Il paradosso delle assicurazioni in Italia: a fronte di
un calo dei sinistri stradali, le tariffe continuano a lievitare senza sosta.
L'allarme di Codacons e Assoutenti sui dati IVASS svela un salasso da 79 euro
in più ad assicurato dal 2022. Campania e Toscana le regioni più tartassate.
Nonostante l'incidentalità sulle strade italiane continui a
registrare un calo costante, per gli automobilisti italiani il premio
assicurativo si è trasformato in una vera e propria tassa occulta, in costante
e apparentemente ingiustificabile aumento. I dati ufficiali dell'IVASS
(l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) relativi al quarto trimestre
del 2025, rielaborati da Codacons e Assoutenti, fotografano una realtà amara:
possedere un veicolo in Italia costa sempre di più, a prescindere dalla virtuosità
di chi siede al volante.
I veri numeri della "stangata" assicurativa
L'inversione di tendenza auspicata dagli utenti non è mai
arrivata. Al contrario, l'ultimo trimestre del 2025 ha fatto segnare un
ulteriore incremento su base annua del +3,5%, portando il costo medio di
una polizza RC Auto a 432 euro.
Ma è allargando lo spettro temporale che emerge la vera
portata del rincaro. Come denuncia il Codacons, prendendo in esame le tariffe
di gennaio 2022 (ferme a una media di 353 euro), l'aumento complessivo tocca
l'incredibile quota del +22,4%. Tradotto in moneta sonante, significa
che ogni automobilista ha sborsato 79 euro in più. Considerando che nel
nostro Paese circolano circa 33,5 milioni di veicoli assicurati, il calcolo è
presto fatto: negli ultimi tre anni le compagnie assicurative hanno incassato 2,64
miliardi di euro aggiuntivi dalle tasche degli italiani.
L'Italia a due velocità: la mappa del caro-polizza
Oltre al rincaro generalizzato, i dati mettono a nudo le
profonde, e storiche, disuguaglianze territoriali. L'analisi di Assoutenti
evidenzia come Campania e Toscana siano attualmente le regioni dove il
"peso" dell'RC Auto è più insostenibile.
Napoli si conferma la maglia nera d'Italia, con un
premio medio che sfonda la barriera dei 600 euro (604,7 euro per l'esattezza).
Seguono a ruota Prato (593,2 euro) e Caserta (544,3 euro).
Di contro, l'isola felice per gli automobilisti si trova in
Basilicata, a Potenza, dove la spesa media crolla a 312 euro, seguita da
Enna e Oristano. Una forbice abnorme che porta un cittadino napoletano a pagare
quasi il doppio (292 euro di differenza) rispetto a un potentino a parità di
garanzie base.
L'anomalia statistica colpisce però anche le province
teoricamente meno care: è proprio a Enna che si registra l'aumento
percentuale annuo più violento (+8,5%), seguita dalle grandi metropoli
come Roma (+6,1%) e Milano (+5,2%). L'unica provincia a
registrare un minuscolo segno negativo in tutta Italia è Prato (-0,1%), che
resta però la seconda città più cara della penisola.
Il paradosso: si risarcisce meno, si paga di più
La domanda che sorge spontanea tra i consumatori è: perché i
prezzi continuano a salire se gli incidenti diminuiscono?
"I numeri ci dicono che i prezzi delle polizze
continuano a salire senza sosta nonostante il calo costante
dell'incidentalità", attacca Gabriele Melluso, presidente di
Assoutenti, puntando il dito contro un sistema che appare sbilanciato a sfavore
del cittadino. Secondo l'associazione, è giunto il momento di un intervento
strutturale.
Due le proposte messe sul tavolo per frenare questa corsa ai
rincari:
- Rendere
facoltativo l'indennizzo diretto: un sistema che, secondo Assoutenti,
genera costi amministrativi gonfiati rispetto alla procedura tradizionale,
senza restituire vantaggi reali o sconti agli assicurati.
- Riformare
la governance dell'IVASS: la richiesta è di istituire un'autorità di
vigilanza composta da figure totalmente indipendenti dal mondo
assicurativo, per garantire un controllo più severo e super partes sulle
dinamiche tariffarie.
In attesa di interventi legislativi, per gli automobilisti
non resta che l'arma della comparazione, in un mercato che oggi assomiglia
sempre più a un percorso a ostacoli per il portafogli.
Top 15: Le province più care d'Italia (Dati IV Trimestre
2025)
|
Provincia
|
Premio Medio (€)
|
Variazione annua (%)
|
|
Napoli
|
604,7
|
+0,6
|
|
Prato
|
593,2
|
-0,1
|
|
Caserta
|
544,3
|
+2,4
|
|
Pistoia
|
530,5
|
+2,1
|
|
Massa-Carrara
|
523,5
|
+2,5
|
|
Firenze
|
520,1
|
+2,7
|
|
Roma
|
516,3
|
+6,1
|
|
Lucca
|
497,9
|
+2,3
|
|
Pisa
|
493,5
|
+2,8
|
|
Genova
|
492,9
|
+3,4
|
|
Latina
|
480,0
|
+4,8
|
|
La Spezia
|
465,3
|
+2,1
|
|
Torino
|
464,6
|
+3,0
|
|
Foggia
|
459,0
|
+2,8
|
|
Livorno
|
457,5
|
+3,2
|