Chi sta pensando di installare una wallbox per la
ricarica dell'auto elettrica a casa o in condominio ha una buona notizia: il Bonus
Colonnine Domestiche è stato rinnovato e coprirà fino all'80% delle
spese sostenute per acquisto e installazione, con una finestra che arriva
fino al 2030. C'è però un dettaglio importante da tenere a mente: i fondi sono
limitati e, una volta esauriti, il bonus non sarà più disponibile,
indipendentemente dalla data. Chi prima arriva, meglio alloggia.
Quanto copre e quanto vale
Il bonus coprirà fino all'80% delle spese sostenute per
l'acquisto della wallbox, l'installazione, eventuali aggiornamenti all'impianto
elettrico e i collaudi. Esistono però dei massimali: per i privati il
contributo non potrà superare i 1.500 euro, indipendentemente dalla
spesa totale. Per i condomini, il tetto sale a 8.000 euro per gli
interventi sulle parti comuni.
In pratica: se si spendono 1.000 euro per installare una
wallbox a casa, il bonus copre 800 euro. Se la spesa sale a 4.000 euro, il
rimborso resta comunque fermo a 1.500 euro, e la differenza rimane a carico del
richiedente.
Quanti fondi ci sono a disposizione
Il pacchetto complessivo ammonta a 38 milioni di euro
distribuiti su cinque anni: 10 milioni residui dal 2025, 5 milioni per il 2026,
15 milioni tra il 2027 e il 2029, e altri 8 milioni per il 2030. Possono
richiedere il bonus le persone fisiche residenti in Italia e i condomini
per gli interventi sulle parti comuni.
Quando si può fare domanda
Al momento non è ancora possibile presentare la richiesta:
il Governo deve ancora pubblicare le regole aggiornate dopo il rinnovo. Questo
non significa però restare fermi: è il momento giusto per raccogliere la
documentazione necessaria, organizzarsi con i tecnici per un'ispezione
dell'impianto e, nel caso dei condomini, avviare la fase progettuale, che
tipicamente richiede tempi lunghi.
Un consiglio importante: se si sta valutando di procedere
con i lavori nell'immediato, meglio aspettare che le regole siano pubblicate.
Scoprire a cose fatte che i lavori antecedenti a una certa data non sono
coperti sarebbe un rischio evitabile.
Come funziona il rimborso
Stando alle modalità applicate nelle edizioni precedenti del
bonus, il contributo dovrebbe essere erogato come rimborso diretto sul conto
corrente del richiedente, non come sconto in fase di acquisto. Il processo
richiede quindi di pagare l'intero importo anticipatamente, con metodi di
pagamento tracciabili, ottenere una dichiarazione di conformità
dall'installatore e presentare la domanda online fornendo l'IBAN su cui
ricevere il rimborso in un'unica soluzione.
Cosa preparare adesso
In attesa che la piattaforma venga attivata, vale la pena
farsi trovare pronti. Sarà necessario avere a disposizione lo SPID, la Carta
d'Identità Elettronica (CIE) o la Carta Nazionale dei Servizi per
accedere al portale e completare la richiesta online. Tenerli aggiornati e
funzionanti evita ritardi dell'ultimo momento quando i fondi iniziano a
esaurirsi.