Dal Gran Premio alla ricerca applicata: l'Autodromo di Monza e il Politecnico di Milano firmano un patto storico

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di Simone Bocca
20 aprile 2026, 14.30
Nell'immagine si vedono i membri del dipartimento di design del Politecnico di Milano
L'Autodromo Nazionale Monza e il Politecnico di Milano hanno siglato una convenzione quadro della durata di cinque anni. Non si tratta del solito accordo di facciata tra un'università e un'istituzione: l'obiettivo dichiarato è trasformare uno dei circuiti più iconici al mondo in un vero banco di prova per la ricerca applicata, coinvolgendo studenti, ricercatori e docenti in progetti concreti e misurabili.
Le aree di lavoro sono ampie e ambiziose. Si va dallo studio dei materiali per asfalti ad alte prestazioni allo sviluppo di sistemi di sicurezza per le infrastrutture sportive, dalla sperimentazione di tecnologie automotive alla realizzazione di modelli di simulazione avanzata per la progettazione e la gestione dei circuiti. Non mancano temi meno ovvi ma ugualmente rilevanti, come la gestione dei flussi di pubblico durante i grandi eventi, la sostenibilità ambientale e la valorizzazione delle strutture storiche del tracciato brianzolo.
A coordinare il progetto per il Politecnico sarà il professor Emilio Faroldi, Prorettore vicario dell'ateneo milanese, che non nasconde l'entusiasmo per un contesto di lavoro fuori dal comune: «L'Autodromo di Monza rappresenta un'infrastruttura complessa e di grande valore, in grado di rappresentare il contesto ideale per sviluppare attività di ricerca e sperimentazione applicata. Lavorare qui significa confrontarsi con condizioni reali caratterizzate da un'elevata complessità».
Dal lato dell'Autodromo, il presidente Giuseppe Redaelli ricorda che Monza ha sempre avuto una vocazione all'innovazione che va ben oltre le gare: «Fin dalle sue origini, l'Autodromo è stato molto più di un circuito: una palestra e un laboratorio. Qui sono nate soluzioni poi diffuse su larga scala, dall'uso dei caschi integrali ai guardrail, fino alle tecnologie di telepedaggio». Una storia che questa convenzione intende continuare, proiettandola verso le sfide tecnologiche dei prossimi anni.
L'accordo arriva in un momento in cui il trasferimento tecnologico tra università e industria è sempre più al centro delle strategie di sviluppo del Paese. Avere come campo di sperimentazione un circuito che ospita il Gran Premio d'Italia di Formula 1 non è un dettaglio secondario: garantisce visibilità internazionale ai risultati della ricerca e un livello di complessità operativa difficile da replicare in laboratorio.
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