Fotografia del mercato nel primo semestre: gli italiani
bocciano le auto a batteria (l'80% non le acquisterebbe nemmeno dopo averle
provate) e tornano a investire su Diesel e Benzina. Budget medio a quota 20mila
euro, mentre all'orizzonte spunta la concorrenza dei nuovi brand orientali.
Se il mercato del nuovo vive di imposizioni normative e
transizioni ecologiche forzate, quello dell'usato rimane l'ultimo baluardo del
pragmatismo. I dati relativi al primo semestre 2026 e il consuntivo dell'anno
appena trascorso dipingono uno scenario inequivocabile: gli automobilisti
italiani cercano certezze, spendono di più e, per ora, dicono "no"
all'elettrico.
Secondo l’Osservatorio di AutoScout24, basato su dati
ACI, il settore gode di ottima salute: il 2025 si è chiuso con oltre 3,2
milioni di passaggi di proprietà (+2,1% sull'anno precedente), confermando
l'auto di seconda mano come la prima scelta per il rinnovo del parco
circolante.
Il rifiuto dell'elettrico e il regno del Diesel
Il dato più rumoroso che emerge dalle intenzioni d'acquisto
per il 2026 riguarda le motorizzazioni. Nonostante anni di incentivi e campagne
marketing, l'auto elettrica usata resta al palo, ferma a un misero 2%
nelle preferenze. Ma a preoccupare gli analisti è il sentiment: non si tratta
solo di diffidenza verso l'ignoto. Ben otto automobilisti su dieci (76%),
anche dopo aver avuto un'esperienza significativa con una vettura a batteria
(viaggi o utilizzi prolungati), dichiarano che non la acquisterebbero.
A dominare la scena restano i "soliti noti": il Diesel
è ancora la prima scelta per il 42% degli acquirenti, seguito dal Benzina
(31%). Le ibride, pur presenti, arretrano leggermente al 13%. Chi compra
usato cerca affidabilità e autonomia garantita, senza l'ansia della ricarica.
L'identikit dell'auto ideale: si spende di più per la sicurezza
Chi cerca un'auto usata oggi non cerca un
"rottame" per risparmiare, ma un'alternativa valida al nuovo costoso.
Il budget medio di spesa è cresciuto dell'11%, toccando la soglia
psicologica dei 20.000 euro.
L'identikit della vettura ricercata è preciso:
- Carrozzeria:
SUV (preferito dal 59% del campione).
- Anzianità:
Massimo 6-7 anni di vita.
- Chilometraggio:
Entro i 66.000 km.
- Dotazioni:
Cambio automatico e infotainment evoluto sono ormai requisiti
imprescindibili per quasi la metà degli utenti.
Questo trend ha un risvolto ecologico positivo spesso
sottovalutato: l'usato serve a rottamare il vecchio. Chi compra oggi punta a
sostituire veicoli con un'età media di 13 anni (spesso Euro 3 o 4) con
modelli molto più recenti ed efficienti.
La "variabile Cina": i nuovi brand all'8%
Se FIAT, Volkswagen e Ford restano i marchi più
scambiati (con la “sempreverde” FIAT Panda regina indiscussa delle
vendite 2025, seguita da 500 e Ypsilon), qualcosa sta cambiando nelle retrovie.
I nuovi brand, prevalentemente cinesi, stanno erodendo quote di mercato.
Nelle intenzioni d'acquisto per il 2026, l'8% degli italiani valuta
positivamente questi marchi emergenti.
"I nuovi brand orientali iniziano a emergere anche
nel mercato dell’auto usata, storicamente dominato dai marchi
tradizionali," spiega Sergio Lanfranchi del Centro Studi
AutoScout24. "La loro presenza è destinata a crescere: già oggi circa
un’auto su dieci venduta in Europa è di un brand cinese. Con l’arrivo dei
veicoli ex leasing e noleggi, il loro peso aumenterà fisiologicamente anche
nell'usato".
La geografia degli acquisti
L'Italia si muove a due velocità. Se la Lombardia si
conferma la locomotiva per volumi assoluti (oltre mezzo milione di passaggi),
il dinamismo maggiore si registra nelle isole. La Sicilia (+5,0%) e la Sardegna
(+4,3%) guidano la classifica delle regioni con la crescita più marcata, segno
di un mercato vivace che cerca mobilità accessibile e concreta, lontano dalle
utopie a zero emissioni che faticano a convincere il mercato reale.