Mentre l'Autorità di vigilanza si concentra sulla mancata
consegna degli attestati di rischio, Assoutenti lancia l'allarme: "Il vero
problema sono i risarcimenti bloccati. È illogico far gestire i danni a una
compagnia già sanzionata in Europa".
C'è un caso che sta montando nel silenzio generale del
mercato assicurativo italiano e che rischia di lasciare a piedi migliaia di
automobilisti coinvolti in incidenti stradali. Al centro della bufera c'è Insurance
JSC DallBogg, compagnia bulgara operante in Italia in regime di libera
prestazione di servizi, già colpita da un divieto di stipula e rinnovo di
contratti in tutti i Paesi UE diversi dalla Bulgaria.
Mentre l'IVASS (l'Istituto per la vigilanza sulle
assicurazioni) ha recentemente acceso un faro sulle irregolarità amministrative
della compagnia, in particolare sulla mancata consegna degli attestati di
rischio, le associazioni dei consumatori denunciano una realtà ben più grave: i
rubinetti dei risarcimenti sembrano essersi chiusi.
L'accusa: "Documenti importanti, ma i soldi lo sono di più"
La polemica nasce dall'ultima comunicazione dell'Ivass, che
ha reso noto di aver avviato interlocuzioni con l'Autorità di vigilanza bulgara
e con l'EIOPA (l'autorità europea) a seguito di numerose segnalazioni di
clienti che non riescono a ottenere l'attestato di rischio, documento
essenziale per cambiare assicurazione mantenendo la propria classe di merito.
Una mossa che però viene giudicata tardiva e parziale da Assoutenti.
"L’attestato di rischio è un problema serio, ma non è il principale",
ha dichiarato Gabriele Melluso, Presidente dell'associazione. "Da
mesi riceviamo segnalazioni documentate di sinistri non pagati, anche in
presenza di impegni scritti della compagnia. Su questo aspetto Ivass tace, ed è
un silenzio che preoccupa".
Il paradosso dell'indennizzo diretto
Il cuore della questione è tecnico ma ha ricadute devastanti
per le tasche dei cittadini. Assoutenti solleva un dubbio legittimo sulla
tenuta del sistema: come è possibile che una compagnia, a cui le autorità
europee hanno vietato di raccogliere nuovi premi (di fatto bloccandone
l'attività commerciale espansiva per dubbi sulla solidità o condotta), possa
continuare a gestire la liquidazione dei sinistri per conto di altri?
"È del tutto illogico consentire a una compagnia in
evidente difficoltà finanziaria di gestire risarcimenti per conto di altri
assicuratori", attacca Melluso. Il riferimento è al meccanismo del risarcimento
diretto: quando un automobilista assicurato con una compagnia solida ha un
incidente con un cliente DallBogg, o viceversa, la gestione della pratica può
finire nelle maglie della compagnia bulgara come "impresa
gestionaria". Se questa non paga, la catena si spezza e il danneggiato
rimane senza indennizzo.
La richiesta di intervento
Di fronte a migliaia di automobilisti che attendono somme
dovute per legge, l'associazione dei consumatori ha avanzato tre richieste
precise all'Ivass per arginare l'emergenza:
- Stop
immediato all'indennizzo diretto per i sinistri in cui DallBogg opera
come impresa gestionaria.
- L'obbligo
di pagamento diretto da parte delle compagnie realmente obbligate,
bypassando l'intermediario in difficoltà.
- Una
valutazione urgente sull'opportunità di sospendere totalmente le attività
operative della compagnia in Italia.
La palla passa ora all'Autorità di Vigilanza: continuare a
monitorare la burocrazia degli attestati o intervenire drasticamente per
sbloccare i pagamenti dei danni?