Il colosso dell'auto annuncia una maxi-svalutazione da 22
miliardi per riallineare la strategia alla domanda reale. Stop ai dividendi e
ritorno dei motori termici: ecco come Stellantis ridisegna il suo futuro. C'è un momento, nella vita delle grandi aziende, in cui
bisogna guardare in faccia la realtà e avere il coraggio di sterzare. Per
Stellantis, quel momento è arrivato. Con una mossa decisa e trasparente, il
Gruppo guidato dal CEO Antonio Filosa ha annunciato una profonda
"reimpostazione del business": una manovra da oltre 22 miliardi di
euro di oneri che segna un cambio di paradigma rispetto alla corsa forzata
verso l'elettrico puro.
Il messaggio è chiaro: la transizione energetica non si
impone, si accompagna. E soprattutto, non si può fare ignorando la voce di chi
le auto le deve comprare e guidare ogni giorno.
La libertà di scelta come nuovo mantra
Il cuore della nuova strategia è la "libertà di
scelta".
Stellantis prende atto che la domanda di veicoli elettrici (BEV)
non ha seguito le curve di crescita ipotizzate qualche anno fa. La sovrastima
del ritmo della transizione ha creato un disallineamento tra l'offerta
industriale e i reali desideri (e possibilità economiche) dei consumatori.
La risposta è pragmatica: l'elettrico resta un pilastro
fondamentale e l'azienda continuerà a investirci per mantenere la leadership
tecnologica, ma il ritmo sarà dettato dal mercato, non dalle ideologie. Questo
si traduce in un ritorno di fiamma per i motori ibridi e termici avanzati,
tecnologie che oggi rispondono meglio alle esigenze di una vasta fetta di
clientela.
Non a caso, tra le iniziative di prodotto già avviate
spiccano il ritorno di icone come il motore HEMI® V-8 per il RAM 1500 e
il rilancio di modelli strategici come la Jeep Cherokee e la nuova Compass.
Anche in Europa si guarda alla concretezza con il lancio della Fiat Grande
Panda e della 500 Hybrid, vetture accessibili e pensate per la
mobilità reale.
I conti del riallineamento: 22 miliardi di oneri e stop ai dividendi
Raddrizzare la rotta di una nave così grande ha un costo.
Nel secondo semestre del 2025,
Stellantis ha iscritto a bilancio oneri per
circa
22,2 miliardi di euro. Una cifra monstre, necessaria per
"pulire" i conti da investimenti in piattaforme e modelli elettrici
che non avrebbero garantito la redditività sperata (inclusa la cancellazione
del RAM 1500 BEV).
Di questi 22 miliardi:
- 14,7
miliardi sono legati al riallineamento dei piani prodotto e alle
svalutazioni di asset BEV.
- 2,1
miliardi riguardano il ridimensionamento della filiera delle batterie.
- 5,4
miliardi coprono altri costi operativi, inclusi accantonamenti per
garanzie e ristrutturazioni.
Come diretta conseguenza della perdita netta registrata nel
2025, il Consiglio di Amministrazione ha preso una decisione dolorosa ma
necessaria per preservare la cassa: niente dividendi nel 2026. Per
rafforzare ulteriormente la struttura patrimoniale, è stata autorizzata
l'emissione di obbligazioni ibride fino a 5 miliardi di euro.
I segnali di ripresa: volumi in crescita e qualità in aumento
Se la medicina è amara, i primi effetti della cura sembrano
però già visibili. Il secondo semestre del 2025 ha mostrato un'inversione di
tendenza incoraggiante:
- Volumi
in crescita: Le consegne sono aumentate dell'11% rispetto all'anno
precedente, trainate da un robusto +39% in Nord America.
- Ordini
in aumento: In Europa, la raccolta ordini ha accelerato, chiudendo
l'anno con un +23% nel quarto trimestre.
- Migliore
qualità: Grazie a una riorganizzazione dei processi e all'assunzione
di oltre 2.000 ingegneri, le segnalazioni di problemi nel primo mese di
vita delle vetture sono crollate del 50% in USA e del 30% in Europa.
Il futuro: pragmatismo e crescita profittevole
Il CEO Antonio Filosa non usa mezzi termini: "Gli
oneri annunciati oggi riflettono in larga parte il costo derivante da una
sovrastima del ritmo della transizione energetica, che ci ha allontanato dalle
esigenze reali di molti acquirenti".
Il 2026 sarà l'anno dell'esecuzione. Con una liquidità
industriale di 46 miliardi di euro e un piano prodotti che ora guarda in faccia
la realtà del mercato (dagli USA all'Europa),
Stellantis punta a un
miglioramento sequenziale dei margini e della generazione di cassa.
La scommessa è audace: ammettere che la strada tracciata in
passato andava corretta per poter correre più veloci in futuro. L'appuntamento
per i dettagli è fissato al 21 maggio, data dell'Investor Day, ma la direzione
è già tracciata: meno dogmi, più auto che la gente vuole comprare.