Terrore sulla statale 613: un gruppo armato ha bloccato
la superstrada incendiando veicoli e ingaggiando un conflitto a fuoco con i
Carabinieri. Scatta la caccia all'uomo nel nord Salento: fermati due fuggitivi,
si cerca il resto della banda.
Scene da guerriglia urbana questa mattina sulla Strada
Statale 613, l'arteria che collega Brindisi a Lecce. All'altezza dello
svincolo per Tuturano, un commando paramilitare ha messo in atto un
piano studiato nei minimi dettagli per assaltare un furgone portavalori.
L'azione, caratterizzata da una violenza inaudita, ha paralizzato il traffico e
scatenato il panico tra gli automobilisti, ma la pronta reazione delle forze
dell'ordine ha portato al fermo di due presunti responsabili.
La dinamica: esplosivo e finti agenti
Il blitz è scattato con modalità che ricordano le azioni
delle batterie criminali del foggiano. I malviventi, almeno sei persone secondo
le prime ricostruzioni video, sono arrivati sul posto a bordo di un'Alfa Romeo
blu dotata di un lampeggiante esterno, simulando di essere un'auto
civetta delle forze dell'ordine o una scorta. L'obiettivo era confondere le
guardie giurate e costringere il blindato a rallentare.
Una volta bloccato il mezzo, i banditi – che indossavano
tute bianche e nere, passamontagna e imbracciavano fucili – hanno posizionato
un veicolo di traverso sulla carreggiata, dandogli fuoco per creare una
barriera fisica e visiva. Successivamente, hanno utilizzato dell'esplosivo per
tentare di scardinare le portiere del portavalori, generando una densa nuvola
di fumo visibile a chilometri di distanza. Secondo le prime informazioni, la
rapina non sarebbe stata consumata, ma la statale si è trasformata in un campo
di battaglia.
Il conflitto a fuoco e la fuga
L'arrivo dei Carabinieri ha interrotto l'azione
criminale, scatenando un conflitto a fuoco. I banditi, sentendosi braccati, si
sono dati alla fuga seminando il panico: per assicurarsi una via di scampo,
avrebbero rapinato alcuni automobilisti in transito sottraendo le loro vetture.
Le ricerche, coordinate dal colonnello Andrea Siazzu del
comando provinciale di Lecce, si sono concentrate immediatamente nel nord
Salento, grazie anche alle preziose segnalazioni dei cittadini che hanno
avvistato un'auto di grossa cilindrata sfrecciare ad alta velocità nelle
campagne.
Caccia all'uomo: due fermati a Squinzano
La svolta è arrivata nelle campagne di Squinzano (Lecce).
I militari della compagnia di Campi Salentina hanno individuato l'Alfa Romeo
usata per la fuga, abbandonata. Poco distante, i carabinieri hanno intercettato
e bloccato un uomo incappucciato che tentava di fuggire a piedi, disarmato.
Successivamente è stato individuato anche un secondo complice, anch'egli col
volto coperto.
Nelle vicinanze è stata rinvenuta una seconda auto, una
Jeep, probabilmente posizionata in precedenza come "staffetta" per la
seconda fase della fuga. I due fermati sono stati condotti in caserma per gli
accertamenti: l'ipotesi investigativa più accreditata è che si tratti di una
banda in trasferta proveniente dal foggiano, specializzata in assalti di
questo tipo. La caccia all'uomo prosegue per individuare gli altri componenti
del commando (almeno altri due), che potrebbero godere dell'appoggio di basisti
locali.
Le reazioni e i disagi
La statale 613 è stata chiusa in entrambe le direzioni tra
San Pietro Vernotico e Tuturano per permettere i rilievi e la rimozione dei
mezzi incendiati, con squadre Anas sul posto per gestire la viabilità.
Dura la presa di posizione di Unarma. Nicola Magno,
segretario generale regionale del sindacato, ha espresso solidarietà ai
colleghi coinvolti nella sparatoria: "Ancora una volta i carabinieri si
sono trovati in prima linea di fronte a un'azione criminale estremamente
violenta e organizzata. È solo grazie alla professionalità e al sangue freddo
dei colleghi se oggi non parliamo di una tragedia. Servono investimenti
concreti in mezzi e tutele: non possiamo aspettare che ci siano vittime per
intervenire".