Fino a 1.500 euro per la wallbox di casa: il Bonus Colonnine torna fino al 2030

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di Simone Bocca
06 luglio 2026, 11.25
wallbox mercedes
Chi sta pensando di installare una wallbox per la ricarica dell'auto elettrica a casa o in condominio ha una buona notizia: il Bonus Colonnine Domestiche è stato rinnovato e coprirà fino all'80% delle spese sostenute per acquisto e installazione, con una finestra che arriva fino al 2030. C'è però un dettaglio importante da tenere a mente: i fondi sono limitati e, una volta esauriti, il bonus non sarà più disponibile, indipendentemente dalla data. Chi prima arriva, meglio alloggia.

Quanto copre e quanto vale

Il bonus coprirà fino all'80% delle spese sostenute per l'acquisto della wallbox, l'installazione, eventuali aggiornamenti all'impianto elettrico e i collaudi. Esistono però dei massimali: per i privati il contributo non potrà superare i 1.500 euro, indipendentemente dalla spesa totale. Per i condomini, il tetto sale a 8.000 euro per gli interventi sulle parti comuni.
In pratica: se si spendono 1.000 euro per installare una wallbox a casa, il bonus copre 800 euro. Se la spesa sale a 4.000 euro, il rimborso resta comunque fermo a 1.500 euro, e la differenza rimane a carico del richiedente.

Quanti fondi ci sono a disposizione

Il pacchetto complessivo ammonta a 38 milioni di euro distribuiti su cinque anni: 10 milioni residui dal 2025, 5 milioni per il 2026, 15 milioni tra il 2027 e il 2029, e altri 8 milioni per il 2030. Possono richiedere il bonus le persone fisiche residenti in Italia e i condomini per gli interventi sulle parti comuni.

Quando si può fare domanda

Al momento non è ancora possibile presentare la richiesta: il Governo deve ancora pubblicare le regole aggiornate dopo il rinnovo. Questo non significa però restare fermi: è il momento giusto per raccogliere la documentazione necessaria, organizzarsi con i tecnici per un'ispezione dell'impianto e, nel caso dei condomini, avviare la fase progettuale, che tipicamente richiede tempi lunghi.
Un consiglio importante: se si sta valutando di procedere con i lavori nell'immediato, meglio aspettare che le regole siano pubblicate. Scoprire a cose fatte che i lavori antecedenti a una certa data non sono coperti sarebbe un rischio evitabile.

Come funziona il rimborso

Stando alle modalità applicate nelle edizioni precedenti del bonus, il contributo dovrebbe essere erogato come rimborso diretto sul conto corrente del richiedente, non come sconto in fase di acquisto. Il processo richiede quindi di pagare l'intero importo anticipatamente, con metodi di pagamento tracciabili, ottenere una dichiarazione di conformità dall'installatore e presentare la domanda online fornendo l'IBAN su cui ricevere il rimborso in un'unica soluzione.

Cosa preparare adesso

In attesa che la piattaforma venga attivata, vale la pena farsi trovare pronti. Sarà necessario avere a disposizione lo SPID, la Carta d'Identità Elettronica (CIE) o la Carta Nazionale dei Servizi per accedere al portale e completare la richiesta online. Tenerli aggiornati e funzionanti evita ritardi dell'ultimo momento quando i fondi iniziano a esaurirsi.
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