Auto aziendali, la svolta elettrica è in garage ma il costo resta un freno: l'analisi sulla transizione in Italia

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22 aprile 2026, 10.44
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Mentre nove aziende italiane su dieci hanno già installato punti di ricarica interni, l’alto prezzo d'acquisto dei veicoli e l’incertezza sulle tariffe energetiche rappresentano i principali ostacoli per i fleet manager. I dati del nuovo studio DKV Mobility.
La direzione è tracciata, ma il percorso presenta ancora salite ripide, soprattutto di natura economica. Il mondo delle flotte aziendali in Italia e in Europa sta vivendo una fase di profonda trasformazione, dove l’entusiasmo per l’innovazione tecnologica deve fare i conti con la pragmatica gestione dei bilanci.
Secondo l’ultimo DKV Mobility EMobility Study, condotto dall’istituto Innofact AG su un campione di oltre 1.700 fleet manager in otto Paesi europei, oltre la metà delle imprese prevede di incrementare la quota di veicoli full electric (BEV) nei prossimi due anni. Tuttavia, dietro i numeri della crescita si nasconde una realtà complessa, fatta di investimenti infrastrutturali coraggiosi e barriere all'entrata ancora significative.

Il "modello Italia": la ricarica si fa in azienda

Il dato italiano emerge con forza per un aspetto specifico: l’autonomia infrastrutturale. Nel nostro Paese, il 90% delle aziende che hanno già inserito veicoli elettrici o plug-in in flotta dispone di infrastrutture di ricarica proprie in sede. Non si tratta di un traguardo statico: il 78% degli intervistati ha già pianificato un ampliamento di queste reti entro i prossimi due anni, puntando con decisione su colonnine (53%) e wallbox (33%).
Questa tendenza riflette una necessità strategica: sopperire alle lacune della rete pubblica e garantire ai dipendenti la certezza del "pieno" prima di mettersi in viaggio. Se la ricarica sul posto di lavoro è ormai una realtà consolidata, la sfida si sposta ora sulla gestione dei costi operativi.

I nodi del cambiamento: prezzi e infrastruttura pubblica

Nonostante la spinta verso la sostenibilità, il passaggio all'elettrico non è privo di attriti. Per i mobility manager italiani, gli ostacoli sono chiaramente identificati:
  1. Costi di acquisizione: L'80% degli intervistati ritiene che il prezzo d'acquisto dei veicoli elettrici sia ancora troppo elevato rispetto alle alternative termiche.
  2. Energia e ricarica: Il 74% guarda con preoccupazione alla volatilità dei prezzi dell'elettricità.
  3. Rete pubblica e autonomia: Nonostante i progressi, il 73% segnala una percezione di autonomia ancora limitata e una copertura geografica delle colonnine pubbliche giudicata insufficiente.
"L’elettrificazione sta entrando in una fase più matura", osserva Marco Berardelli, managing director di DKV Mobility Italia. "L’interesse è concreto, ma la velocità della transizione dipenderà dalla capacità di rendere il cambiamento sostenibile nel tempo. Costi, disponibilità energetica e infrastrutture devono evolvere con continuità".

Gestire la flotta tra sostenibilità e bilancio

Per chi guida un'auto aziendale, il futuro sarà un mix tecnologico ancora per qualche tempo. Sebbene BEV e plug-in guadagnino terreno, diesel e benzina mantengono un peso specifico nel mix europeo, con i Paesi Bassi a fare da capofila dell'elettrico e l'Europa dell'Est che procede con maggiore gradualità.
In Italia, la pressione sui costi e i requisiti di sostenibilità (entrambi segnalati come criticità dal 79% dei manager) viaggiano di pari passo. Per far fronte a questa complessità, le aziende si affidano sempre di più a strumenti di gestione digitale: il 70% utilizza carte carburante e, tra chi possiede veicoli elettrificati, il 43% ha già adottato carte di ricarica dedicate.

Uno sguardo al futuro

La trasformazione delle flotte non è solo una questione di motorizzazioni, ma un compito strategico che ridefinisce il concetto stesso di mobilità aziendale. Se da un lato l'orientamento all'efficienza e alla responsabilità ambientale è ormai irreversibile, dall'altro la "scossa" definitiva al mercato arriverà solo quando il total cost of ownership (il costo totale di possesso) dell'elettrico sarà realmente competitivo con quello dei motori tradizionali.
Per il dipendente che oggi sceglie la sua prossima auto aziendale, il messaggio è chiaro: l'infrastruttura in ufficio c'è, la volontà politica anche, ma la sfida economica resta il vero ago della bilancia per la mobilità di domani.
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