Fare le regole e non rispettarle: un terzo delle "Auto Blu" dello Stato viola i limiti sulle emissioni. Tutti i numeri

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auto blu che percorre strada al tramonto
Mentre ai cittadini si chiede di accelerare sulla transizione ecologica, la Pubblica Amministrazione ingrana la retromarcia. Il nuovo report di T&E svela una flotta statale sempre più inquinante, con Ministeri e Regioni in cima alla lista dei trasgressori delle normative ambientali.
La transizione ecologica italiana ha un problema di credibilità, e viaggia a bordo di un'auto blu. Mentre il dibattito pubblico e le politiche fiscali spingono i cittadini verso una mobilità a basse emissioni, lo Stato sembra aver dimenticato le sue stesse regole. La fotografia scattata da un recente studio commissionato da T&E (Transport & Environment) – realizzato da Withub con i ricercatori delle Università di Milano-Bicocca e Bari – non lascia spazio a interpretazioni: la decarbonizzazione della flotta della Pubblica Amministrazione (PA) ha frenato bruscamente, invertendo la rotta rispetto ai timidi progressi degli anni passati.
I dati, estratti da un database inedito di circa 12.000 immatricolazioni tra il 2019 e il 2025, delineano un quadro in cui l'inosservanza delle normative ambientali non è l'eccezione, ma una prassi consolidata.

Fuori legge un'auto su tre: il paradosso dei Ministeri

Il dato più allarmante riguarda il tetto massimo di emissioni consentito dalla legge. I Criteri Ambientali Minimi (CAM) fissano a 160 g/km di CO₂ il limite invalicabile per le nuove immatricolazioni. Se nel 2022 solo il 4% delle nuove auto pubbliche superava questa soglia, nel 2025 la percentuale è schizzata al 34%. In pratica, più di un acquisto su tre è letteralmente fuori norma.
A guidare questa classifica in negativo sono proprio i palazzi del potere centrale e territoriale: nel 2025, il 96% dei veicoli immatricolati dai Ministeri e il 76% di quelli regionali e provinciali sono risultati oltre la soglia massima consentita. Al contrario, un esempio virtuoso arriva dal comparto sanitario: ASL e ospedali, nell'ultimo anno, non hanno immatricolato alcun veicolo sopra i 160 g/km.

L'illusione dell'ibrido e il crollo dell'elettrico

La legge impone alla PA che almeno il 38,5% dei nuovi veicoli sia "green", ovvero con emissioni uguali o inferiori a 50 g/km di CO₂. Questo obiettivo, a livello aggregato, non è mai stato raggiunto. Nel 2022 si era toccato il 30,5%, ma nel 2025 la quota è precipitata a un misero 14%.
A trarre in inganno è spesso l'etichetta "ibrido". Le immatricolazioni di auto ibride nella PA sono passate dal 10% del 2020 al 64% del 2025. Tuttavia, si tratta in gran parte di veicoli che non rientrano affatto nei parametri delle basse emissioni. L'elettrico puro è crollato dal quasi 30% del 2022 ad appena il 14,1% odierno.
Non a caso, l'auto più acquistata dallo Stato nel 2025 è la FIAT Panda ibrida (278 unità), seguita da un veicolo altamente emissivo come la Subaru Forester (251 unità, con ben 185 g/km di CO₂). Per trovare un'auto a zero emissioni nella top five degli acquisti bisogna accontentarsi dei 40 esemplari di Dacia Spring.

Emissioni in risalita e un parco auto obsoleto

L'inevitabile conseguenza di queste scelte di acquisto è l'aumento dell'inquinamento medio. Dopo aver toccato un virtuoso picco minimo nel 2022 (89 g/km di CO₂), le emissioni medie delle nuove immatricolazioni PA nel 2025 sono risalite a 124 g/km, un dato superiore alla media nazionale del mercato privato.
A questo si aggiunge la fotografia di un parco auto circolante (che conta quasi 30.000 veicoli, esclusi quelli di soccorso, ordine pubblico e difesa) decisamente anziano: un'auto pubblica su cinque ha più di vent'anni, e circa 6.000 vetture appartengono ancora alle inquinanti classi Euro 0-3.

Chi controlla i controllori?

La compresenza di normative diverse (la Legge di Bilancio 2020 e i CAM del 2021) ha generato una confusione di cui le amministrazioni sembrano approfittare. Ma dal 1° gennaio 2026 le regole sono diventate ancora più severe: per rientrare nella quota "green", i veicoli devono avere emissioni pari a zero, un traguardo che richiede una svolta immediata.
"La Pubblica Amministrazione italiana non dà il buon esempio, anzi riesce a far peggio dei privati cittadini e delle aziende", accusa Esther Marchetti, Clean Transport Advocacy Manager di T&E Italia. "Emergono una normativa confusa e la scarsissima propensione a rispettarla. Qui è proprio il caso di chiedersi: chi controlla i controllori? Che lo Stato possa non rispettare le norme che si è dato è davvero sconfortante".

La flotta di Stato in sintesi: i numeri del 2025

  • 124 g/km: La media di CO₂ delle nuove auto immatricolate (in netto peggioramento rispetto agli 89 g/km del 2022).
  • 34%: La percentuale di nuove auto che viola il limite massimo di legge di 160 g/km.
  • 14%: La quota di veicoli a basse emissioni (≤50 g/km), lontanissima dall'obbligo di legge del 38,5%.
  • 64%: La quota di auto ibride acquistate, che nella maggior parte dei casi non soddisfano i requisiti di basse emissioni.
  • 20 anni: L'età media di 1 veicolo pubblico su 5 attualmente in circolazione.
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