Il motorismo storico entra in Senato: l'ASI celebra 60 anni a difesa del patrimonio culturale su ruote

Storiche
22 aprile 2026, 10.53
ASI 60 Presentazione Senato 02
Presentate a Palazzo Madama le iniziative per l'anniversario dell'Automotoclub Storico Italiano. Dalla tutela del Made in Italy alla sfida dei biocarburanti per superare i divieti europei.
Il veicolo d'epoca non è solo un oggetto da collezione, ma un ponte tangibile tra il passato industriale italiano e le sfide della mobilità futura. È questo il messaggio centrale emerso martedì 21 aprile nella Sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca "Giovanni Spadolini" del Senato, dove l'Automotoclub Storico Italiano (ASI) ha inaugurato le celebrazioni per il suo 60° anniversario.
L'incontro, intitolato "1926-2026: 60 anni di Automotoclub Storico Italiano, l’Italia e il valore del patrimonio culturale motoristico", ha visto il confronto tra i vertici dell'associazione e i rappresentanti delle istituzioni, uniti dall'obiettivo di valorizzare un patrimonio che racconta l'evoluzione del design, dell'ingegneria e dell'imprenditoria del Belpaese.

La memoria come motore di sviluppo

L'impatto del motorismo storico va ben oltre la semplice conservazione meccanica. Come sottolineato nel messaggio inviato dalla vicepresidente del Senato, Licia Ronzulli, l'Italia ha la capacità di "trasformare la memoria in futuro", generando "nuove opportunità, nuova occupazione e sviluppo" a partire da ciò che, con passione e determinazione, è stato sottratto all'oblio del tempo.
Un concetto ribadito dall'onorevole Cristina Rossello, che ha evidenziato il ruolo cruciale dell'ASI nel rendere fruibili beni di inestimabile valore, trasformando collezioni private in memoria collettiva. L'esempio più emblematico citato è l'acquisizione e il salvataggio della storica Collezione Bertone, riportata a Torino e messa a disposizione del pubblico grazie all'intervento dell'associazione.

La sfida europea e la transizione ecologica

Il dibattito istituzionale ha toccato anche i temi di più stretta attualità politica, in particolare le normative ambientali. La senatrice Elena Murelli, presidente dell'Intergruppo Parlamentare per il Motorismo Storico, ha rivendicato il lavoro svolto in sede europea per contrastare le direttive del Green Deal che prevedono divieti di circolazione rischiosi per i veicoli storici.
"I veicoli d'epoca fanno sintesi della storia del nostro Made in Italy", ha spiegato Murelli. "Il nostro obiettivo è creare un'alternativa per garantire la libera circolazione, puntando anche sull'utilizzo dei biocarburanti, e promuovere azioni mirate alla tutela dei marchi storici".

Un'eredità condivisa per il sistema Paese

A delineare la visione strategica dell'associazione è stato il presidente dell'ASI, Alberto Scuro, che ha lanciato un forte appello all'unità del settore. "Il nostro intento è superare i divisionismi che troppo spesso alimentano questo comparto e creare una rete di connessioni capace di rappresentare il motorismo storico come uno dei valori portanti del nostro Paese, riconosciuto a livello internazionale", ha dichiarato.
Scuro ha ricordato come i sessant'anni dell'ASI siano stati caratterizzati dallo sforzo continuo per far comprendere che la tutela di veicoli unici e la storia di famiglie imprenditoriali e designer non risponde all'esclusivo interesse di pochi proprietari, ma genera un impatto culturale che arricchisce l'intera nazione.
Le celebrazioni per il traguardo dell'associazione, introdotte dalla vicepresidente ASI Agnese Di Matteo, entreranno nel vivo nei prossimi mesi. Tra le iniziative previste spicca l'emissione di un francobollo commemorativo dedicato, mentre il culmine dei festeggiamenti è fissato per settembre, con un grande evento sul circuito di Misano che chiamerà a raccolta tutto il mondo del motorismo storico italiano e internazionale.
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