Ecco il piano reale di Stellantis per cambiare rotta: cliente al centro e l'elettrico rallenta (ma non si ferma)

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09 febbraio 2026, 12.55
stellantis insegna
Il colosso dell'auto annuncia una maxi-svalutazione da 22 miliardi per riallineare la strategia alla domanda reale. Stop ai dividendi e ritorno dei motori termici: ecco come Stellantis ridisegna il suo futuro.
C'è un momento, nella vita delle grandi aziende, in cui bisogna guardare in faccia la realtà e avere il coraggio di sterzare. Per Stellantis, quel momento è arrivato. Con una mossa decisa e trasparente, il Gruppo guidato dal CEO Antonio Filosa ha annunciato una profonda "reimpostazione del business": una manovra da oltre 22 miliardi di euro di oneri che segna un cambio di paradigma rispetto alla corsa forzata verso l'elettrico puro.
Il messaggio è chiaro: la transizione energetica non si impone, si accompagna. E soprattutto, non si può fare ignorando la voce di chi le auto le deve comprare e guidare ogni giorno.

La libertà di scelta come nuovo mantra

Il cuore della nuova strategia è la "libertà di scelta". Stellantis prende atto che la domanda di veicoli elettrici (BEV) non ha seguito le curve di crescita ipotizzate qualche anno fa. La sovrastima del ritmo della transizione ha creato un disallineamento tra l'offerta industriale e i reali desideri (e possibilità economiche) dei consumatori.
La risposta è pragmatica: l'elettrico resta un pilastro fondamentale e l'azienda continuerà a investirci per mantenere la leadership tecnologica, ma il ritmo sarà dettato dal mercato, non dalle ideologie. Questo si traduce in un ritorno di fiamma per i motori ibridi e termici avanzati, tecnologie che oggi rispondono meglio alle esigenze di una vasta fetta di clientela.
Non a caso, tra le iniziative di prodotto già avviate spiccano il ritorno di icone come il motore HEMI® V-8 per il RAM 1500 e il rilancio di modelli strategici come la Jeep Cherokee e la nuova Compass. Anche in Europa si guarda alla concretezza con il lancio della Fiat Grande Panda e della 500 Hybrid, vetture accessibili e pensate per la mobilità reale.

I conti del riallineamento: 22 miliardi di oneri e stop ai dividendi

Raddrizzare la rotta di una nave così grande ha un costo. Nel secondo semestre del 2025, Stellantis ha iscritto a bilancio oneri per circa 22,2 miliardi di euro. Una cifra monstre, necessaria per "pulire" i conti da investimenti in piattaforme e modelli elettrici che non avrebbero garantito la redditività sperata (inclusa la cancellazione del RAM 1500 BEV).
Di questi 22 miliardi:
  • 14,7 miliardi sono legati al riallineamento dei piani prodotto e alle svalutazioni di asset BEV.
  • 2,1 miliardi riguardano il ridimensionamento della filiera delle batterie.
  • 5,4 miliardi coprono altri costi operativi, inclusi accantonamenti per garanzie e ristrutturazioni.
Come diretta conseguenza della perdita netta registrata nel 2025, il Consiglio di Amministrazione ha preso una decisione dolorosa ma necessaria per preservare la cassa: niente dividendi nel 2026. Per rafforzare ulteriormente la struttura patrimoniale, è stata autorizzata l'emissione di obbligazioni ibride fino a 5 miliardi di euro.

I segnali di ripresa: volumi in crescita e qualità in aumento

Se la medicina è amara, i primi effetti della cura sembrano però già visibili. Il secondo semestre del 2025 ha mostrato un'inversione di tendenza incoraggiante:
  • Volumi in crescita: Le consegne sono aumentate dell'11% rispetto all'anno precedente, trainate da un robusto +39% in Nord America.
  • Ordini in aumento: In Europa, la raccolta ordini ha accelerato, chiudendo l'anno con un +23% nel quarto trimestre.
  • Migliore qualità: Grazie a una riorganizzazione dei processi e all'assunzione di oltre 2.000 ingegneri, le segnalazioni di problemi nel primo mese di vita delle vetture sono crollate del 50% in USA e del 30% in Europa.

Il futuro: pragmatismo e crescita profittevole

Il CEO Antonio Filosa non usa mezzi termini: "Gli oneri annunciati oggi riflettono in larga parte il costo derivante da una sovrastima del ritmo della transizione energetica, che ci ha allontanato dalle esigenze reali di molti acquirenti".
Il 2026 sarà l'anno dell'esecuzione. Con una liquidità industriale di 46 miliardi di euro e un piano prodotti che ora guarda in faccia la realtà del mercato (dagli USA all'Europa), Stellantis punta a un miglioramento sequenziale dei margini e della generazione di cassa.
La scommessa è audace: ammettere che la strada tracciata in passato andava corretta per poter correre più veloci in futuro. L'appuntamento per i dettagli è fissato al 21 maggio, data dell'Investor Day, ma la direzione è già tracciata: meno dogmi, più auto che la gente vuole comprare.
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