Presentate a Palazzo Madama le iniziative per
l'anniversario dell'Automotoclub Storico Italiano. Dalla tutela del Made in
Italy alla sfida dei biocarburanti per superare i divieti europei.
Il veicolo d'epoca non è solo un oggetto da collezione, ma
un ponte tangibile tra il passato industriale italiano e le sfide della
mobilità futura. È questo il messaggio centrale emerso martedì 21 aprile nella
Sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca "Giovanni Spadolini"
del Senato, dove l'Automotoclub Storico Italiano (ASI) ha inaugurato le
celebrazioni per il suo 60° anniversario.
L'incontro, intitolato "1926-2026: 60 anni di
Automotoclub Storico Italiano, l’Italia e il valore del patrimonio culturale
motoristico", ha visto il confronto tra i vertici dell'associazione e
i rappresentanti delle istituzioni, uniti dall'obiettivo di valorizzare un
patrimonio che racconta l'evoluzione del design, dell'ingegneria e
dell'imprenditoria del Belpaese.
La memoria come motore di sviluppo
L'impatto del motorismo storico va ben oltre la semplice
conservazione meccanica. Come sottolineato nel messaggio inviato dalla
vicepresidente del Senato, Licia Ronzulli, l'Italia ha la capacità di
"trasformare la memoria in futuro", generando "nuove
opportunità, nuova occupazione e sviluppo" a partire da ciò che, con
passione e determinazione, è stato sottratto all'oblio del tempo.
Un concetto ribadito dall'onorevole Cristina Rossello, che
ha evidenziato il ruolo cruciale dell'ASI nel rendere fruibili beni di
inestimabile valore, trasformando collezioni private in memoria collettiva.
L'esempio più emblematico citato è l'acquisizione e il salvataggio della
storica Collezione Bertone, riportata a Torino e messa a disposizione del
pubblico grazie all'intervento dell'associazione.
La sfida europea e la transizione ecologica
Il dibattito istituzionale ha toccato anche i temi di più
stretta attualità politica, in particolare le normative ambientali. La
senatrice Elena Murelli, presidente dell'Intergruppo Parlamentare per il
Motorismo Storico, ha rivendicato il lavoro svolto in sede europea per
contrastare le direttive del Green Deal che prevedono divieti di
circolazione rischiosi per i veicoli storici.
"I veicoli d'epoca fanno sintesi della storia del
nostro Made in Italy", ha spiegato Murelli. "Il nostro obiettivo è
creare un'alternativa per garantire la libera circolazione, puntando anche
sull'utilizzo dei biocarburanti, e promuovere azioni mirate alla tutela dei
marchi storici".
Un'eredità condivisa per il sistema Paese
A delineare la visione strategica dell'associazione è stato
il presidente dell'ASI, Alberto Scuro, che ha lanciato un forte appello
all'unità del settore. "Il nostro intento è superare i divisionismi che
troppo spesso alimentano questo comparto e creare una rete di connessioni
capace di rappresentare il motorismo storico come uno dei valori portanti del
nostro Paese, riconosciuto a livello internazionale", ha dichiarato.
Scuro ha ricordato come i sessant'anni dell'ASI siano stati
caratterizzati dallo sforzo continuo per far comprendere che la tutela di
veicoli unici e la storia di famiglie imprenditoriali e designer non risponde
all'esclusivo interesse di pochi proprietari, ma genera un impatto culturale
che arricchisce l'intera nazione.
Le celebrazioni per il traguardo dell'associazione,
introdotte dalla vicepresidente ASI Agnese Di Matteo, entreranno nel vivo nei
prossimi mesi. Tra le iniziative previste spicca l'emissione di un francobollo
commemorativo dedicato, mentre il culmine dei festeggiamenti è fissato per
settembre, con un grande evento sul circuito di Misano che chiamerà a raccolta
tutto il mondo del motorismo storico italiano e internazionale.