Assicurazioni sempre peggio: la "tassa" silenziosa da 2,6 miliardi sugli automobilisti. Meno incidenti, ma polizze su del 22%

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21 aprile 2026, 10.30
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Il paradosso delle assicurazioni in Italia: a fronte di un calo dei sinistri stradali, le tariffe continuano a lievitare senza sosta. L'allarme di Codacons e Assoutenti sui dati IVASS svela un salasso da 79 euro in più ad assicurato dal 2022. Campania e Toscana le regioni più tartassate.
Nonostante l'incidentalità sulle strade italiane continui a registrare un calo costante, per gli automobilisti italiani il premio assicurativo si è trasformato in una vera e propria tassa occulta, in costante e apparentemente ingiustificabile aumento. I dati ufficiali dell'IVASS (l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) relativi al quarto trimestre del 2025, rielaborati da Codacons e Assoutenti, fotografano una realtà amara: possedere un veicolo in Italia costa sempre di più, a prescindere dalla virtuosità di chi siede al volante.

I veri numeri della "stangata" assicurativa

L'inversione di tendenza auspicata dagli utenti non è mai arrivata. Al contrario, l'ultimo trimestre del 2025 ha fatto segnare un ulteriore incremento su base annua del +3,5%, portando il costo medio di una polizza RC Auto a 432 euro.
Ma è allargando lo spettro temporale che emerge la vera portata del rincaro. Come denuncia il Codacons, prendendo in esame le tariffe di gennaio 2022 (ferme a una media di 353 euro), l'aumento complessivo tocca l'incredibile quota del +22,4%. Tradotto in moneta sonante, significa che ogni automobilista ha sborsato 79 euro in più. Considerando che nel nostro Paese circolano circa 33,5 milioni di veicoli assicurati, il calcolo è presto fatto: negli ultimi tre anni le compagnie assicurative hanno incassato 2,64 miliardi di euro aggiuntivi dalle tasche degli italiani.

L'Italia a due velocità: la mappa del caro-polizza

Oltre al rincaro generalizzato, i dati mettono a nudo le profonde, e storiche, disuguaglianze territoriali. L'analisi di Assoutenti evidenzia come Campania e Toscana siano attualmente le regioni dove il "peso" dell'RC Auto è più insostenibile.
Napoli si conferma la maglia nera d'Italia, con un premio medio che sfonda la barriera dei 600 euro (604,7 euro per l'esattezza). Seguono a ruota Prato (593,2 euro) e Caserta (544,3 euro).
Di contro, l'isola felice per gli automobilisti si trova in Basilicata, a Potenza, dove la spesa media crolla a 312 euro, seguita da Enna e Oristano. Una forbice abnorme che porta un cittadino napoletano a pagare quasi il doppio (292 euro di differenza) rispetto a un potentino a parità di garanzie base.
L'anomalia statistica colpisce però anche le province teoricamente meno care: è proprio a Enna che si registra l'aumento percentuale annuo più violento (+8,5%), seguita dalle grandi metropoli come Roma (+6,1%) e Milano (+5,2%). L'unica provincia a registrare un minuscolo segno negativo in tutta Italia è Prato (-0,1%), che resta però la seconda città più cara della penisola.

Il paradosso: si risarcisce meno, si paga di più

La domanda che sorge spontanea tra i consumatori è: perché i prezzi continuano a salire se gli incidenti diminuiscono?
"I numeri ci dicono che i prezzi delle polizze continuano a salire senza sosta nonostante il calo costante dell'incidentalità", attacca Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti, puntando il dito contro un sistema che appare sbilanciato a sfavore del cittadino. Secondo l'associazione, è giunto il momento di un intervento strutturale.
Due le proposte messe sul tavolo per frenare questa corsa ai rincari:
  1. Rendere facoltativo l'indennizzo diretto: un sistema che, secondo Assoutenti, genera costi amministrativi gonfiati rispetto alla procedura tradizionale, senza restituire vantaggi reali o sconti agli assicurati.
  2. Riformare la governance dell'IVASS: la richiesta è di istituire un'autorità di vigilanza composta da figure totalmente indipendenti dal mondo assicurativo, per garantire un controllo più severo e super partes sulle dinamiche tariffarie.
In attesa di interventi legislativi, per gli automobilisti non resta che l'arma della comparazione, in un mercato che oggi assomiglia sempre più a un percorso a ostacoli per il portafogli.
Top 15: Le province più care d'Italia (Dati IV Trimestre 2025)
Provincia Premio Medio (€) Variazione annua (%)
Napoli 604,7 +0,6
Prato 593,2 -0,1
Caserta 544,3 +2,4
Pistoia 530,5 +2,1
Massa-Carrara 523,5 +2,5
Firenze 520,1 +2,7
Roma 516,3 +6,1
Lucca 497,9 +2,3
Pisa 493,5 +2,8
Genova 492,9 +3,4
Latina 480,0 +4,8
La Spezia 465,3 +2,1
Torino 464,6 +3,0
Foggia 459,0 +2,8
Livorno 457,5 +3,2
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