Far West sulla Brindisi-Lecce: assalto al portavalori con esplosivo e finti lampeggianti. Presi due del commando [VIDEO]

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09 febbraio 2026, 16.45
immagine che ritrae un portavalori assaltato sulla brindisi lecce. si vede esplosione di un furgone bianco dietro a un'auto e due uomini armati
Terrore sulla statale 613: un gruppo armato ha bloccato la superstrada incendiando veicoli e ingaggiando un conflitto a fuoco con i Carabinieri. Scatta la caccia all'uomo nel nord Salento: fermati due fuggitivi, si cerca il resto della banda.
Scene da guerriglia urbana questa mattina sulla Strada Statale 613, l'arteria che collega Brindisi a Lecce. All'altezza dello svincolo per Tuturano, un commando paramilitare ha messo in atto un piano studiato nei minimi dettagli per assaltare un furgone portavalori. L'azione, caratterizzata da una violenza inaudita, ha paralizzato il traffico e scatenato il panico tra gli automobilisti, ma la pronta reazione delle forze dell'ordine ha portato al fermo di due presunti responsabili.

La dinamica: esplosivo e finti agenti

Il blitz è scattato con modalità che ricordano le azioni delle batterie criminali del foggiano. I malviventi, almeno sei persone secondo le prime ricostruzioni video, sono arrivati sul posto a bordo di un'Alfa Romeo blu dotata di un lampeggiante esterno, simulando di essere un'auto civetta delle forze dell'ordine o una scorta. L'obiettivo era confondere le guardie giurate e costringere il blindato a rallentare.
Una volta bloccato il mezzo, i banditi – che indossavano tute bianche e nere, passamontagna e imbracciavano fucili – hanno posizionato un veicolo di traverso sulla carreggiata, dandogli fuoco per creare una barriera fisica e visiva. Successivamente, hanno utilizzato dell'esplosivo per tentare di scardinare le portiere del portavalori, generando una densa nuvola di fumo visibile a chilometri di distanza. Secondo le prime informazioni, la rapina non sarebbe stata consumata, ma la statale si è trasformata in un campo di battaglia.

Il conflitto a fuoco e la fuga

L'arrivo dei Carabinieri ha interrotto l'azione criminale, scatenando un conflitto a fuoco. I banditi, sentendosi braccati, si sono dati alla fuga seminando il panico: per assicurarsi una via di scampo, avrebbero rapinato alcuni automobilisti in transito sottraendo le loro vetture.
Le ricerche, coordinate dal colonnello Andrea Siazzu del comando provinciale di Lecce, si sono concentrate immediatamente nel nord Salento, grazie anche alle preziose segnalazioni dei cittadini che hanno avvistato un'auto di grossa cilindrata sfrecciare ad alta velocità nelle campagne.

Caccia all'uomo: due fermati a Squinzano

La svolta è arrivata nelle campagne di Squinzano (Lecce). I militari della compagnia di Campi Salentina hanno individuato l'Alfa Romeo usata per la fuga, abbandonata. Poco distante, i carabinieri hanno intercettato e bloccato un uomo incappucciato che tentava di fuggire a piedi, disarmato. Successivamente è stato individuato anche un secondo complice, anch'egli col volto coperto.
Nelle vicinanze è stata rinvenuta una seconda auto, una Jeep, probabilmente posizionata in precedenza come "staffetta" per la seconda fase della fuga. I due fermati sono stati condotti in caserma per gli accertamenti: l'ipotesi investigativa più accreditata è che si tratti di una banda in trasferta proveniente dal foggiano, specializzata in assalti di questo tipo. La caccia all'uomo prosegue per individuare gli altri componenti del commando (almeno altri due), che potrebbero godere dell'appoggio di basisti locali.

Le reazioni e i disagi

La statale 613 è stata chiusa in entrambe le direzioni tra San Pietro Vernotico e Tuturano per permettere i rilievi e la rimozione dei mezzi incendiati, con squadre Anas sul posto per gestire la viabilità.
Dura la presa di posizione di Unarma. Nicola Magno, segretario generale regionale del sindacato, ha espresso solidarietà ai colleghi coinvolti nella sparatoria: "Ancora una volta i carabinieri si sono trovati in prima linea di fronte a un'azione criminale estremamente violenta e organizzata. È solo grazie alla professionalità e al sangue freddo dei colleghi se oggi non parliamo di una tragedia. Servono investimenti concreti in mezzi e tutele: non possiamo aspettare che ci siano vittime per intervenire".
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