Il 2026 è il nuovo 2016: cosa guidavamo? Opel Astra, l'Auto dell'Anno

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17 gennaio 2026, 10.18
Opel Astra 2016 riprova
Il trend diventato virale sui social negli ultimi giorni parla del 2026 come di un nuovo 2016, un anno che per mode, musica e per molti altri motivi si lega al suo omologo del decennio precedente. Sarà lo stesso anche nel mondo dell'auto? Per scoprirlo, abbiamo fatto un passo indietro 10 anni, andando a vedere com'era il mondo dell'auto nel 2016, quali erano i trend e, soprattutto, cosa guidavamo, scoprendo che, se tante cose sono rimaste uguali, altrettante sono cambiate radicalmente.
Da dove partire, se non dall'Auto dell'Anno? Sono passati pochi giorni dalla proclamazione, al Salone di Bruxelles, dell'Auto dell'Anno 2026, la Mercedes-Benz CLA di terza generazione, ma ti ricordi chi ha vinto nel 2016? Con un punteggio di 312 punti e un vantaggio di meno di 20 punti sulla seconda classificata, la Volvo XC90, a vincere il premio è stata la protagonista di questa "riprova"", la Opel Astra K.
La sesta serie della compatta media della Casa del Blitz è stata presentata ufficialmente al Salone di Francoforte del 2015, ma è nei primi mesi del 2016 che l'abbiamo messa alla prova nel consueto test di Autoappassionati.it, che da quasi 20 anni racconta il mondo dell'auto con passione. Tornando all'Astra, la quinta generazione della compatta di Russelsheim ha segnato anche l'ultima delle cinque vittorie di Opel nel premio più prestigioso del mondo dell'auto europeo (nota di costume: al terzo posto arrivò la Mazda MX-5 ND, ma questa è un'altra storia).
La Opel Astra K è una vettura che porta in dote alcuni trend che abbiamo anche oggi, come il debutto assoluto su questo segmento di un motore tre cilindri turbo in casa Opel, il 1.0 Ecotec Turbo SIDI, i fari Matrix LED anteriori IntelliLux e la connettività con il sistema IntelliLink al centro della plancia. I tasti fisici, la grande razionalità e, soprattutto, il motore della prova, però, rimandano ad altri tempi.
La protagonista della prova del nostro Andrea Genre, infatti, fu la 1.6 CDTI, dotata del nuovo quattro cilindri turbodiesel da 136 CV sviluppato dalla GM Powertrain di Torino, noto all'estero come "Whisper Diesel" per la sua silenziosità. Scopriamo allora cosa raccontammo nella prova su strada di 10 anni fa, come va la Opel Astra 1.6 CDTI Innovation, quanto costava allora e a quanto si trova oggi.

Stile elegante e pulito

Lunga 4,37 metri, la Opel Astra di quinta generazione si ispira alle sorelle minori Adam e Corsa, già uscite e capaci di ottenere un ottimo successo di vendite, segnando un netto cambio di passo rispetto alla precedente. Se, infatti, la Astra J puntava su uno stile tondeggiante e di presenza, la Astra K ha "linee fluide e nervature presenti sulla carrozzeria che trasmettono dinamicità", citando il nostro Andrea. L'esemplare in prova, poi, portava in dote i fari a matrice di LED IntelliLux, una prima assoluta nel Segmento C che le donano un bel carattere davanti.
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A colpire a livello stilistico è la fiancata pulita e solcata da questa vistosa nervatura laterale, che la rende più filante, mentre non era di moda come oggi il montante posteriore diviso, un tocco allora originale che "allunga, abbassa e alleggerisce la silhouette". Anche i fari posteriori, a sviluppo orizzontale, enfatizzano la larghezza dell'auto e le fanno guadagnare una presenza ancora moderna a 10 anni dal lancio.

