L'era del
dominio digitale assoluto all'interno degli abitacoli potrebbe essere giunta a un punto di svolta. Se negli ultimi anni l'industria automobilistica ha inseguito la tendenza dei maxi-schermi, dettata principalmente dalla riduzione dei costi industriali e dalle richieste del mercato cinese,
Audi sembra pronta a un radicale cambio di paradigma. La
Casa dei Quattro Anelli, infatti, sta pianificando un ritorno alle origini, privilegiando la qualità dei materiali e la sensazione tattile rispetto alla corsa ai pollici dei display.
Il tramonto della "Screen-mania"?
La diffusione capillare dei touch screen è stata guidata da una logica economica e geografica. Eliminare pulsantiere complesse a favore di pannelli digitali riduce i costi di produzione e accontenta la Cina, il più grande mercato globale, dove la clientela esige "
smart cockpit" e interfacce simili agli smartphone. Tuttavia, questa uniformazione ha spesso penalizzato l'ergonomia e la personalità dei singoli marchi, un problema che Volkswagen ha già riconosciuto reintroducendo i tasti fisici su alcuni modelli. Ora anche
Audi, brand premium del Gruppo, sembra voler seguire questa strada.
La visione di Frascella, l'italiano a capo del design dei quattro anelli
: meno schermi, più "Audi Click" Il nuovo corso è incarnato da
Massimo Frascella, Chief Creative Officer di
Audi nominato nel giugno 2024. In una recente dichiarazione, il designer ha espresso scetticismo verso l'attuale configurazione degli interni, definendo i grandi schermi "tecnologia fine a se stessa" se non supportati da una reale utilità. Il futuro del marchio è anticipato dalla
Concept C, un prototipo di sportiva elettrica che segna un netto distacco dalle plance attuali (come quella della nuova A6 Avant, ricca di display anche per il passeggero). La concept propone un display centrale ridotto a 10,4 pollici e, soprattutto, a scomparsa, richiamando soluzioni del passato. L'obiettivo è recuperare il cosiddetto "
Audi click": quella sensazione di precisione meccanica, solidità e qualità costruttiva che ha reso celebri gli interni di Ingolstadt nelle generazioni precedenti, abbandonando l'abuso di plastiche nero lucido a favore di metallo e materiali pregiati.
Il confronto filosofico con la rivale storica
La
strategia di Audi si pone in netto contrasto con quella dei rivali storici. Mercedes-Benz, infatti, continua a scommettere sulla digitalizzazione estrema. Gorden Wagener, responsabile del design della Stella, ha difeso la necessità di grandi superfici visive per l'intrattenimento a bordo, arrivando a criticare aspramente la direzione minimalista di Audi, definendo gli interni della Concept C come "design del 1995" con "troppo poca tecnologia". Audi ha scelto di non replicare alle critiche, concentrandosi sullo sviluppo del prodotto.
La
rivoluzione tattile non sarà immediata. I prossimi lanci, come la nuova generazione di Q7 e l'inedita Q9, manterranno ancora l'impostazione attuale basata sui multiscreen, essendo progetti avviati prima del nuovo corso. La vera mano di Frascella e il ritorno al mix tra analogico e digitale si vedranno concretamente con il modello di serie derivato dalla Concept C, atteso sul mercato per il 2027. Un passo indietro sul digitale per farne due avanti sulla qualità percepita: la scommessa di
Audi è appena iniziata.