Svolta industriale tra Germania e Regno Unito: Schaeffler
stringe un patto con Humanoid. Non solo fornirà la tecnologia per farli
muovere, ma integrerà una "flotta" di robot nelle proprie linee
produttive entro 5 anni.
Se fino a ieri i robot umanoidi erano confinati nei video
dimostrativi su YouTube o nei laboratori di ricerca, il 2026 sembra essere
l'anno del loro sbarco definitivo nella realtà industriale. La conferma arriva
da un accordo strategico appena siglato tra il colosso tedesco della
componentistica Schaeffler e l'azienda tecnologica britannica Humanoid,
una partnership che promette di accelerare drasticamente l'adozione di questa
tecnologia su larga scala.
L'intesa non è la classica collaborazione di ricerca e
sviluppo: è un piano operativo a doppio senso. Da un lato, Schaeffler metterà a
disposizione il suo know-how ingegneristico per costruire i "muscoli"
di questi robot; dall'altro, diventerà essa stessa cliente, pianificando
l'inserimento di diverse centinaia di umanoidi all'interno della propria
rete di produzione globale nei prossimi cinque anni.
Dalla teoria alla catena di montaggio
Il cuore della notizia risiede proprio nel passaggio dalla
teoria alla pratica. Artem Sokolov, CEO e fondatore di Humanoid, è stato chiaro
su questo punto: l'epoca delle semplici "prove di concetto" è finita.
"Crediamo fermamente che il futuro della robotica umanoide non sarà
definito dalle dimostrazioni più impressionanti, ma dalla sua scalabilità su
larga scala", ha dichiarato Sokolov. L'obiettivo è testare le macchine
in condizioni reali, fuori dalla sicurezza dei laboratori, per dimostrare che
possono lavorare in ambienti industriali in modo affidabile e sicuro. I dati
raccolti sul campo dalle due aziende serviranno inoltre ad addestrare i modelli
di Intelligenza Artificiale, ottimizzando le prestazioni dei robot in un
ciclo di miglioramento continuo.
La tecnologia: come si muovono i nuovi umanoidi
Per rendere questi robot capaci di affiancare l'uomo, la
precisione è tutto. Qui entra in gioco Schaeffler, che si posiziona come
fornitore chiave di attuatori, i componenti che permettono il movimento
delle articolazioni. La collaborazione si concentrerà su attuatori dotati di riduttori
armonici, tecnologie essenziali per la parte superiore del corpo, le spalle
e le braccia dei robot. Questi componenti, sviluppati con processi di
avvolgimento e montaggio di precisione, offrono un rapporto ottimale tra peso e
potenza (coppia), garantendo movimenti fluidi, "gioco zero" e basso
attrito. Andreas Schick, COO di Schaeffler, ha sottolineato come l'integrazione
verticale dell'azienda permetterà di realizzare soluzioni su misura: "I
robot umanoidi rappresentano il massimo in termini di movimento e precisione.
Offriamo prodotti innovativi della massima qualità per portarli a un nuovo
livello".
Una scommessa sul futuro dell'automazione
Per Schaeffler, guidata dal CEO Klaus Rosenfeld,
questa mossa rappresenta un posizionamento strategico in un mercato in forte
ascesa. L'azienda non vuole essere solo uno spettatore, ma un attore
protagonista nella "technology of motion". L'accordo prevede lo
sviluppo di componenti sia per umanoidi bipedi (a due gambe) che per modelli su
ruote, di cui Schaeffler punta a diventare fornitore di riferimento. Con
l'ingresso di centinaia di queste unità nelle fabbriche europee e globali, la
visione di un'industria ibrida uomo-macchina smette di essere una previsione a
lungo termine e diventa un piano aziendale con scadenze precise. Il test sul
campo è iniziato