosso scompare per lasciare spazio a un design più pulito e contemporaneo, giocato esclusivamente sul contrasto tra il bianco e il "Blu Maserati" laccato. Le proporzioni delle tre punte vengono affinate per restituire maggiore dinamismo.

Il DNA Racing: una vocazione alla competizione

"Il Tridente incarna l'anima più autentica di Maserati", ha sottolineato Santo Ficili, COO del marchio. "Nato in pista nel 1926, porta con sé l'eredità di un'azienda che ha imparato a costruire automobili inseguendo i decimi di secondo".
E l'albo d'oro conferma questa vocazione. Dopo la Targa Florio, il logo ha tagliato il traguardo per primo in due edizioni consecutive della 500 Miglia di Indianapolis (1939-1940) e ha dominato il Campionato del Mondo di Formula 1 nel 1957 con Juan Manuel Fangio. Un legame con il motorsport mai reciso, culminato in epoca moderna con i sei titoli FIA GT vinti dalla MC12 (2005-2010) e il recente ritorno alle corse a ruote coperte con la Maserati GT2, omologata oggi per oltre venti campionati globali.

Le celebrazioni del 2026: tra Intelligenza Artificiale e filatelia

Per consacrare questo anniversario, Maserati ha lanciato la campagna globale “100 YEARS OF THE TRIDENT”. Il claim gioca sapientemente con la parola inglese RIDE (evidenziata in grassetto), a sottolineare l'esperienza di guida che caratterizza il marchio.
Il fulcro della comunicazione è un suggestivo cortometraggio che unisce riprese reali, animazione 3D e intelligenza artificiale. Il video mostra tre vetture storiche (Tipo 26, Ghibli, MC12) partire dai box storici della Targa Florio per incrociare i modelli contemporanei (GranTurismo Trofeo, Grecale Trofeo e MCXtrema) su un maestoso deserto di sale, disegnando dall'alto un gigantesco Tridente con le tracce degli pneumatici. L'impiego dell'AI ha permesso un "miracolo" acustico: la voce narrante dello spot è quella ricreata di Maria Teresa De Filippis, la prima donna a qualificarsi e correre in un Gran Premio di F1 (nel 1958, proprio su una Maserati 250F).
A sancire l'importanza istituzionale del traguardo è intervenuto anche il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che ha dedicato al centenario del Tridente un francobollo ordinario (appartenente alla serie "le Eccellenze del sistema produttivo ed economico"). Stampato dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, il francobollo unisce graficamente il Tridente contemporaneo alle trame del 1926, chiudendo idealmente un cerchio lungo cento anni e proiettando il simbolo del Nettuno nel futuro dell'automobilismo.
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