Caos Rc Auto, il "buco" DallBogg: migliaia di sinistri non pagati, ma l'Ivass guarda altrove?

Notizie
11 febbraio 2026, 13.05
Scena post-incidente stradale in una giornata di pioggia: agenti di polizia compilano il verbale in primo piano mentre un carroattrezzi carica un'auto danneggiata sullo sfondo.
Mentre l'Autorità di vigilanza si concentra sulla mancata consegna degli attestati di rischio, Assoutenti lancia l'allarme: "Il vero problema sono i risarcimenti bloccati. È illogico far gestire i danni a una compagnia già sanzionata in Europa".
C'è un caso che sta montando nel silenzio generale del mercato assicurativo italiano e che rischia di lasciare a piedi migliaia di automobilisti coinvolti in incidenti stradali. Al centro della bufera c'è Insurance JSC DallBogg, compagnia bulgara operante in Italia in regime di libera prestazione di servizi, già colpita da un divieto di stipula e rinnovo di contratti in tutti i Paesi UE diversi dalla Bulgaria.
Mentre l'IVASS (l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) ha recentemente acceso un faro sulle irregolarità amministrative della compagnia, in particolare sulla mancata consegna degli attestati di rischio, le associazioni dei consumatori denunciano una realtà ben più grave: i rubinetti dei risarcimenti sembrano essersi chiusi.

L'accusa: "Documenti importanti, ma i soldi lo sono di più"

La polemica nasce dall'ultima comunicazione dell'Ivass, che ha reso noto di aver avviato interlocuzioni con l'Autorità di vigilanza bulgara e con l'EIOPA (l'autorità europea) a seguito di numerose segnalazioni di clienti che non riescono a ottenere l'attestato di rischio, documento essenziale per cambiare assicurazione mantenendo la propria classe di merito.
Una mossa che però viene giudicata tardiva e parziale da Assoutenti. "L’attestato di rischio è un problema serio, ma non è il principale", ha dichiarato Gabriele Melluso, Presidente dell'associazione. "Da mesi riceviamo segnalazioni documentate di sinistri non pagati, anche in presenza di impegni scritti della compagnia. Su questo aspetto Ivass tace, ed è un silenzio che preoccupa".

Il paradosso dell'indennizzo diretto

Il cuore della questione è tecnico ma ha ricadute devastanti per le tasche dei cittadini. Assoutenti solleva un dubbio legittimo sulla tenuta del sistema: come è possibile che una compagnia, a cui le autorità europee hanno vietato di raccogliere nuovi premi (di fatto bloccandone l'attività commerciale espansiva per dubbi sulla solidità o condotta), possa continuare a gestire la liquidazione dei sinistri per conto di altri?
"È del tutto illogico consentire a una compagnia in evidente difficoltà finanziaria di gestire risarcimenti per conto di altri assicuratori", attacca Melluso. Il riferimento è al meccanismo del risarcimento diretto: quando un automobilista assicurato con una compagnia solida ha un incidente con un cliente DallBogg, o viceversa, la gestione della pratica può finire nelle maglie della compagnia bulgara come "impresa gestionaria". Se questa non paga, la catena si spezza e il danneggiato rimane senza indennizzo.

La richiesta di intervento

Di fronte a migliaia di automobilisti che attendono somme dovute per legge, l'associazione dei consumatori ha avanzato tre richieste precise all'Ivass per arginare l'emergenza:
  1. Stop immediato all'indennizzo diretto per i sinistri in cui DallBogg opera come impresa gestionaria.
  2. L'obbligo di pagamento diretto da parte delle compagnie realmente obbligate, bypassando l'intermediario in difficoltà.
  3. Una valutazione urgente sull'opportunità di sospendere totalmente le attività operative della compagnia in Italia.
La palla passa ora all'Autorità di Vigilanza: continuare a monitorare la burocrazia degli attestati o intervenire drasticamente per sbloccare i pagamenti dei danni?
loading

Loading