Ferrari deposita un brevetto per rendere "viva" la carrozzeria. Di cosa si tratta

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21 gennaio 2026, 16.05
ferrari 12cilindri rossa percorre una strada in velocità
Negli ultimi decenni l’aerodinamica attiva è passata da soluzione avveniristica a componente chiave delle supercar moderne. Se negli anni ’80 bastava uno spoiler posteriore estraibile per stupire, oggi il controllo dei flussi d’aria è diventato un vero e proprio linguaggio ingegneristico, fatto di microregolazioni, materiali intelligenti e superfici in continuo mutamento. In questo contesto, Ferrari sembra pronta a scrivere un nuovo capitolo.
La storia recente ci insegna che l’aerodinamica non è più solo una questione di appendici mobili. Alcuni costruttori, come Zenvo con la TSR-S e il suo alettone posteriore inclinabile in più direzioni, hanno dimostrato come il flusso d’aria possa essere “modellato” in tempo reale. Ferrari, dal canto suo, non è mai rimasta a guardare: dalle alette anteriori aeroelastiche della 458 Italia fino all’ala posteriore attiva della SF90, il Cavallino Rampante ha sempre cercato soluzioni che coniugassero prestazioni e raffinatezza tecnica.

Un brevetto potrebbe aprire nuovi orizzonti

Un recente brevetto depositato dalla Casa di Maranello, scoperto da CarBuzz, suggerisce però un cambio di paradigma ancora più radicale. Alla base dell’idea c’è un conflitto noto a chiunque lavori nel mondo dell’auto: quello tra estetica e aerodinamica. I designer inseguono linee pulite e forme iconiche, mentre gli ingegneri vorrebbero superfici ottimizzate esclusivamente per l’efficienza dei flussi. Secondo Ferrari, la risposta a questo dilemma potrebbe essere una carrozzeria capace di adattarsi.
Il brevetto descrive l’utilizzo di elementi aerodinamici realizzati con materiali elasticamente deformabili, integrati direttamente nei pannelli della carrozzeria. Nell’esempio illustrato, la tecnologia viene applicata al parafango posteriore, ma le possibilità sono teoricamente molto più ampie. Porte, cofano, paraurti, minigonne, alettoni e perfino sportelli del carburante potrebbero diventare superfici “attive”, in grado di modificare la propria forma sotto l’azione delle forze aerodinamiche.
disegni brevetto ferrari aerodinamica attiva con spiegazioni e numeri 
Ufficio brevetti e marchi degli Stati Uniti
Ferrari non entra nei dettagli sui materiali specifici, ma parla di una combinazione di compositi ed elastomeri. Si tratta di sostanze capaci di deformarsi in modo controllato quando sottoposte a stress e di tornare alla forma originale una volta cessata la sollecitazione. Sotto la superficie esterna, una struttura interna ondulata garantirebbe la rigidità necessaria a sopportare i carichi senza compromettere la sicurezza o la precisione del comportamento dinamico.
Il risultato sarebbe un’aerodinamica progressiva e “naturale”. A basse sollecitazioni, la carrozzeria manterrebbe un aspetto più pulito e vicino all’idea originale dei designer. Con l’aumentare della velocità o delle forze laterali, invece, le superfici inizierebbero a deformarsi gradualmente, migliorando la gestione dei flussi d’aria senza l’intervento diretto di attuatori visibili. Nulla vieta, comunque, di combinare questa soluzione con sistemi attivi tradizionali a controllo elettrico o idraulico, nascosti sotto rivestimenti superiori per non alterare l’estetica.

I bozzetti non svelano un nuovo modello ma illustrano il funzionamento del sistema

È importante sottolineare che i disegni dei brevetti non rappresentano necessariamente modelli destinati alla produzione. Le immagini mostrano una vettura che ricorda una Ferrari 812, con alcuni richiami alla più recente 12Cilindri, ma le semplificazioni presenti indicano chiaramente che non si tratta di un’anticipazione di un’auto specifica. L’obiettivo del brevetto è quello di illustrare il funzionamento del concetto, non annunciare un nuovo modello.
disegni brevetto ferrari aerodinamica attiva con spoiler posteriore in vista e numeri che evidenziano passaggio flusso d'aria
Ufficio brevetti e marchi degli Stati Uniti
Se questa tecnologia dovesse arrivare su strada, aprirebbe scenari affascinanti. Un’auto potrebbe apparire in un certo modo da ferma, quasi “scultorea”, e trasformarsi dinamicamente una volta in movimento, assumendo una silhouette diversa in base alle condizioni di guida. Sarebbe l’incontro definitivo tra forma e funzione, tra arte e scienza applicata all’automobile.
Per ora resta tutto nel mondo delle idee e dei documenti tecnici. Ma conoscendo Ferrari, quando un concetto viene studiato con tanta attenzione, è difficile pensare che rimanga solo sulla carta. L’aerodinamica del futuro potrebbe non muoversi più solo con pistoni e motori elettrici, ma respirare insieme all’auto stessa.
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