Il paradosso della Fiesta abbandonata a Niscemi: ecco perchè non può essere spostata

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03 febbraio 2026, 12.00
Dettaglio della frana di Niscemi del gennaio 2026, con una Ford Fiesta in bilico sul fronte della frana.
Foto presa da servizio TG5
C'è una sottile linea che separa il dramma dalla farsa, e a Niscemi quella linea ha avuto per giorni le sembianze di una Ford Fiesta grigia. La vettura, sospesa per ore tra il bordo di un precipizio e il ricordo di una strada che non c'è più, è diventata l'emblema della devastante frana che ha colpito la cittadina siciliana. Ma oltre alle immagini spettacolari, dietro quel cofano in bilico si nasconde una storia che oscilla tra la sfortuna e l'assurdo burocratico.

Un simbolo di resistenza (finché la terra ha tenuto)

Per molti è stata solo un'immagine virale sui social, ma per quella utilitaria del 2002 sembrava quasi una questione d'onore. La Ford Fiesta è rimasta aggrappata a ciò che restava di via Angelo d’Arrigo come se non volesse abbandonare le sue radici, prima di arrendersi inevitabilmente alla forza di gravità e finire nel dirupo sottostante dopo un nuovo cedimento del terreno.
Il proprietario è il Signor Marcello Di Martino, un geometra in pensione di 80 anni che, per ironia della sorte, ha trascorso una vita lavorando proprio per il comune del suo paese. L'auto, motorizzata con il robusto 1.4 Diesel, era la sua compagna per i viaggi fuori porta, mentre per le commissioni cittadine preferiva affidarsi a una più agile FIAT 600.

Il paradosso dell'assicurazione: "Mi servono i documenti"

Se la frana ha distrutto la casa e il garage di Di Martino, la burocrazia ha provato a fare il resto. Quando l'ex geometra ha contattato la propria compagnia assicuratrice per sospendere la polizza della vettura ormai destinata al rottame, si è scontrato con una richiesta degna di un libro di Kafka:
Per procedere con il blocco dell'assicurazione, la compagnia ha richiesto i documenti originali della vettura. La risposta di Di Martino è stata tanto ovvia quanto surreale: “I documenti sono nell'auto”. E l’auto, in quel momento, si trovava sospesa nel vuoto, irraggiungibile per chiunque non fosse dotato di ali o di un coraggio sconsiderato.

Un lieto fine (burocratico) tra le macerie

In una tragedia che ha costretto molte persone ad abbandonare le proprie abitazioni, un piccolo barlume di buon senso sembrerebbe essere arrivato grazie alla tecnologia. Il figlio di Di Martino è riuscito a scattare delle foto alla vettura, inquadrando chiaramente la targa, un dettaglio che dovrebbe aver sbloccato l'impasse con l'agenzia assicurativa
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