Ha 6 anni, è un SUV e costa 20.000 euro: svelato l'identikit dell'auto usata che gli italiani stanno cercando (e non è elettrica)

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05 febbraio 2026, 15.16
Una concessionaria di auto usate all'aperto con un SUV Volkswagen Tiguan grigio in primo piano che espone un cartello "VENDUTO" sul cruscotto. Sullo sfondo si notano diverse altre vetture di seconda mano.
Fotografia del mercato nel primo semestre: gli italiani bocciano le auto a batteria (l'80% non le acquisterebbe nemmeno dopo averle provate) e tornano a investire su Diesel e Benzina. Budget medio a quota 20mila euro, mentre all'orizzonte spunta la concorrenza dei nuovi brand orientali.
Se il mercato del nuovo vive di imposizioni normative e transizioni ecologiche forzate, quello dell'usato rimane l'ultimo baluardo del pragmatismo. I dati relativi al primo semestre 2026 e il consuntivo dell'anno appena trascorso dipingono uno scenario inequivocabile: gli automobilisti italiani cercano certezze, spendono di più e, per ora, dicono "no" all'elettrico.
Secondo l’Osservatorio di AutoScout24, basato su dati ACI, il settore gode di ottima salute: il 2025 si è chiuso con oltre 3,2 milioni di passaggi di proprietà (+2,1% sull'anno precedente), confermando l'auto di seconda mano come la prima scelta per il rinnovo del parco circolante.

Il rifiuto dell'elettrico e il regno del Diesel

Il dato più rumoroso che emerge dalle intenzioni d'acquisto per il 2026 riguarda le motorizzazioni. Nonostante anni di incentivi e campagne marketing, l'auto elettrica usata resta al palo, ferma a un misero 2% nelle preferenze. Ma a preoccupare gli analisti è il sentiment: non si tratta solo di diffidenza verso l'ignoto. Ben otto automobilisti su dieci (76%), anche dopo aver avuto un'esperienza significativa con una vettura a batteria (viaggi o utilizzi prolungati), dichiarano che non la acquisterebbero.
A dominare la scena restano i "soliti noti": il Diesel è ancora la prima scelta per il 42% degli acquirenti, seguito dal Benzina (31%). Le ibride, pur presenti, arretrano leggermente al 13%. Chi compra usato cerca affidabilità e autonomia garantita, senza l'ansia della ricarica.

L'identikit dell'auto ideale: si spende di più per la sicurezza

Chi cerca un'auto usata oggi non cerca un "rottame" per risparmiare, ma un'alternativa valida al nuovo costoso. Il budget medio di spesa è cresciuto dell'11%, toccando la soglia psicologica dei 20.000 euro.
L'identikit della vettura ricercata è preciso:
  • Carrozzeria: SUV (preferito dal 59% del campione).
  • Anzianità: Massimo 6-7 anni di vita.
  • Chilometraggio: Entro i 66.000 km.
  • Dotazioni: Cambio automatico e infotainment evoluto sono ormai requisiti imprescindibili per quasi la metà degli utenti.
Questo trend ha un risvolto ecologico positivo spesso sottovalutato: l'usato serve a rottamare il vecchio. Chi compra oggi punta a sostituire veicoli con un'età media di 13 anni (spesso Euro 3 o 4) con modelli molto più recenti ed efficienti.

La "variabile Cina": i nuovi brand all'8%

Se FIAT, Volkswagen e Ford restano i marchi più scambiati (con la “sempreverde” FIAT Panda regina indiscussa delle vendite 2025, seguita da 500 e Ypsilon), qualcosa sta cambiando nelle retrovie. I nuovi brand, prevalentemente cinesi, stanno erodendo quote di mercato. Nelle intenzioni d'acquisto per il 2026, l'8% degli italiani valuta positivamente questi marchi emergenti.
"I nuovi brand orientali iniziano a emergere anche nel mercato dell’auto usata, storicamente dominato dai marchi tradizionali," spiega Sergio Lanfranchi del Centro Studi AutoScout24. "La loro presenza è destinata a crescere: già oggi circa un’auto su dieci venduta in Europa è di un brand cinese. Con l’arrivo dei veicoli ex leasing e noleggi, il loro peso aumenterà fisiologicamente anche nell'usato".

La geografia degli acquisti

L'Italia si muove a due velocità. Se la Lombardia si conferma la locomotiva per volumi assoluti (oltre mezzo milione di passaggi), il dinamismo maggiore si registra nelle isole. La Sicilia (+5,0%) e la Sardegna (+4,3%) guidano la classifica delle regioni con la crescita più marcata, segno di un mercato vivace che cerca mobilità accessibile e concreta, lontano dalle utopie a zero emissioni che faticano a convincere il mercato reale.
Mappa che ritrae l'italia intera in giallo con le zone che raccontano il mercato regione per regione
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