La casa dei quattro anelli riconsidera la strategia di
branding che ha visto la storica A4 trasformarsi in A5. Il CEO Gernot Dollner
conferma il passo falso: si tornerà a una nomenclatura più intuitiva.
Nel mondo dell'industria automobilistica, le strategie di
marketing e posizionamento sono cruciali quanto l'ingegneria stessa. Tuttavia,
anche i giganti del settore possono commettere errori di valutazione. È il caso
di
Audi, che ha recentemente ammesso, attraverso i suoi vertici, che la
decisione di rinominare la sua popolare berlina di segmento D da
A4 ad A5
potrebbe essere stata un errore strategico.
La confusione nasce dalla decisione introdotta con il
"Model Year 2025.5", quando la nuova A5 ha sostituito la A4,
prendendo in prestito il nome precedentemente riservato alle varianti coupé,
cabriolet e Sportback. Una scelta che ha lasciato perplessi molti consumatori e
addetti ai lavori, costringendo il marchio tedesco a una repentina inversione
di rotta.
Una strategia numerica fallimentare
L'intenzione originale di
Audi, al momento del debutto della
nuova A5, era quella di creare una distinzione netta tra le motorizzazioni: i
numeri
dispari sarebbero stati assegnati ai veicoli con motore a
combustione interna (ICE), mentre i numeri
pari avrebbero identificato i
modelli completamente elettrici (EV).
Secondo questo schema, la storica sigla A4 sarebbe dovuta
ritornare sul mercato esclusivamente come veicolo elettrico, lasciando alla A5
il compito di portare avanti l'eredità termica. Un piano simile era previsto
per la fascia superiore, dove la A6 a combustione avrebbe dovuto cedere il nome
alla A7.
Tuttavia, la realtà del mercato ha spinto
Audi a rivedere i
piani quasi immediatamente. Il progetto di rinominare la A6 termica in A7 è
stato abbandonato poco dopo l'annuncio della A5, rendendo quest'ultima
un'anomalia all'interno della gamma: un modello termico con un numero dispari
in un listino dove la regola non viene più applicata uniformemente.
Le parole del CEO e il ritorno alla semplicità
La conferma ufficiale del ripensamento arriva direttamente
dai vertici aziendali. Parlando con la testata australiana
Drive, il CEO
di
Audi Gernot Dollner ha ammesso con trasparenza le criticità della
scelta.
"Sì, come abbiamo detto all'inizio di quest'anno, è
stato un errore e lo abbiamo corretto," ha dichiarato Dollner. "Torneremo
alla nostra vecchia nomenclatura: 'A' indica le auto 'flat-floor' (berline e
station wagon), 'Q' è per i SUV, e il numero descrive la dimensione o il
segmento dell'auto. Punto."
Questa dichiarazione segna la fine del tentativo di
codificare il tipo di propulsione (elettrica o termica) attraverso la
numerazione pari o dispari, favorendo un ritorno a una gerarchia basata
esclusivamente sulle dimensioni e sulla tipologia di carrozzeria.
Cosa accadrà in futuro?
Nonostante l'ammissione, il nome A5 rimarrà sui listini nel
breve termine. Tuttavia, Dollner ha lasciato intendere che
Audi potrebbe
considerare un ripristino del nome
A4 in occasione del
restyling di
metà carriera, previsto indicativamente per il 2029. Questo riporterebbe in
vita una sigla iconica, presente sul mercato da oltre vent'anni, dopo una pausa
di circa quattro anni.
Nel frattempo, la situazione tecnica rimane distinta:
- I
modelli a combustione (come l'attuale A5 e la rinnovata A6) utilizzano la
piattaforma PPC (Premium Platform Combustion).
- Le
controparti elettriche (come la A6 e-tron) nascono sulla piattaforma PPE
(Premium Platform Electric).
Mentre il futuro della "A4 e-tron" elettrica
rimane incerto, con ritardi che spostano il possibile lancio al 2027, la
priorità di
Audi sembra ora essere quella di fare chiarezza, rassicurando la
clientela tradizionale disorientata dai recenti cambi di identità.