Interni moderni ancora oggi, tra tasti fisici e infotainment touch

All'epoca dei fatti, il nostro Andrea era rimasto molto colpito dalla presenza di una qualità costruttiva migliore, con plastiche morbide quasi dappertutto e tanti particolari ben curati, come ad esempio "le guarnizioni della portiera che ottimizzano l'insonorizzazione dell'abitacolo" e il feedback dei pulsanti del clima, tanti e chiarissimi da usare. In un mondo dell'auto ormai schiavo dei touch, tanti tra noi desidererebbero di nuovo una plancia come quella della Astra K...
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Colpisce, vista con gli occhi di oggi, la presenza di un quadro strumenti principalmente analogico, chiaro e bello da usare, con un piccolo computer di bordo digitale a colori che forniva tutte le informazioni principali. Al centro della plancia, invece, a stupire fu il sistema di infotainment IntelliLink Navi 900, "completo nelle funzioni, facile e intuitivo", uno dei primi ad offrire, di serie, la connettività con Apple CarPlay e Android Auto. Non mancava anche il sistema OnStar, che offriva sia il concierge dedicato tutti i giorni tutto il giorno e che offriva all'interno dell'abitacolo la connettività WiFi, con un titolo del paragrafo, "La tecnologia che legge il futuro", oggi ironico.
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Con l'acquisizione da parte dell'allora Gruppo PSA di Opel nel 2017, il programma OnStar è stato chiuso nel 2020, e ora non è più disponibile sui veicoli che ne erano dotati: peccato. C'erano già diversi ADAS, che per l'epoca erano considerati obbligatori solamente su vetture di categoria superiore. C'è, ad esempio, il Lane Keep Assist, il Cruise Control (non Adattivo) e il sistema Opel Eye, che includeva al suo interno tutto questo e in più la frenata automatica sotto i 40 km/h, il riconoscimento dei segnali stradali (senza i fastidiosi cicalini di oggi...) e il parcheggio automatico Park Assist.

Su strada: più leggera, più piacevole, e il Diesel consuma (ancora) poco

A livello meccanico, la Opel Astra K è realizzata sull'ultima evoluzione del pianale Delta, il D2XX, lanciato sulla Astra precedente ma riveduto e corretto pesantemente dai tecnici General Motors. Rispetto alla precedente, infatti, la quinta serie della Astra perse oltre 200 kg di peso, segnando così miglioramenti sensibili in fatto di dinamica di guida, consumi e prestazioni. Da ricordare, poi, come fosse dotata di un raffinato asse posteriore con sospensioni a Parallelogramma di Watt, mentre le versioni base utilizzavano un classico ponte rigido posteriore.
Andrea, all'epoca, scrisse che il 1.6 CDTI sarebbe stato senza dubbio "il propulsore preferito dagli italiani, perché offre il giusto compromesso tra consumi e prestazioni". Queste parole sembrano curiose oggi, ma riprendono fedelmente il momento automobilistico dell'epoca, fedele al Diesel: basti pensare che, nel 2016, le auto a gasolio ottennero una quota di mercato del 59% con 1 milione (!) di esemplari venduti.
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A colpire Andrea furono i sedili, tra i primi ad essere dotati della tecnologia AGR a 18 regolazioni, con funzione massaggio e ventilati. "Questo optional", continua, "permette di avere una posizione di guida perfetta sia per una postura sportiva e distesa, sia per una più rilassante, comoda e alta." Dotata di un'ottima visibilità anteriore, dietro complice il lunotto piccolo non è eccelsa, mentre nonostante i 4,37 metri della carrozzeria la compatta media Opel si muove bene anche tra le curve e in città.
Agile e piacevole tra le curve, la Astra 1.6 CDTI dimostra una certa precisione nel misto, con una rapidità di risposta del posteriore nei trasferimenti di carico, rendendola più rapida negli inserimenti in curva. L'esemplare in prova è dotato del cambio manuale a 6 marce, "morbido e con innesti precisi, ma la frizione è pesante e non ideale per un utilizzo urbano: in città, meglio optare per un classico cambio automatico a 6 rapporti.".
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In città, poi, aiutano l'assistente al parcheggio, la retrocamera posteriore e i sensori di parcheggio anteriori e posteriori, anche se riscontrammo una certa invadenza in alcuni frangenti. Il motore Diesel, con 136 CV e ben 320 Nm di coppia, ha la giusta dose di "birra", ed è in grado di ottenere consumi reali di tutto rispetto. Il nostro Andrea ottenne una media di 5,5 l/100 km, ovvero 17 km/l. Con un peso di 1.285 kg in ordine di marcia, la Astra 1.6 CDTI chiude il classico 0-100 km/h in meno di 10 secondi, con una velocità massima di 205 km/h.

