È partita la produzione della batteria da 1.000 km: se arriva davvero l’auto elettrica di oggi è finita

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24 febbraio 2026, 15.35
batteria auto elettrica
L'industria automobilistica ha appena varcato una frontiera tecnologica che promette di rivoluzionare la mobilità globale. Ganfeng Lithium, colosso mondiale nell'estrazione del litio e fornitore strategico del Gruppo Hyundai, ha annunciato l'inizio della produzione della sua nuova generazione di batterie con una densità energetica record di 650 Wh/kg.
Si tratta di un traguardo epocale per il 2026: questo dato, di fatto, triplica la capacità di accumulo delle batterie convenzionali attualmente in circolazione, segnando un punto di svolta decisivo per l'autonomia dei veicoli elettrici.

Il salto tecnologico: cosa significano 650 Wh/kg?

Per comprendere la portata dell'annuncio, è sufficiente confrontare i numeri. Attualmente, la maggior parte dei veicoli elettrici sul mercato utilizza celle agli ioni di litio con una densità energetica compresa tra i 200 e i 250 Wh/kg.
Il raggiungimento dei 650 Wh/kg offre ai costruttori automobilistici due scenari industriali dirompenti:
  • Autonomie estreme: Mantenendo le dimensioni e il peso degli attuali pacchi batteria, le vetture potranno superare agilmente la soglia dei 1.000 chilometri di autonomia con una singola ricarica.
  • Efficienza e leggerezza: In alternativa, sarà possibile installare batterie tre volte più piccole e leggere per garantire le autonomie standard odierne (400-500 km), riducendo drasticamente il peso del veicolo e migliorando in modo esponenziale i consumi di energia per chilometro.

La soluzione scientifica: sconfitto il problema dei dendriti

Il limite storico delle batterie al litio metallico ad alta densità è sempre stato il deterioramento chimico. All'interno delle celle ad alte prestazioni, infatti, tendono a formarsi i cosiddetti "dendriti di litio", strutture cristalline che possono perforare i separatori interni causando cortocircuiti e una rapida degradazione dell'accumulatore.
Gli ingegneri di Ganfeng Lithium hanno dichiarato di aver risolto questa criticità impiegando elettrodi di nuova concezione. L'utilizzo di litio metallico in lega multielemento ha permesso di migliorare la stabilità elettrochimica, inibendo con successo la crescita dei dendriti. I test hanno confermato il raggiungimento di una densità di corrente critica di 50 mA/cm² e una capacità superficiale di 1 mAh/cm², valori che certificano l'affidabilità della cella.

L'asse Hyundai-Ganfeng: una mossa strategica

L'avvio della produzione in questo 2026 non è un evento isolato, ma il risultato di una stretta collaborazione industriale. Hyundai ha siglato accordi di fornitura a lungo termine per garantirsi un accesso prioritario a questa tecnologia.
Questa integrazione verticale permette alla casa automobilistica coreana di blindare la propria catena di approvvigionamento contro la volatilità del mercato delle materie prime, partecipando attivamente allo sviluppo della chimica che alimenterà i suoi modelli futuri. Dal canto suo, Ganfeng Lithium consolida la propria transizione da semplice azienda mineraria a produttore di componenti ad altissima tecnologia, avendo già superato le fasi delle batterie di prima (260 Wh/kg) e seconda generazione (400 Wh/kg).

La fine dell'"ansia da ricarica"

Con l'avvio della produzione di massa, il mercato automobilistico si prepara a un cambio di paradigma. Le auto elettriche, spesso relegate a un uso prevalentemente urbano o vincolate a rigorose pianificazioni per i lunghi viaggi, si apprestano a diventare veri e propri "incrociatori" transcontinentali. Equiparando o superando la libertà di movimento offerta dai motori a combustione interna, l'adozione di massa di questa tecnologia potrebbe abbattere definitivamente l'ultima barriera psicologica dei consumatori: l'ansia da autonomia.
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