Flotte aziendali elettriche: il tesoro nascosto per la stabilità della rete energetica europea

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20 gennaio 2026, 10.31
Lisa Calearo_Spirii_bred
Con il 60% delle nuove immatricolazioni in mano alle aziende, i veicoli commerciali possono trasformarsi da potenziale problema per la rete elettrica a risorsa flessibile fondamentale. Grazie a tecnologie come il V2X e la ricarica intelligente.
L’Europa accelera sulla sostenibilità e il settore automotive è chiamato a una rapida trasformazione, ribadita anche dai recenti orientamenti della Commissione Europea. In questo scenario, le flotte aziendali assumono un ruolo preponderante, rappresentando circa il 60% delle nuove immatricolazioni nel continente. Questa massiccia elettrificazione, tuttavia, porta con sé una sfida infrastrutturale: il rischio di sovraccaricare le reti elettriche se migliaia di veicoli si collegano simultaneamente alle colonnine.
Eppure, secondo gli esperti del settore, quello che appare come un potenziale collo di bottiglia potrebbe rivelarsi una soluzione strategica. L'analisi di Lisa Calearo, Senior R&D Engineer in Spirii, evidenzia un cambio di paradigma: le flotte non devono essere necessariamente un peso per il sistema energetico, ma possono diventarne una risorsa flessibile.

Batterie su ruote: il potenziale dell'inattività

Il principio si basa sulla capacità di stoccaggio dei veicoli elettrici. Dalle autovetture standard, con batterie tra i 50 e i 120 kWh, fino ai mezzi pesanti che raggiungono i 700 kWh, le flotte rappresentano un enorme accumulo di energia distribuita. Considerando che molti di questi veicoli rimangono parcheggiati per lunghe ore secondo orari operativi prevedibili, essi possono fungere da sistemi di stoccaggio temporaneo invece che da semplici carichi passivi.

Dalla ricarica intelligente al Vehicle-to-X (V2X)

La trasformazione delle flotte in asset energetici avviene per gradi. Il primo livello è la ricarica intelligente unidirezionale, già utilizzata nei Paesi nordici per stabilizzare la rete: quando la domanda di energia supera la produzione, la potenza assorbita dai veicoli in carica viene ridotta per mantenere l'equilibrio del sistema. Per implementare ciò su larga scala in modo affidabile, sono cruciali standard di comunicazione robusti come l’OCPP (Open Charge Point Protocol), che permettono di gestire grandi numeri di punti di ricarica senza malfunzionamenti.
La frontiera successiva è la tecnologia Vehicle-to-X (V2X). Questa evoluzione permette ai veicoli non solo di prelevare energia, ma anche di restituirla alla rete, agli edifici o ad altri dispositivi. In questo scenario, l'auto parcheggiata diventa un piccolo generatore attivo, capace di supportare il sistema nei momenti di picco della domanda.

Opportunità economiche e barriere normative

L'integrazione delle flotte nella rete non è solo una questione di stabilità tecnica o di sostenibilità ambientale, ma apre a concrete opportunità economiche. Per le aziende, partecipare ai meccanismi di flessibilità della rete può significare sbloccare nuovi flussi di entrate e ridurre il Costo Totale di Proprietà (TCO) dei veicoli.
Nonostante il potenziale, la strada per una diffusione capillare del V2X presenta ancora ostacoli significativi. Ad oggi, la disponibilità di veicoli e infrastrutture compatibili è limitata e i modelli di business non sono ancora pienamente maturi. Inoltre, la frammentazione delle normative energetiche tra i diversi Paesi europei crea incertezza. La sfida futura risiederà nella capacità di armonizzare gli standard e favorire la collaborazione tra fornitori di tecnologia, operatori di rete e gestori di flotte per costruire un sistema energetico più resiliente.
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