Fari IntelliLux precursori di ciò che abbiamo oggi

Nella prova su strada della Astra K (targata FB: oggi siamo appena arrivati alla lettera H, un segno del tempo che è passato), eravamo rimasti più che colpiti dai fari Matrix LED, all'epoca una vera rivoluzione tra le vetture relativamente economiche. "Gli ingegneri di Rüsselsheim", scrivevamo, "miravano ad una vettura ancora più innovativa e rivoluzionaria in termini di sicurezza allora hanno inserito per la prima volta nel segmento delle compatte: il sistema IntelliLux LED."
Questa tecnologia, infatti, permette di avere un fascio di luce perfetto nelle strade extraurbane, con il sistema che comanda singolarmente i 16 LED, escludendo l’area intorno ai veicoli che si incontrano su strada. Oggi sembra qualcosa di scontato, ma 10 anni fa era veramente una piccola rivoluzione, un passo avanti per un brand come Opel che, negli anni, ha innovato più di altri.
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Se, infatti, oggi vediamo Opel come uno dei brand del Gruppo Stellantis, che introduce modelli sfruttando le sinergie, fino al 2017 è stato il marchio europeo del colosso General Motors, e per questo ha portato in Europa tecnologie e una certa voglia di innovare che, oggi, un po' manca nel mondo dell'auto moderno. Soluzioni fuori dagli schemi come il portabici integrato nel paraurti posteriore "FlexFix", il sistema OnStar, la connettività con Apple CarPlay e Android Auto (è stata una delle prime Case ad introdurla), ma anche modelli coraggiosi e fuori dagli schemi.
Qualche esempio? La Opel Meriva di seconda generazione con le porte ad armadio, o la Signum, enorme due volumi sulla base della berlina grande Vectra, o le pazze versioni OPC delle sue vendutissime monovolume. La stessa Astra K, sebbene non abbia mai ricevuto una versione sportiva (né una variante Coupé) è stata innovatrice, tanto da meritarsi il titolo di Auto dell'Anno nel 2016.

Il prezzo di allora... e quello di oggi

Arriviamo così ai prezzi, decisamente cambiati in un decennio. Fa veramente specie vedere come, nel 2016, la gamma Astra partiva da meno di 20.000 euro. Come scriveva Andrea infatti, la gamma partiva dai 17.600 euro richiesti per il 1.4 aspirato da 100 CV in allestimento base "Astra", che offriva di serie clima manuale, luci diurne a LED, chiusura centralizzata, specchietti elettrici e radio Bluetooth classica.
L'esemplare in prova, invece, era la top di gamma Innovation, che offriva di serie cerchi in lega da 17 pollici, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, sistema infotainment IntelliLink da 8 pollici con Apple CarPlay e Android Auto, sistema di sicurezza Opel Eye con frenata automatica, mantenitori di corsia e sedili elettrici, offerto con il motore 1.6 CDTI da 136 CV e il cambio manuale a 25.500 euro. A questi, si aggiungevano anche i sedili in pelle con sedile del guidatore AGR a 18 regolazioni (500 euro), i fari Matrix LED IntelliLux (1.300 euro), il parcheggio automatico (620 euro) e poco altro, per un prezzo dell'esemplare in prova di poco superiore ai 30.000 euro.
Vedendo il mercato odierno, vedere prezzi del genere fa sicuramente impressione, in quanto una Opel Astra di oggi, con motore 1.2 Hybrid e cambio automatico di serie, parte da un listino base di 32.450 euro. Va, ovviamente, calcolata l'inflazione, che secondo i dati ISTAT ha subito una variazione del 23%. I 30.000 euro del 2016, quindi, diventerebbero poco meno di 37.000 euro di oggi: un prezzo, comunque, decisamente interessante per una vettura che, un decennio dopo, non ha granché da invidiare alle vetture di oggi.
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Quanto costa oggi, invece, una Opel Astra K? Andando a vedere esemplari del 2016, secondo i valori Eurotax una Astra 1.6 CDTI ha un valore di mercato di poco superiore ai 7.000 euro, complice la svalutazione apparentemente inarrestabile delle vetture Diesel sul mercato dell'usato. Andando a cercare sui siti specializzati come AutoScout24, invece, scopriamo come il valore di mercato di una 1.6 CDTI cinque porte sia effettivamente intorno ai 6-7.000 euro, con prezzi inferiori ai 5.000 euro per vetture top di gamma Innovation ma con tanti km sulle spalle.
Gli esemplari con motore benzina, una rarità 10 anni fa, hanno quotazioni ben più lusinghiere: per una Opel Astra in allestimento top di gamma Innovation con motore 1.4 Turbo da 150 CV, infatti, servono tra gli 8.000 e i 10.000 euro, per vetture fresche (con meno di 140.000 km) e con ancora tanto da dare. Interessante il 1.0 Turbo tre cilindri, motore non troppo vivace sulla Astra ma che si è rivelato decisamente affidabile (al contrario di rivali ben più noti), che si trova, con pochissimi km, a meno di 10.000 euro.
Si conclude qui il nostro primo "viaggio" nel 2016, per vedere se davvero si stava meglio 10 anni fa come recita il trend ormai globale. Quale nuova "riprova" ti piacerebbe vedere? Faccelo sapere!
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